Crisi Ucraina-Russia, le sanzioni "light" dell'Unione Europea
dal nostro corrispondente Claudio Tito , dal nostro corrispondente Claudio TitoBRUXELLES - “Vladimir Putin per ora si fermerà qui”. Nel giro di telefonate e colloqui che da ieri pomeriggio ha coinvolto le cancellerie europee e la Casa Bianca, la frase più pronunciata è stata questa. “Si fermerà qui”. Perché - è l’analisi di tutti i “tattici” - se il Cremlino avesse voluto, avrebbe potuto avanzare subito e arrivare rapidamente a Kiev. Ne aveva la possibilità. Se non l’ha fatto è perché non ha voluto. Una considerazione che alla fine è stata condivisa dagli alleati Ue e dagli Usa. E che ha aperto la strada alle sanzioni “light” contro la Russia. Davvero “light”, però. L’Unione europea sta seguendo il “modello Crimea” e oggi nella riunione degli ambasciatori del Coreper (il comitato che prepara i consigli europei) è stato messo a punto il pacchetto. Stop a import e export dal Donbass, lista di …
BRUXELLES - “Vladimir Putin per ora si fermerà qui”. Nel giro di telefonate e colloqui che da ieri pomeriggio ha coinvolto le cancellerie europee e la Casa Bianca, la frase più pronunciata è stata questa. “Si fermerà qui”. Perché - è l’analisi di tutti i “tattici” - se il Cremlino avesse voluto, avrebbe potuto avanzare subito e arrivare rapidamente a Kiev. Ne aveva la possibilità. Se non l’ha fatto è perché non ha voluto. Una considerazione che alla fine è stata condivisa dagli alleati Ue e dagli Usa. E che ha aperto la strada alle sanzioni “light” contro la Russia. Davvero “light”, però. L’Unione europea sta seguendo il “modello Crimea” e oggi nella riunione degli ambasciatori del Coreper (il comitato che prepara i consigli europei) è stato messo a punto il pacchetto. Stop a import e export dal Donbass, lista di nomi ed entità (4 categorie: politici, militari, operatori economici, esponenti disinformazione è una banca) con cui sarà vietato avere rapporti, non riconoscimento dei passaporti russi rilasciati nel Donbass.
Il consiglio dei ministri degli Esteri straordinario si riunirà nel pomeriggio a Parigi e dovrebbe dare l’ultima via libera alle sanzioni. Con un solo punto interrogativo: l’Ungheria. Viktor Orban sta spaccando il fronte unitario occidentale e sta correndo in difesa di Putin. Alla fine però anche Budapest accetterà queste misure leggere. Anche se qualche ministro degli Esteri teme un colpo di testa e l’opposizione del veto da parte ungherese.
Poi c’è la prospettiva futura. E allora l’incertezza aumenta. Perché a Bruxelles temono che Putin, sebbene ora abbia compiuto solo un passo, poi nel prossimo futuro ne possa compiere un altro per unire territorialmente il Donbass alla Crimea e conquistare di fatto il controllo del Mar di Azov. Una delle porte marittime tra Europa e Asia. Per l’Ue sarebbe uno schiaffo senza precedenti. Ma senza una politica unitaria di difesa anche in quel caso non ci sarebbe la possibilità di una risposta all’altezza della sfida che l’Orso russo ha ormai deciso lanciare al Vecchio Continente.