NEW YORK - "Il mondo si trova davanti a un momento di grande pericolo, e l'intero sistema internazionale è messo alla prova. Dobbiamo superare questo test. Serve un cessate il fuoco immediato". Da quando è segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres non aveva mai usato toni così drammatici, come quelli scelti per l'intervento di ieri alla riunione dell'Assemblea Generale sulla crisi ucraina. E soprattutto non aveva mai preso una posizione così forte contro l'operato di un Paese membro come la Russia, per di più con un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza: "Evitiamo la perversione del concetto di peacekeeping. Io sono orgoglioso dei risultati ottenuti nelle operazioni dell'Onu, in cui molti caschi blu hanno sacrificato le loro vite per proteggere i civili. Quando le truppe di un Paese entrano nel territorio di un altro senza consenso, non sono peacekeepers imparziali. Non sono peacekeepers per niente".
La riunione dell'Assemblea Generale è stata convocata sullo sfondo delle notizie drammatiche delle ultime ore, in cui gli Usa hanno avvertito Kiev che l'invasione dell'intero Paese è imminente. Perciò Washington ha sanzionato la società costruttrice del gasdotto Nord Stream 2 e ha pronta la prossima tornata di misure contro Mosca, più dure di quelle imposte martedì con la Ue. Una fonte della Casa Bianca, tenendo un briefing di background con i giornalisti, ha rivelato che gli Usa sono intenzionati a sanzionare la Sberbank e la VTB, due istituti che controllano capitali per 750 miliardi di dollari, ossia quasi metà dell'intero Pil annuale della Russia.
Per capire le proporzioni, la Vnesheconombank e la Promsvyazbank che erano state colpite martedì hanno una capitalizzazione di 85 miliardi. Nello stesso tempo l'amministrazione ha sollecitato le istituzioni finanziarie e le grandi aziende americane a rafforzare le difese digitali contro gli attacchi cyber che presume arriveranno come reazione di Mosca alle sanzioni.
I rappresentati dell'Ucraina, il ministro degli Esteri Kuleba e l'ambasciatore Kyslytsya, hanno chiarito al mondo che vorrebbero stare "nella Ue e la Nato", e non tornare sotto il tallone della Russia, che li aveva oppressi durante l'era dell'impero sovietico: "Se l'Onu non riuscirà ad evitare questa guerra, andrà cambiata".
L'ambasciatore russo alle Nazioni Unite Vassily Nebenzia ha replicato con toni minacciosi: "Monitoriamo il cessate il fuoco. Non c'andremo leggeri con chi lo trasgredirà. Una nuova avventura militare" di Kiev "potrebbe costare molto caro all'intera Ucraina". In risposta, i diplomatici ucraini hanno lasciato i loro posti. Anche l'ambasciatrice americana, Thomas-Greenfield, è intervenuta: "Per quanto tutti vorremmo che la Russia scegliesse la fine dell'escalation e il cammino della pace, questa non è una decisione che dipende da noi. È la guerra di scelta voluta dal presidente Putin. Se lui opterà per la prosecuzione dell'escalation, la Russia e soltanto la Russia avrà la piena responsabilità di quanto sta per accadere".
Mosca ha risposto con la solita propaganda, che ormai non viene più accettata nemmeno dal galateo dell'imparzialità del segretario generale dell'Onu, anche perché definendo peacekeepers i militari mandati ad invadere un Paese prende in giro le norme internazionali e l'intelligenza di chi osserva oggettivamente i fatti sul terreno. Uno dopo l'altro, infatti, quasi tutti i Paesi membri sono intervenuti per condannare l'uso della forza per cambiare i confini. Tranne Trump, che ha elogiato Putin definendolo "un genio". Il motivo per cui questa drammatica riunione si è svolta all'Assemblea Generale, invece del Consiglio di Sicurezza, è duplice.
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Primo, l'Assemblea è il "Parlamento del mondo", e quindi rappresenta in maniera più efficace la condanna del mondo per l'aggressione di Putin. Secondo, la Russia ha il veto al Consiglio di Sicurezza, che presiede a rotazione proprio questo mese, e quindi può bloccare qualunque iniziativa. Qui è importante capire la struttura del Palazzo di Vetro, fin dal principio creato con l'intenzione di dare il vero potere sulla pace e la guerra agli Stati, in particolare i cinque vincitori del Secondo conflitto mondiale. Il segretario generale e l'intera burocrazia sono al servizio dei membri, e hanno capacità limitate di prendere iniziative. La condanna risuonata ieri però è netta, e non lascia dubbi sulla responsabilità storica di quanto sta avvenendo.