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Crisi Ucraina Russia, riepilogo della prima giornata di guerra. Le truppe di Putin avanzano verso Kiev. L'Occidente aggrava le sanzioni

Nella sola giornata di ieri ci sono stati 137 morti e 316 feriti. La capitale ucraina è sotto assedio. Ed è già allarme profughi ai confini dell'Europa
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Che giornata, quella di ieri: bombe russe da terra, mare e cielo hanno sconquassato l’Ucraina. Ci sono stati morti, feriti, e mentre le loro truppe avanzavano, i russi hanno perfino lanciato un attacco cibernetico: malware capace di distruggere i dati presenti su un dispositivo rendendolo inutilizzabile. Il mondo ha provato a reagire compatto: le sanzioni sono state rinforzate e la condanna internazionale è stata unanime: i faccioni del leader globali a loop su tutte le televisioni hanno fare appelli esprimendo preoccupazione, frustrazione, rabbia. Certo, “il giorno più difficile sarà oggi” come già dice il ministro della Difesa ucraino Anton Gerashenko. “Il piano del nemico è di sfondare con i carri armati da Ivankiv e Chernihiv e arrivare fino a Kiev”. Ma intanto, proviamo a fare un punto su cosa è successo nel frenetico giovedì appena trascorso.

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L'avanzata

 

La triste – e ahimè provvisoria - conta delle vittime (militari e civili) parla di 137 morti e 316 feriti accertati sul fronte ucraino. Nella notte la capitale Kiev è stata colpita ripetutamente. E alle prime luci dell’alba, un attacco missilistico ha colpito un edificio residenziale e ha ferito gravemente altre tre persone. Le forze ucraine hanno abbattuto un aereo russo su Kiev (ma i russi dicono che si tratta di un aereo ucraino e che a tirarlo giù sono stati loro): di sicuro il velivolo è caduto su un edificio di nove piani attualmente in fiamme. Non basta: i tank russi ormai si avvicinano. La città è sotto assedio, con le unità ucraine a difendere la posizione da quattro fronti nonostante l’inferiorità numerica. Per frenare l’avanzata verso la capitale, hanno fatto perfino esplodere un ponte sul fiume Teteriv, a Ivankiv, 50 chilometri a nord di Kiev .

I protagonisti

“Il mondo continua ad osservare solo da lontano ciò che accade qui”, lamenta il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dicendo di sentirsi abbandonato. “Le sanzioni imposte dall’Occidente a Mosca”, ripete, “non bastano”. E prova a rilanciare il dialogo con un ennesimo videomessaggio, rilanciato pure da Cnn: “Prima o poi Mosca dovrà parlare con noi. Discutere come intende mettere fine a questa invasione. Prima avverrà e minori saranno le perdite”. Ma il timore concreto è che le intenzioni di Mosca siano quelle di rovesciare il suo governo e mettere un leader fantoccio al posto suo.

D’altronde, parlando alla tv di stato, il presidente russo Vladimir Putin lo ha detto chiaro: “L’ operazione militare speciale servirà a denazificare l’Ucraina” (con buona pace del fatto che l’attuale presidente Zelensky è ebreo) e a “smilitarizzarla”. Avere cioè un vicino inoffensivo, che non aspiri più a entrare nell’Unione Europea e tanto meno nell’Alleanza Atlantica.

Le sanzioni

Certo, il mondo ha reagito compatto: sanzioni sono state subito imposte – e nella giornata di ieri aggravate – da Unione Europea, Gran Bretagna, Canada, Australia, Giappone, Taiwan solo per dirne alcuni. La Germania ha bloccato la certificazione del gasdotto Nord Stream2 su cui la Russia ha investito 11 miliardi di dollari. E a essere prese di mira ci sono sono banche, esportazioni, militari e membri della cerchia ristretta di Putin. Nessuna, per ora, colpisce però direttamente il presidente russo Putin. Ma molti analisti insistono: “Non basta”.

Il presidente americano Joe Biden ha riunito ieri il consiglio di sicurezza nazionale ed è intervenuto al summit dei leader del G7 dove ha definito quella in atto una "guerra premeditata" foriera di "sofferenze umane e di una catastrofica perdita di vite umane”. Annunciando, nel pomeriggio e con un discorso molto duro, nuove sanzioni che colpiscono “altre quattro banche compresa la Vtp, la seconda del Paese”. Notando che la “borsa di Mosca è già crollata” e ricordando che c’è sempre  la possibilità di espellere la Russia dal sistema di pagamenti internazionale Swift: “è un’opzione, anche se al momento non ci sono piani per usarla”. Altri importanti settori sanzionati dagli americani sono poi quelli dell’export della tecnologia. E naturalmente le persone: “Abbiamo una lista di individui legati a Putin che subiranno sanzioni”. Infine ha annunciato la costituzione di “una coalizione di partner mondiali che rappresentano più della metà dell’economia. Limiteremo le capacità della Russia di lavorare con i dollari, gli yen, gli Euro”. Anche in questo caso Mosca reagisce sprezzante: “I mercato stanno avendo una reazione emotiva, si stabilizzeranno”. Ma gli economisti si interrogano su quanto effettivamente quella “Fortezza Russia” che Putin ha cercato di costruire negli ultimi anni potrà resistere.

I profughi

Intanto è già emergenza profughi. Migliaia di ucraini stanno cercando di fuggire nei paesi vicini e Polonia e Romania hanno aperto le loro frontiere. Secondo fonti americane citate dal New York Times tra uno e cinque milioni di ucraini potrebbero cercare rifugio in Europa, passando soprattutto attraverso la Polonia, dove al confine sono stanziate truppe statunitensi pronte ad occuparsi proprio di regolare il flusso. Sui media tedeschi i numeri sono più modesti: tra 800mila e il milione. Comunque impressionanti. Molto dipenderà dall'intensità e lunghezza dell'attacco russo. L'Agenzia Onu per i rifugiati ha parlato di una situazione in rapido peggioramento e ha chiesto ai Paesi vicini di mantenere le frontiere aperte. L'Onu, lo ha annunciato ieri il segretario generale Antonio Guterres, ha stanziato 20 milioni di dollari per le urgenze umanitarie nel Paese sotto attacco delle truppe russe.

A essere preoccupato, è ora pure il procuratore a capo della Corte penale internazionale Karim Khan. Il suo tribunale, ha annunciato, potrebbe indagare presto su possibili crimini di guerra.