Ucraina, tra paura e stato d'emergenza: Kiev si aspetta un attacco durissimo della Russia "entro due giorni"
dal nostro inviato Paolo Brera , dal nostro inviato Paolo BreraKIEV – È una vigilia difficilissima per Kiev: l’Ucraina ha perso le speranze e ora si aspetta davvero un attacco frontale, duro, imminente. Dopo avere a lungo negato che si fosse sul crinale di un’invasione, come le intelligence americana e britannica indicavano da tempo, ora anche Kiev non ha più dubbi. I Servizi segreti ucraini prevedono un attacco russo “nei prossimi due giorni”.
Dai canali social il ministero degli Interni ha raccolto immagini eloquenti e impressionanti di carri ed elicotteri ammassati ai confini: ecco gli elicotteri da combattimento Ka-52 in una fila che pare infinita nei campi della regione di Gomel, in Bielorussia, a 35 chilometri d…
KIEV – È una vigilia difficilissima per Kiev: l’Ucraina ha perso le speranze e ora si aspetta davvero un attacco frontale, duro, imminente. Dopo avere a lungo negato che si fosse sul crinale di un’invasione, come le intelligence americana e britannica indicavano da tempo, ora anche Kiev non ha più dubbi. I Servizi segreti ucraini prevedono un attacco russo “nei prossimi due giorni”.
Dai canali social il ministero degli Interni ha raccolto immagini eloquenti e impressionanti di carri ed elicotteri ammassati ai confini: ecco gli elicotteri da combattimento Ka-52 in una fila che pare infinita nei campi della regione di Gomel, in Bielorussia, a 35 chilometri dal confine ucraino. Ecco un autista di passaggio che riprende un’altra infinita fila di carri armati sul ciglio di una strada a Borisovka, in Russia, vicino a Belgorod, a una dozzina di chilometri dal confine ucraino.
La lista russa
Intanto, Mosca ha divulgato un elenco di 85 alte autorità ucraine ufficialmente indagate, per 24 delle quali l’accusa russa è di avere perpetrato crimini contro l'umanità nel Donbass: tra questi ci sono ex ministri come Arsen Avakov e Stepan Poltorak, e il capo delle Forze armate Turchinov, che Mosca intende processare per “genocidio della popolazione civile del Donbass”.
La situazione politica, militare ed emotiva ucraina è difficilissima. Il governo ha chiesto al Parlamento di approvare il varo dello Stato d’emergenza, affidando alle autorità diversi poteri speciali tra cui imporre il divieto di inscenare proteste in piazza, proteggere infrastrutture o istituzioni strategiche e varare il coprifuoco. Se approvata, l’emergenza sarà in vigore per un mese, prorogabile. Ma si appresta anche a varare la legge marziale, se ci sarà l'attacco: l'intelligence ora lo ritiene imminente, ma su scala ancora incerta: i primi obiettivi previsti sarebbero Kharkiv (nel nordest), Kerson (a Sud, tra la Crimea e Odessa) e infine la stessa capitale: Kiev. Nel Donbass, invece, la previsione è di un notevole incremento di attacchi lungo la linea di contatto, costati oggi un altro morto tra il soldati ucraini.
Che l’attacco sia un rischio maledettamente concreto lo ha detto oggi anche il presidente stesso, Volodymir Zelenzky, con un discorso tagliente: “Le parole di Putin sono cose più serie delle previsioni del tempo”, il famoso gelo che avrebbe favorito un attacco e il caldo improvviso e inatteso - calato in questi giorni su Kiev e sull'Ucraina - che lo avrebbe invece scongiurato. “Non posso prevedere cosa potrà accadere, quali passi potranno essere percorsi dalla Russia, dai separatisti, dal presidente russo. Ma senza fare previsioni so esattamente come opererà il nostro esercito. Solo io e il nostro esercito conosceremo i piani di difesa per lo Stato. E credetemi, siamo pronti a tutto". Stavolta, Kiev si prepara davvero al peggio.