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Draghi presto a Mosca per incontrare Putin: "L'obiettivo è arrivare a un incontro tra Zelensky e il leader russo"

BRUXELLES - Il presidente del consiglio al vertice europeo informale sull'Ucraina mette in guardia: dialogo con il Cremlino ma "dobbiamo continuare ad affermare la nostra unità e la nostra strategia di deterrenza"
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Mediare, trattare, avvicinare le parti per evitare la guerra tra Mosca e Kiev. ''Occorre mantenere il dialogo il più possibile aperto'', sostiene Mario Draghi parlando alle telecamere, appena concluso il Consiglio europeo informale sull'Ucraina.

L'ex banchiere non parteciperà invece al Consiglio europeo con i Paesi africani e sta facendo ritorno a Roma. Il testo del suo intervento alla tavola rotonda in programma alle 16 verrà letto dal presidente francese, Emmanuel Macron, presidente di turno dell'Unione.

L'obiettivo è avvicinare le parti attraverso un colloquio diretto tra Zelensky e Putin: ''Il presidente ucraino - rivela il presidente del Consiglio - in una telefonata che abbiamo avuto ieri ha chiesto la possibilità di riuscire a parlare con il presidente Putin e di vedere se l'Italia avesse potuto aiutarlo su questo fronte. La stessa richiesta è stata rivolta ad altri intorno al tavolo di oggi…

Mediare, trattare, avvicinare le parti per evitare la guerra tra Mosca e Kiev. ''Occorre mantenere il dialogo il più possibile aperto'', sostiene Mario Draghi parlando alle telecamere, appena concluso il Consiglio europeo informale sull'Ucraina.

L'ex banchiere non parteciperà invece al Consiglio europeo con i Paesi africani e sta facendo ritorno a Roma. Il testo del suo intervento alla tavola rotonda in programma alle 16 verrà letto dal presidente francese, Emmanuel Macron, presidente di turno dell'Unione.

L'obiettivo è avvicinare le parti attraverso un colloquio diretto tra Zelensky e Putin: ''Il presidente ucraino - rivela il presidente del Consiglio - in una telefonata che abbiamo avuto ieri ha chiesto la possibilità di riuscire a parlare con il presidente Putin e di vedere se l'Italia avesse potuto aiutarlo su questo fronte. La stessa richiesta è stata rivolta ad altri intorno al tavolo di oggi''. Il miglior risultato, insomma, è che i due leader ''si siedano intorno a un tavolo'', anche se è evidente che ''non sarà facile''.
 
È la prima gamba della strategia europea, che prova a evitare l'escalation. Per riuscirci, Draghi volerà presto a Mosca per incontrare Putin, in una ideale staffetta dei leader continentali per tenere aperta la porta delle trattative. Il suo viaggio nella capitale russa ''è previsto nei prossimi giorni, lo stanno organizzando'' le diplomazie.  
 
Oggi, però, è anche giorno di tensioni nel Donbass. E infatti accanto al dialogo, il premier insiste sulla necessità della deterrenza, per far comprendere a Putin che un eventuale atto di guerra avrà conseguenze gravi, a partire dalle sanzioni:  "La situazione è la stessa di qualche giorno fa, questi episodi che sembravano annunciare una de-escalation non sono al momento presi seriamente. Quindi dobbiamo rimanere pronti a ogni eventualità''.
 
Secondo il premier, la crisi ucraina ha però portato un risultato insperato all'Europa: ''Dobbiamo continuare ad affermare la nostra unità. Questo forse è il fattore che ha più colpito la Russia. Inizialmente ci si poteva aspettare che essendo così diversi avremmo preso posizioni diverse, invece nel corso di tutti questi mesi non abbiamo fatto altro che diventare sempre più uniti, tantissimi Paesi, non solo l'Occidente''.
 
È un punto cruciale, anche in vista di eventuali sanzioni: occorre preservare una linea comune tra i Paesi anglosassoni della Nato e l'Unione europea, più incline a mediare con Putin a causa dei rapporti commerciali e della parziale dipendenza dal gas russo.

Accanto a questo approccio, Draghi conferma la volontà di aumentare la strategia di deterrenza, ''essere fermi - sintetizza il premier - e non mostrare debolezze''. È la ragione per la quale alcuni dei Paesi dell'Alleanza costituiranno nuovi battle group sul confine sud-est europeo: dalla Romania all'Ungheria alla Bulgaria. L'Italia schiererà fino a un massimo di mille soldati.