Hezbollah ha dato il via libera ai negoziati tra Israele e Libano sul gas naturale e le acque contese
di Rossella Tercatin , di Rossella TercatinGERUSALEMME - Passerà per un braccio di mare di alcuni chilometri quadrati e il suo potenziale tesoro di gas un accordo che potrebbe segnare una svolta senza precedenti nei rapporti tra Israele e Libano, due Paesi che non hanno mai raggiunto la pace e nemmeno un accordo sui confini terrestri? Secondo il quotidiano Haaretz, Hezbollah - il movimento paramilitare legato all'Iran, considerato un'organizzazione terroristica da Stati Uniti e Israele - che a Beirut rappresenta un vero e proprio Stato nello Stato, avrebbe dato via libera al governo del Paese per procedere ai negoziati e raggiungere un'intesa.
La disputa sulle acque territoriali tra le due nazioni va avanti da anni, esacerbata dalla presenza nell'area di importanti…
GERUSALEMME - Passerà per un braccio di mare di alcuni chilometri quadrati e il suo potenziale tesoro di gas un accordo che potrebbe segnare una svolta senza precedenti nei rapporti tra Israele e Libano, due Paesi che non hanno mai raggiunto la pace e nemmeno un accordo sui confini terrestri? Secondo il quotidiano Haaretz, Hezbollah - il movimento paramilitare legato all'Iran, considerato un'organizzazione terroristica da Stati Uniti e Israele - che a Beirut rappresenta un vero e proprio Stato nello Stato, avrebbe dato via libera al governo del Paese per procedere ai negoziati e raggiungere un'intesa.
La disputa sulle acque territoriali tra le due nazioni va avanti da anni, esacerbata dalla presenza nell'area di importanti riserve di gas. Nell'ultimo decennio sono stati fatti vari tentativi di negoziati: l'ultimo sforzo sotto l'egida degli Stati Uniti ha preso il via nell'ottobre 2020 segnando la prima volta in trent'anni che rappresentanti di Gerusalemme e Beirut si sono seduti al tavolo per un confronto politico diretto.
Israele ha già localizzato e cominciato a sfruttare diversi giacimenti lungo la sua costa, ma per il Libano che versa in una terribile crisi economica ed energetica - con la maggior parte della popolazione che può contare solo su poche ore di elettricità al giorno - la risoluzione della disputa potrebbe rivelarsi cruciale. Nonostante questo, la trattativa si era arenata lo scorso maggio.
Nelle ultime settimane però sono emersi segnali incoraggianti. Alla fine di gennaio il presidente libanese Michel Aoun aveva annunciato che il Paese era pronto a riprendere i colloqui con rappresentanti del governo israeliano che per contro avevano replicato che dal loro punto di vista "la trattativa non si era mai fermata".
Pochi giorni dopo, l'inviato per l'energia dell'amministrazione Biden Amos Hochstein ha dichiarato in un'intervista all'emittente libanese Lbci che la distanza tra le posizioni delle due parti si stava "riducendo nella direzione di un accordo".
Dalla sua nomina la situazione del Libano ha rappresentato una priorità nell'agenda del funzionario statunitense. Gli Usa ritengono che alleggerire la crisi nel Paese dei cedri sia essenziale per la stabilità regionale. Hochstein ha sottolineato che è importante che la nazione diversifichi le sue fonti di energia e per questo ha aiutato a negoziare un accordo per importare gas dall'Egitto e sta lavorando anche a una possibile intesa con la Giordania - che per inciso potrebbe portare a Beirut anche gas israeliano, visto che Amman importa dallo Stato ebraico.
L'intervista di Nasrallah e l'assenso sul negoziato
A rendere difficile una risoluzione ufficiale per la disputa sulle acque territoriali tra Libano e Israele è sempre rimasto il potere di Hezbollah, che si oppone a qualsiasi parvenza di normalizzazione con il nemico. Nelle ultime settimane inviati internazionali hanno incontrato rappresentanti del gruppo per trovare una soluzione che potrebbe accettare (o quantomeno non sabotare).
Secondo Haaretz, la svolta sarebbe arrivata in un'intervista che il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah ha rilasciato a una televisione iraniana dichiarando che stabilire il confine marittimo del Libano con Israele è responsabilità del governo libanese, di cui Hezbollah non fa parte, e che questo è un accordo economico che non ha nulla a che fare con il suo movimento, parole che gli Usa avrebbero interpretato come un segno di assenso.
L'intesa dovrebbe prevedere i dettagli per l'esplorazione dei giacimenti nella zona e come i suoi benefici verranno divisi tra i due Paesi. Come ha sottolineato Hochstein per il Libano potrebbe essere l'ultima chiamata per beneficiare delle risorse trovate nel Mediterraneo orientale. "Non concentratevi su cosa potreste perdere se scendete a compromessi ma invece su cosa guadagnereste," ha detto. Un accordo, secondo Hochstein porterebbe "elettricità, investimenti esteri, posti di lavoro, speranza". Negli ultimi anni, in Libano, se n'è senz'altro sentita la mancanza.