Messico, la guerra dell'avocado finito in mano ai cartelli. Gli Usa bloccano le importazioni
di Daniele Mastrogiacomo , di Daniele MastrogiacomoLa guerra per l'oro verde infligge un brutto colpo al Messico. L'Amministrazione Usa ha deciso di sospendere l'importazione degli avocado dal Michoacán, l'unico stato del grande Paese nordamericano autorizzato a commercializzare il famoso frutto con il suo vicino. Le minacce anonime giunte sul cellulare di uno dei 70 ispettori impegnati a controllare le distese di avocado che punteggiano quella regione hanno spinto Biden a una scelta drastica. Del resto ci sono precedenti che avevano già portato, alcuni anni fa, a un blocco delle importazioni dopo che una decina di ispettori americani erano stati rapinati e malmenati durante il loro lavoro in Messico. Il presidente Obrador è seccato ma anche preoccupato.
La guerra per l'oro verde infligge un brutto colpo al Messico. L'Amministrazione Usa ha deciso di sospendere l'importazione degli avocado dal Michoacán, l'unico stato del grande Paese nordamericano autorizzato a commercializzare il famoso frutto con il suo vicino. Le minacce anonime giunte sul cellulare di uno dei 70 ispettori impegnati a controllare le distese di avocado che punteggiano quella regione hanno spinto Biden a una scelta drastica. Del resto ci sono precedenti che avevano già portato, alcuni anni fa, a un blocco delle importazioni dopo che una decina di ispettori americani erano stati rapinati e malmenati durante il loro lavoro in Messico. Il presidente Obrador è seccato ma anche preoccupato.
Il commercio di quello che viene chiamato oro verde genera entrate per 2,8 miliardi di dollari; l'81 per cento dell'esportazione di avocado è destinato proprio agli Usa, cioè il 52 per cento dei 2,5 milioni di tonnellate che il Messico produce ogni anno. Nel settore sono impiegate 300 mila persone, tra lavoratori diretti e indotto. "È un problema molto serio", commenta con El Pais, che torna con ampi servizi sul tema, Juan Carlos Anaya, il direttore del Gruppo Consulenti Mercati Agricoli messicani (Gcma), "perché stiamo parlando di un prodotto passeggero. I danni son ingenti. Trovare delle alternative non sarà facile. Per questo ritengo che il governo messicano debba raggiungere un accordo con le autorità del Dipartimento dell'Agricoltura e l'ambasciata Usa affinché, una volta conclusa l'indagine sul caso e definite le misure da adottare, si possano riattivare le esportazioni di avocado nel più breve tempo possibile".
Il frutto esotico tanto usato dagli americani, con punte da record soprattutto in occasione del Superbowl, è sempre stato oggetto di ricatti e pressioni nel secolare rapporto tra i due Paesi. Già oltre 100 anni fa, ricorda il quotidiano spagnolo, le autorità sanitarie statunitensi proibirono l'importazione degli avocado messicani. Sostenevano che i suoi semi racchiudevano dei batteri che potevano minacciare le colture e le terre americane.
Alla fine degli anni '70 del secolo scorso il governo messicano chiese di revocare il divieto ma la domanda venne respinta. Il commercio e l'esportazione sono quindi ripresi solo dietro visite e controlli periodici da parte degli ispettori del Dipartimento dell'Agricoltura. La loro presenza è stata vista come un intralcio alle tante industrie che producono avocado in altri stati del Messico sprovvisti però del nulla osta americano.
Per superare questo ostacolo sono iniziate delle spedizioni verso il Michoacán che con gli anni, per le sue particolari condizioni meteorologiche e orografiche, è diventato l'Eldorado degli avocado. Ci sono stati altri controlli e questo andazzo è stato contrastato dagli ispettori. A quel punto sono intervenuti i Cartelli che ovviamente, già da tempo, avevano fiutato il business imponendo tasse e pizzi di passaggio. Con gli anni l'oro verde è diventato uno tra i più redditizi investimenti.
Non si trattava solo di immettere denaro nelle colture e nell'industria di trasformazione. Bisognava dirottare l'acqua che scarseggia nel nord del Messico, favorendo chi sottostava al giogo delle gang dominanti. L'intervento prima della Familia Michoacana e poi dei Caballeros Templaros creò una sorta di monopolio sul Michoacán conquistato con assalti e omicidi. I contadini e i produttori dello Stato regionale chiesero l'intervento di quello centrale. Avevano bisogno di protezione. Ma davanti all'inerzia di Città del Messico e all'aumento delle stragi, chi lavorava sul posto si organizzò in comitati di autodifesa.
Amlo reagì sconfessando chi aveva deciso di imbracciare le armi a difesa delle proprie colture e ribadì che "la sicurezza è responsabilità dello Stato". Un'asserzione caduta nel vuoto. I Comitati si sciolsero ma la violenza continuò. Anzi, aumentò. Perché nel frattempo un nuovo cartello, la Jalisco Nueva Generación, aveva preso il sopravvento imponendo regole e tariffe. Chi si opponeva veniva fatto fuori. Gli stessi ispettori americani furono aggrediti da balordi che li intimarono ad allentare i controlli. Fino a venerdì scorso quando sul cellulare del loro capo è arrivata l'ennesima minaccia: "L'esportazione di avocado negli Usa è sospesa. Fino a nuovo ordine". Biden ha risposto bloccando il commercio. Ora tocca ad Obrador: cede ai Cartelli oppure ripristina la legalità