Ecco che cosa sono le sanzioni e quali le prime misure della comunità internazionale contro Mosca
di Natasha Caragnano , di Natasha CaragnanoDopo l'annuncio del presidente russo, Vladimir Putin, di riconoscere l'indipendenza delle autoproclamate repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk e inviare truppe nella regione del Donbass per "garantire la pace", la reazione della comunità internazionale non si è fatta attendere. Gli Stati Uniti, l'Unione europea, il Regno Unito e altri Paesi alleati hanno già annunciato le prime sanzioni nei confronti della Russia. Misure che, secondo Mosca, l'Occidente mette in campo da tanto tempo: "Non ha inventato nulla di nuovo", ha detto il ministero degli Esteri Lavrov ostentando la propria indifferenza rispetto alla decisione della comunità internazionale.
Dopo l'annuncio del presidente russo, Vladimir Putin, di riconoscere l'indipendenza delle autoproclamate repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk e inviare truppe nella regione del Donbass per "garantire la pace", la reazione della comunità internazionale non si è fatta attendere. Gli Stati Uniti, l'Unione europea, il Regno Unito e altri Paesi alleati hanno già annunciato le prime sanzioni nei confronti della Russia. Misure che, secondo Mosca, l'Occidente mette in campo da tanto tempo: "Non ha inventato nulla di nuovo", ha detto il ministero degli Esteri Lavrov ostentando la propria indifferenza rispetto alla decisione della comunità internazionale.
Che cosa sono le sanzioni
Le sanzioni sono azioni intraprese da Stati; istituti sovranazionali, come l'Unione Europea; organizzazioni internazionali, come la Nazioni Unite, nei confronti di un Paese per impedirgli di agire in modo aggressivo o per punire una violazione del diritto internazionale. L'obiettivo è quello di determinare un cambiamento nella politica o nell'attività del Paese di destinazione, evitando lo scoppio del conflitto. Spesso progettate per danneggiare l'economia, prevedono in realtà una varietà di forme: divieti di viaggio, embargo sulle armi, restrizione del movimento dei capitali, riduzione degli aiuti dall'estero e restrizioni commerciali.
Le sanzioni degli Stati Uniti
La prima risposta all'annuncio del presidente russo, Vladimir Putin, è arrivata dagli Stati Uniti. Il presidente Joe Biden ha vietato l'esportazione, la vendita, la fornitura di beni, servizi e tecnologie dagli Stati Uniti alle due repubbliche separatiste nell'Ucraina orientale. Ma il divieto per gli americani di fare affari nelle aree controllate dai ribelli filorussi di Donetsk e Lugansk è solo l'inizio di una serie di misure che gli Usa, insieme agli alleati, hanno previsto e di cui hanno parlato nei giorni scorsi. La Casa Bianca, per la prima volta, ha definito l'ingresso delle truppe russe nell'est dell'Ucraina una "invasione", sorpassando una linea rossa che porterà il presidente americano ad annunciare sanzioni più dure contro Mosca.
Le misure dell'Unione europea
Il pacchetto di sanzioni messe a punto dall'Unione europea colpirà le banche che stanno finanziando le operazioni militari nel Donbass e i canali di finanziamento con cui la Russia accede ai capitali e ai mercati finanziari europei. Saranno incluse anche misure individuali contro personalità ritenute responsabili della destabilizzazione dell'area e per non riconoscere i passaporti russi emessi dalle autorità separatiste. "Questo solido pacchetto di sanzioni contiene un numero di misure calibrate. È una chiara risposta a questa violazione della legge internazionale da parte del Cremlino. Renderemo il più difficile possibile per il Cremlino continuare le sue azioni aggressive", ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
Fra le misure adottate singolarmente dagli Stati membri, invece, la Germania ha sospeso il processo di certificazione del gasdotto NordStream 2 (condizione indispensabile perché possa iniziare a funzionare), come annunciato oggi dal cancelliere Olaf Scholz. La struttura, il cui progetto è stato a lungo contestato dall'Ucraina e dagli Stati Uniti per la potenziale influenza che potrebbe dare a Mosca sullo scenario energetico europeo, è in grado di trasportare 55 miliardi di metri cubi di gas all'anno una volta in funzione.
La risposta del Regno Unito
Il primo ministro britannico, Boris Johnson, ha annunciato sanzioni su cinque banche e tre oligarchi russi vicini al presidente Putin. A Gennadj Timchenko, Boris Rotenberg e Igor Rotenberg, non sarà permesso entrare nel Regno Unito, ai cittadini o alle organizzazioni britanniche sarà vietato trattare con loro e gli sarà congelato qualsiasi bene a essi riconducibile. Mentre gli istituti bancari oggetto del provvedimento sono invece Rossiya, Is Bank, General Bank, Promsvyazbank e Black Sea Bank. Si tratta solo "della prima tranche di una serie di mosse che siamo pronti a intraprendere", ha detto Johnson.
Il precedente: le sanzioni per l'annessione della Crimea
Dal 2014 la comunità internazionale ha imposto gradualmente misure restrittive nei confronti della Russia in risposta all'annessione illegale della Crimea, penisola nel sud dell'Ucraina, che diede inizio a una situazione di instabilità e guerra civile nel Paese. Le sanzioni imposte dall'Unione europea e dagli Stati Uniti, ancora in vigore, prevedono il divieto di viaggio e congelamento dei beni per individui coinvolti nella crisi, restrizioni alle relazioni economiche con la Crimea e Sebastoboli e alla cooperazione economica.