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Fiona Hill: “Putin ormai vive isolato, ha una percezione distorta della realtà”

(reuters)
Intervista con la cremlinologa che fu direttrice per l’Europa e la Russia nel Consiglio per la sicurezza nazionale dell’amministrazione Trump. "Se in Ucraina accettiamo l’uso della forza per cambiare i confini, poi si riapre tutto, ovunque nel mondo"
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NEW YORK - «Se Putin invade, l’Occidente deve imporre dure sanzioni senza eccezioni. Perché lui è convinto di poter comprare tutti, ad esempio usando l’energia. Poi si potrà anche negoziare una “Helsinki 2.0”, ma non con la pistola puntata alla tempia». A dirlo è Fiona Hill, direttrice per l’Europa e la Russia nel Consiglio per la sicurezza nazionale dell’amministrazione Trump, oggi alla Brookings.
 
Biden dice che Putin ha deciso di invadere.
«Se lo dice ha l’intelligence per farlo. Putin vuole la rivincita». 
 
Sbaglia lettura?
«Commette un errore di giudizio. Ritiene che alla Russia sia stato imposto il ritiro quando era debole, ma ora è forte e deve rifarsi. Sull’Ucraina ha un’ossessione personale. In realtà la Russia uscì dall’Urss per scelta di Eltsin, lui visse quell’evento come un’umiliazione. È il pr…
NEW YORK - «Se Putin invade, l’Occidente deve imporre dure sanzioni senza eccezioni. Perché lui è convinto di poter comprare tutti, ad esempio usando l’energia. Poi si potrà anche negoziare una “Helsinki 2.0”, ma non con la pistola puntata alla tempia». A dirlo è Fiona Hill, direttrice per l’Europa e la Russia nel Consiglio per la sicurezza nazionale dell’amministrazione Trump, oggi alla Brookings.
 
Biden dice che Putin ha deciso di invadere.
«Se lo dice ha l’intelligence per farlo. Putin vuole la rivincita». 
 
Sbaglia lettura?
«Commette un errore di giudizio. Ritiene che alla Russia sia stato imposto il ritiro quando era debole, ma ora è forte e deve rifarsi. Sull’Ucraina ha un’ossessione personale. In realtà la Russia uscì dall’Urss per scelta di Eltsin, lui visse quell’evento come un’umiliazione. È il problema della longevità del potere: è al Cremlino da 22 anni, ha una percezione distorta della realtà».
 
Si spieghi.
«È isolato, ha pochissimi contatti. La cerchia ormai è ristretta a personaggi come Naryshkin, Bortnikov, Bastrykin, Patrushev, Shoigu, duri convinti che la Russia dovrebbe tagliare i ponti con l’Occidente e diventare autarchica».
 
Quindi farà l’invasione?
«È altamente probabile. Le esercitazioni in corso sono offensive, ha mobilitato risorse militari enormi, perché dovrebbe bluffare? Guardate cosa ha fatto in Georgia e Siria, dove qualcuno aveva dato via libera ai mercenari di Wagner per sparare sulle forze speciali Usa fingendo di essere ribelli. Furono decimati, ma l’azione avvenne».
 
Vuole cambiare l’architettura della sicurezza europea.
«Lui pensa: lanciamo i dadi, e poi vediamo. Tanto è convinto di avere più resistenza degli occidentali. Perciò non aiutano dichiarazioni come quella di Draghi sul gas: lui cerca proprio simili spaccature per sfruttarle. Ma bisogna capire che la minaccia è globale. Anche voi italiani avete avuto dispute territoriali con l’Austria: se in Ucraina accettiamo l’uso della forza per cambiare i confini, poi si riapre tutto, ovunque nel mondo».
 
Perciò Draghi ha sbagliato?
«Sì, ha commesso un errore. Io ho sentito leader russi dirmi: tanto non farete nulla, perché possiamo comprarvi tutti. Guardate cosa è successo con Le Pen o Salvini».
 
Come giudica la linea di Biden?
«Difficile fare meglio, in queste circostanze. In Europa non manca chi dice che Putin ha ragione, perché la Nato lo ha provocato. Nel 2008 ero contro l’allargamento, perché se non sei pronto a difendere un Paese non devi prometterlo. Ma dire che questo giustifica l’invasione dell’Ucraina è come sostenere che Hitler aveva ragione ad attaccare la Polonia. È un approccio post coloniale».
 
Ha ricompattato la Nato?
«Dietro le quinte c’è molta più solidarietà, anche dalla Germania. Putin aveva già urtato tutti i Paesi Nato. Guardate all’Italia: aveva stabilito un rapporto personale con Conte, ma quando gli ha chiesto aiuto sulla Libia gli ha voltato le spalle».
 
Washington ha spinto Mosca in braccio a Pechino?
«Fino ad un certo punto, in realtà. Xi non vuole disintegrare la Ue».
 
Dicono che non gli importi delle sanzioni.
«È sbagliato. Gli importano il settore energia, quello bancario e l’esclusione da Swift, le importazioni di tecnologia, le proprietà russe a Londra, Milano e nel mondo».
 
Se invade, dopo le sanzioni cosa bisognerà fare?
«Negoziare. I russi dicono: è inutile trattare, tanto volete solo distruggerci. Invece bisogna dimostrare che c’è un nesso di causa ed effetto: se smettono i comportamenti che provocano le sanzioni, bisogna toglierle e trattare».
 
Su cosa?
«Helsinki 2.0, che viene fatta circolare dall’amministrazione, le armi, i colloqui strategici della vice segretaria di Stato Sherman. Il problema è che loro vogliono distruggere l’edificio, invece di ristrutturarlo».
 
Cosa significa Helsinki 2.0?
«Controllo degli armamenti, forze convenzionali, esercitazioni, confidence building, molte cose concrete. Partendo dal basso si può aggiornare l’architettura europea, ma Putin deve volerlo».