Macron annuncia il ritiro dal Mali: "Via le truppe in sei mesi, più soldati in Niger"
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - I soldati europei che partecipano al gruppo delle forze speciali della missione Takuba "saranno riposizionati a fianco delle forze armate del Niger nella regione di confine col Mali". Nel giorno in cui viene confermata la fine dell'operazione militare Barkhane, lanciata nove anni fa e costata la vita a cinquantatre militari francesi, Emmanuel Macron insiste su un "impegno rinnovato" nella regione strategica del Sahel che dovrebbe in qualche modo spostare l'intervento della task force europea Takuba nei Paesi limitrofi al Mali. Le truppe francese lasceranno Bamako in sei mesi.
La cena con i leader africani ed europei, a cui ha partecipato il premier Mario Draghi, ha permesso di cominciare a riflettere al nuovo dispositivo di intervento nel Sahel, non ancora completamente definito anche se Macron ha parlato già di riposizionamento in Niger e nei paesi affacciati sul Golfo di Guinea, tra cui Costa d'Avorio e Benin.
PARIGI - I soldati europei che partecipano al gruppo delle forze speciali della missione Takuba "saranno riposizionati a fianco delle forze armate del Niger nella regione di confine col Mali". Nel giorno in cui viene confermata la fine dell'operazione militare Barkhane, lanciata nove anni fa e costata la vita a cinquantatre militari francesi, Emmanuel Macron insiste su un "impegno rinnovato" nella regione strategica del Sahel che dovrebbe in qualche modo spostare l'intervento della task force europea Takuba nei Paesi limitrofi al Mali. Le truppe francese lasceranno Bamako in sei mesi.
La cena con i leader africani ed europei, a cui ha partecipato il premier Mario Draghi, ha permesso di cominciare a riflettere al nuovo dispositivo di intervento nel Sahel, non ancora completamente definito anche se Macron ha parlato già di riposizionamento in Niger e nei paesi affacciati sul Golfo di Guinea, tra cui Costa d'Avorio e Benin.
Manca ancora l'accordo tra i Paesi dell'Ue che partecipavano a Takuba, una dozzina, tra cui l'Italia che dovrà comunque verificare regole d'ingaggio e condizioni di un nuovo intervento prima di impegnare in un nuovo contesto i duecento uomini attualmente dentro la task force anti-terrorismo. E sembra difficile che l'attuale format sia replicato tale e quale in un altro Paese.
L'Ue il Canada: "Non ci sono più le condizioni per restare in Mali"
Intanto, però, tra gli europei non ci sono dubbi sull'impossibilità di continuare a lavorare con la giunta di Bamako che dopo aver preso il potere con un golpe rifiuta di indire elezioni e si è affidata ai mercenari russi di Wagner. "Le condizioni politiche, operative e legali non siano più soddisfatte per continuare efficacemente l'attuale impegno militare nella lotta al terrorismo in Mali" scrivono l'Ue e il Canada in un comunicato congiunto, annunciando il "ritiro coordinato delle rispettive risorse militari dedicate a queste operazioni dal territorio maliano". "In stretto coordinamento con gli Stati vicini - prosegue la nota - i governi dell'Ue hanno anche espresso la volontà di rimanere impegnati nella regione secondo le rispettive procedure costituzionali".
A proposito del "rinnovato impegno" nella regione, i governi europei sottolineano che "su richiesta dei loro partner africani e sulla base delle discussioni sulle future modalità di azione congiunta, hanno deciso comunque di continuare la loro azione congiunta contro il terrorismo nella regione del Sahel, compreso in Niger e nel Golfo di Guinea".
I termini della nuova azione condivisa nella regione saranno definiti entro giugno. "L'Ue rimane impegnata nei confronti del Sahel e riadatterà la sua posizione militare a seconda della situazione in Mali. La nostra determinazione a combattere il terrorismo rimane intatta" ha twittato il capo della diplomazia dell'Unione europea, Josep Borrell.
L'Ue ha dispiegato una missione di addestramento delle forze armate (Eutm) in Mali ed è presente anche l'Onu con la missione Minusma a cui contribuiscono molti paesi europei. "Non possiamo restare al fianco di autorità di cui non condividiamo gli obiettivi e le strategie nascoste" ha spiegato Macron. Solo in Mali la Francia ha ancora 2.400 militari (4.300 in tutta la regione del Sahel). "Il ritiro sarà effettuato in modo ordinato, con le forze armate maliane e con la Missione delle Nazioni Unite in Mali" ha spiegato il leader francese durante una conferenza stampa all'Eliseo.
L'annuncio arriva poche ore prima del vertice a Bruxelles dei leader dell'Unione Europea e dell'Unione Africana in cui Bruxelles cerca su un nuovo rapporto con l'Africa, un continente ricco di materie prime dove anche Cina, Russia e Turchia cercano di ampliare la loro sfera di influenza.