Crisi Ucraina, la risposta Nato va in scena alla Conferenza di Monaco. Harris: “Alleati mai così uniti”
dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni , dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniRestano tuttavia alcune differenze tra americani ed europei sulle eventuali sanzioni
BERLINO - «Voglio sottolineare il ruolo della più importante organizzazione del mondo, gli Stati Unit.., eh, scusate, le Nazioni Unite». Il lapsus del nuovo direttore della Conferenza sulla sicurezza, il tedesco Christoph Heusgen, la dice lunga sul sollievo che ha dominato, nonostante i venti di guerra che spirano da Est, il summit degli esperti di difesa e sicurezza di Monaco. America is back, Nato is back. La promessa d’insediamento di Joe Biden dal lato opposto dell’Atlantico è la ciambella cui si aggrappa un’Europa monca di una difesa comune, minacciata dai carri armati di Putin e dal rischio «della più grande guerra in Europa dal 1945», come l’ha definita ieri Boris Johnson. Ed è stato sempre il premier britannico a ricordare che la crisi sta ricompattando i partner atlantici evidenziando l’importanza degli Usa e della Nato «nel garantire la sicurezza europea». Anche se al di là d…
BERLINO - «Voglio sottolineare il ruolo della più importante organizzazione del mondo, gli Stati Unit.., eh, scusate, le Nazioni Unite». Il lapsus del nuovo direttore della Conferenza sulla sicurezza, il tedesco Christoph Heusgen, la dice lunga sul sollievo che ha dominato, nonostante i venti di guerra che spirano da Est, il summit degli esperti di difesa e sicurezza di Monaco. America is back, Nato is back. La promessa d’insediamento di Joe Biden dal lato opposto dell’Atlantico è la ciambella cui si aggrappa un’Europa monca di una difesa comune, minacciata dai carri armati di Putin e dal rischio «della più grande guerra in Europa dal 1945», come l’ha definita ieri Boris Johnson. Ed è stato sempre il premier britannico a ricordare che la crisi sta ricompattando i partner atlantici evidenziando l’importanza degli Usa e della Nato «nel garantire la sicurezza europea». Anche se al di là della ritrovata pax atlantica restano tensioni tra Washington ed europei sulle sanzioni.
Sembrano tramontati - per ora - i tempi in cui l’America di Trump minacciava di stracciare l’articolo 5 del Trattato atlantico, quello della mutua assistenza. E in cui il suo vice Mike Pence, invece di rassicurare i partner, planò a Monaco rimproverandoli - Germania in testa - di non rispettare il 2% di spese per la difesa. Non è un caso allora che Scholz abbia annunciato sabato agli americani che «rispetteremo i nostri impegni con la Nato». E che la ministra della Difesa tedesca Lambrecht gli abbia fatto eco promettendo «un aumento delle nostre spese militari». Negli anni di Trump, Macron era arrivato a definire la Nato “braindead”, “cerebralmente morta”.
Ma i dubbi sulle sanzioni restano. D’un lato - ed è motivo di attrito con gli Usa - Washington insiste sull’efficacia “extraterritoriale” delle sanzioni, sul fatto che le imprese europee si allineino a quelle americane nel blocco dell’export. Ma c’è il rischio di “overcompliance”, ossia che per eccesso di zelo e per paura di venire esclusi dal mercato americano, le imprese allarghino spontaneamente il carnet dei prodotti che non venderebbero più ai russi. «A danno si aggiungerebbe danno», chiosa una fonte diplomatica. Altro punto di attrito - quello cui fa riferimento Draghi - è che l’eventuale fine dei trasferimenti in alta tecnologia energetica - gli europei si impegnano con i russi su manutenzioni dei gasdotti, ammodernamento delle stazioni di pompaggio e forniture di materiali sofisticati - induca Putin a chiudere il gas. Certo, Ursula von der Leyen a Monaco ha ricompattato il fronte anti-Putin fugando proprio alcuni dubbi dei Paesi membri.
La presidente della Commissione Ue ha assicurato che le alternative a un eventuale blocco delle forniture c’è. Bruxelles si sarebbe garantita dagli alleati asiatici e americani gas liquido per compensare buchi nelle forniture russe. Ma una fonte esprime dubbi sulla possibilità che possa avvenire in tempi brevi e senza rincari altissimi. Intanto, l’unico risultato che Putin ha ottenuto finora montando la sua “Drohkulisse”, la “scenografia della minaccia”, come la chiamano i tedeschi, è che la vicepresidente Usa Kamala Harris è venuta a Monaco esprimendo «l’incrollabile» fedeltà degli americani all’articolo 5 - «difenderemo ogni centimetro dei Paesi alleati» - e mostrandosi fiduciosa che i timori sugli effetti delle sanzioni, espressi da Draghi e dal governo Scholz, non minacceranno la ritrovata unità transatlantica. Anche l’Italia «è al tavolo» delle sanzioni, ha detto. E la Nato è «unita come non mai».