Francia, suicida in carcere Jean-Luc Brunel, l'ex agente di modelle accusato di abusi nel caso Epstein
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Un altro suicidio in carcere danna il sordido cerchio dell’inferno e di perversione di Jeffrey Epstein. Come il finanziere pedofilo americano morto nell’agosto 2019 in cella a New York, nella notte tra venerdì e sabato si è tolto la vita anche il 75enne francese Jean-Luc Brunel. Pure lui accusato di violenze, abusi sessuali e di traffico di donne per soddisfare gli istinti sessuali di Epstein e dei suoi amici potenti, Brunel era rinchiuso nel carcere di Parigi “La Santé”, dopo le denunce di decine di donne. E, come per Epstein, nessuna telecamera ha registrato la sua morte. Anzi, Brunel non era sotto osservazione in carcere, perché non considerato a rischio suicidio.
LONDRA - Un altro suicidio in carcere danna il sordido cerchio dell’inferno e di perversione di Jeffrey Epstein. Come il finanziere pedofilo americano morto nell’agosto 2019 in cella a New York, nella notte tra venerdì e sabato si è tolto la vita anche il 75enne francese Jean-Luc Brunel. Pure lui accusato di violenze, abusi sessuali e di traffico di donne per soddisfare gli istinti sessuali di Epstein e dei suoi amici potenti, Brunel era rinchiuso nel carcere di Parigi “La Santé”, dopo le denunce di decine di donne. E, come per Epstein, nessuna telecamera ha registrato la sua morte. Anzi, Brunel non era sotto osservazione in carcere, perché non considerato a rischio suicidio.
Già. Perché l’ex schiava sessuale di Epstein e grande accusatrice del principe Andrea — dal quale ora avrebbe ricevuto circa 14 milioni di euro per chiudere la causa civile contro di lui — aveva inchiodato anche il francese con le sue rivelazioni: «Epstein mi disse che aveva dormito con più di mille ragazze procurategli da Brunel», principe della moda e dei party parigini con i suoi vestiti sgargianti, che reclutava centinaia di ragazze all’anno per la sua prestigiosa agenzia di modelle Karin.
Ma allora, come il produttore americano Harvey Weinstein, Brunel già si portava dietro dicerie e ombre di molestie, di abusi, di sesso in cambio di carriera. Negli anni, numerose ragazze ed ex modelle disgustate iniziano a testimoniare, a parlare ai media. Addirittura si scopre una intervista della rete americana Cbs risalente al 1989 ma mai pubblicata. Alcune giovani donne, come Thysia Huisman, sostengono di esser state stordite o drogate prima di essere violentate. Nel tempo, gli inquirenti francesi ricevono un centinaio di denunce e segnalazioni contro Brunel. Che, alla fine del dicembre 2020, viene arrestato a Parigi, all’aeroporto Charles de Gaulle, mentre prova ad imbarcarsi per il Senegal per “una vacanza”.