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La Cina aiuta la Russia e compra il suo grano. L'Australia protesta

L'amministrazione di Pechino ha confermato l'acquisto proprio ieri. Una "ancora di salvezza", secondo Canberra, ora che Mosca deve affrontare le sanzioni dell'Occidente per l'invasione dell'Ucraina
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PECHINO - Poche ore dopo l’inizio dell’invasione ucraina di Vladimir Putin, Pechino dava l’ok all’import di grano “da tutte le regioni russe”, fornendo così all’amico moscovita un’alternativa ai mercati occidentali che potrebbero presto chiudersi causa sanzioni. Una prima ancora di salvezza. L’accordo era stato siglato l’8 febbraio (e comprendeva anche l’orzo, anche se l’annuncio di ieri riguarda solamente il grano), pochi giorni dopo la visita del leader del Cremlino qui nella capitale cinese in occasione dei Giochi invernali che servì a Xi e Putin per cementare in mondovisione la loro amicizia “senza limiti”. Ma la conferma dell’Amministrazione generale delle dogane cinesi è arrivata, significativamente, proprio ieri. 

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La Russia è uno dei più grandi produttori di …

PECHINO - Poche ore dopo l’inizio dell’invasione ucraina di Vladimir Putin, Pechino dava l’ok all’import di grano “da tutte le regioni russe”, fornendo così all’amico moscovita un’alternativa ai mercati occidentali che potrebbero presto chiudersi causa sanzioni. Una prima ancora di salvezza. L’accordo era stato siglato l’8 febbraio (e comprendeva anche l’orzo, anche se l’annuncio di ieri riguarda solamente il grano), pochi giorni dopo la visita del leader del Cremlino qui nella capitale cinese in occasione dei Giochi invernali che servì a Xi e Putin per cementare in mondovisione la loro amicizia “senza limiti”. Ma la conferma dell’Amministrazione generale delle dogane cinesi è arrivata, significativamente, proprio ieri. 

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La Russia è uno dei più grandi produttori di grano al mondo (30 milioni di tonnellate inviate all’estero l’anno scorso), ma era stata finora esclusa quasi completamente dal mercato cinese a causa della preoccupazione per possibili funghi e altre contaminazioni nelle colture. Solamente ad ottobre dello scorso anno e solamente dall’estremo oriente russo i cinesi avevano ricominciato ad importare grano: un primo lotto di 667 tonnellate acquistate dal colosso statale Cofco, la più grande azienda agroalimentare del Dragone. 


Nel 2021, a causa delle restrizioni cinesi, l’agroalimentare russo nel suo insieme esportato in Cina segnò un segno meno del 13% rispetto all’anno precedente (3 miliardi e mezzo di esportazioni, il 9,8% del totale russo). Ora, l’apertura al grano e all’orzo “da tutte le regioni russe” potrebbe far risalire queste cifre. 



Le prime proteste sull’allentamento delle restrizioni commerciali di Pechino con Mosca sono arrivate dall’Australia. Il primo ministro di Canberra, Scott Morrison, è stato il primo questa mattina a criticare la mossa del governo cinese. “Non si va a lanciare un’ancora di salvezza alla Russia nel momento in cui sta invadendo un altro Paese”, ha detto il premier in conferenza stampa. Seguendo Usa e Ue, anche l’Australia ha imposto nuove sanzioni alla Russia questa mattina: contro "gli oligarchi il cui peso economico è di importanza strategica per Mosca" - come ha specificato Morrison - e oltre 300 membri del parlamento russo che hanno votato per autorizzare l'invio di truppe russe in Ucraina.