BERLINO - La voce baritonale di Volodimir Zelensky riecheggia più cupa del solito nella grande sala del Bayerischer Hof. E al più tardi quando il presidente ucraino accusa gli occidentali di “appeasement” nei confronti della Russia, chiede un “calendario” per l’adesione alla Nato, scandisce con aria di sfida che «proteggeremo il nostro Paese con o senza partner» e sottolinea che l’Ucraina «ha fatto da scudo contro la Russia» è chiaro che l’ex comico è intenzionato a segnalare, anzitutto al suo Paese, che non è venuto a Monaco col piattino in mano. D’altra parte Zelensky non vuole accelerare la crisi che si sta acuendo al suo confine orientale e si affretta ad assicurare i partner Nato che non risponderà alle provocazioni russe che si stanno susseguendo in Donbass. E ribadisce di voler incontrare Putin.
BERLINO - La voce baritonale di Volodimir Zelensky riecheggia più cupa del solito nella grande sala del Bayerischer Hof. E al più tardi quando il presidente ucraino accusa gli occidentali di “appeasement” nei confronti della Russia, chiede un “calendario” per l’adesione alla Nato, scandisce con aria di sfida che «proteggeremo il nostro Paese con o senza partner» e sottolinea che l’Ucraina «ha fatto da scudo contro la Russia» è chiaro che l’ex comico è intenzionato a segnalare, anzitutto al suo Paese, che non è venuto a Monaco col piattino in mano. D’altra parte Zelensky non vuole accelerare la crisi che si sta acuendo al suo confine orientale e si affretta ad assicurare i partner Nato che non risponderà alle provocazioni russe che si stanno susseguendo in Donbass. E ribadisce di voler incontrare Putin.
Poche ore prima a Monaco è andata in scena la più plateale ostentazione di unità da parte degli Usa e dell’Europa da anni. Certo, il cancelliere Olaf Scholz ha ribadito che l’ingresso dell’Ucraina nella Nato «è una questione paradossale»perché «non è e non sarà in agenda». E ha mandato un messaggio velato agli americani: «Chiunque faccia pronostici sull’esito della situazione è affetto da hybris». Non è un caso che Zelensky abbia poi quasi gridato dal palco che «se qualcuno non ci vuole nella Nato esca allo scoperto».
Ma all’ora di pranzo, la vicepresidente americana, Kamala Harris, consegna a Putin un messaggio inequivocabile. In caso di aggressione russa, gli Usa rafforzeranno la presenza militare nei Paesi dell’Est. Altro che ritiro di missili e basi, come aveva chiesto il Cremlino due giorni fa. «I confini nazionali non possono essere cambiati con la forza. Abbiamo preparato misure economiche che saranno rapide, severe e unitarie», precisa Harris. In un bilaterale con Scholz, chiede ai tedeschi anche un impegno più convinto sul blocco di Nordstream2, nell’ipotesi di una guerra. A quattr’occhi con Zelensky, Harris vuole invece rassicurazioni sull’intenzione di Kiev di favorire la pace. E in serata il segretario di Stato Blinken avanza l’ipotesi che Putin volesse «impedire tutto questo ma ora lo sta causando».
Davanti agli esperti di sicurezza arrivati da tutto il mondo, il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg rivela che continuano a mancare i segnali di un ritiro russo dai confini ucraini: «Siamo estremamente preoccupati perché continuano ad ammassare» truppe, «a prepararsi». Ma il norvegese mantiene il doppio registro osservato dall’intero blocco occidentale nel confronto col Cremlino. La minaccia del bastone si accompagna alla carota: Stoltenberg ha mandato una lettera al ministro degli Esteri russo Lavrov per favorire un prosieguo dei colloqui. Una linea che si rispecchia nel comunicato del G7 dei ministri degli Esteri, che non vede segni di distensione ai confini ucraini ma invita la Russia a «scegliere la via della diplomazia». A margine della riunione, il bilaterale tra Luigi Di Maio e Antony Blinken: «L’Italia darà il massimo per la pace, ma il dialogo con la Russia è imprescindibile», ha detto il titolare della Farnesina. Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha fatto appello alla pace e ha ricordato che «l’integrità e la sovranità dei Paesi vanno tutelate, e vale anche per l’Ucraina». Anche il premier britannico Boris Johnson ha avvertito il Cremlino ad abbassare la tensione «prima che sia troppo tardi». Gli sforzi diplomatici degli europei proseguono oggi con una telefonata tra il presidente francese Macron e Putin.