Papa Francesco va dall'ambasciatore russo in Vaticano: "Preoccupato per quanto sta avvenendo in Ucraina"
di Paolo Rodari , di Paolo RodariUna visita senza precedenti, fuori da ogni prassi protocollare, fatta per esprimere in persona la sua preoccupazione per il conflitto in Ucraina e mandare così un messaggio indiretto a Putin: basta guerra. Papa Francesco ieri mattina si è recato all'ambasciata di Russia presso la Santa Sede in via della Conciliazione per incontrare Alexander Avdeev, il diplomatico col quale ha un rapporto di amicizia cordiale. Non era mai successo prima. Adveed si sta adoperando per preparare il secondo incontro tra Francesco e il Patriarca della Chiesa ortodossa russa Kirill e tiene costantemente informato il Papa sul conflitto in Ucraina.
SEGUI LA DIRETTA
SENTIERI DI GUERRA
LO SPECIALE GUERRA IN UCRAINA
La visita di Francesco si inserisce nel costante sforzo della Santa Sede di promuovere la pace, nella speranza, come ha scritto ieri il segretario di stato Pietro Parolin, che "si risparmi il mondo dalla follia e dagli orrori della guerra". Il Vaticano è preoccu…
Una visita senza precedenti, fuori da ogni prassi protocollare, fatta per esprimere in persona la sua preoccupazione per il conflitto in Ucraina e mandare così un messaggio indiretto a Putin: basta guerra. Papa Francesco ieri mattina si è recato all'ambasciata di Russia presso la Santa Sede in via della Conciliazione per incontrare Alexander Avdeev, il diplomatico col quale ha un rapporto di amicizia cordiale. Non era mai successo prima. Adveed si sta adoperando per preparare il secondo incontro tra Francesco e il Patriarca della Chiesa ortodossa russa Kirill e tiene costantemente informato il Papa sul conflitto in Ucraina.
SEGUI LA DIRETTA
SENTIERI DI GUERRA
LO SPECIALE GUERRA IN UCRAINA
La visita di Francesco si inserisce nel costante sforzo della Santa Sede di promuovere la pace, nella speranza, come ha scritto ieri il segretario di stato Pietro Parolin, che "si risparmi il mondo dalla follia e dagli orrori della guerra". Il Vaticano è preoccupato per quanto sta avvenendo. E la visita del Papa è questa preoccupazione che vuole esprimere. Una mediazione ufficiale da parte della Santa Sede e di Francesco, infatti, è al momento ferma. Non c'è il consenso di ambo le parti. Non solo, nei territori implicati le confessioni religiose, in particolare le due Chiese ortodosse di Ucraina e Mosca, quest'ultima molto legata a Putin, non amano interferenze. Ma ciò non significa che attraverso altri canali il Papa non faccia di tutto per fare pressione affinché si fermi il conflitto e si trovino altre soluzioni.
Il colloquio è durato in tutto quaranta minuti. Al termine l'ambasciatore Avdeyev ha commentato così ai media russi: "Il Papa voleva personalmente chiedere della situazione in Donbass e Ucraina" e ha espresso la sua grande preoccupazione per la situazione umanitaria e per le condizioni della popolazione sia in Donbass che nel resto del Paese. "Ha esortato a prendersi cura dei bambini, prendersi cura dei malati e dei sofferenti, prendersi cura delle persone. Secondo lui, questo è il principale obiettivo cristiano", ha detto. Mentre per monsignor Paolo Pezzi, arcivescovo di Mosca e presidente dei vescovi russi, la visita è "un bel segno". Dice: "Innanzitutto è una notizia che mi ha reso molto felice. È una notizia che può solo che rallegrarci perché il Papa è capace di questi gesti ed è capace anche di farsi ascoltare. Per cui realmente questi passi diplomatici sono sempre i benvenuti: ogni passo che possa scongiurare un peggioramento di una situazione che è già di conflitto, può essere visto positivamente".
Francesco ancora spera nella possibilità di negoziare. Per questo le parole che maggiormente ripete sono "buona volontà", "saggezza", "negoziato". "Di fronte agli sviluppi odierni della crisi in Ucraina - ha scritto non a caso ieri ancora Parolin - risaltano ancora più nette e più accorate le parole che Francesco ha pronunciato ieri al termine dell'udienza generale. Il Papa ha evocato "grande dolore", "angoscia e preoccupazione". Ed ha invitato tutte le Parti coinvolte ad "astenersi da ogni azione che provochi ancora più sofferenza alle popolazioni", "destabilizzi la convivenza pacifica" e "screditi il diritto internazionale".
"Questo appello, ha continuato, acquista una drammatica urgenza dopo l'inizio delle operazioni militari russe in territorio ucraino. I tragici scenari che tutti temevano stanno diventando purtroppo realtà" Prima del Papa aveva parlato ancora Kirill che aveva chiesto di evitare vittime civili. Il capo della Chiesa ortodossa russa che segue 200 milioni di fedeli circa in tutto il mondo, non ha mai nascosto la sua vicinanza al Cremlino. "Come Patriarca di tutta la Russia e Primate della Chiesa, il cui gregge si trova in Russia, Ucraina e altri Paesi, sono profondamente in empatia con tutti coloro che sono stati toccati dal disastro", ha affermato.
Il Papa ieri ha anche telefonato all'arcivescovo maggiore di Kiev, Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina: "Farò tutto quello che posso".