Ucraina, la svolta tedesca: Scholz annuncia 100 miliardi per la difesa e il riarmo della Germania
dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni , dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniSEGUI LA DIRETTA
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BERLINO - La Germania volta pagina. “Viviamo una svolta epocale. Il mondo non è più quello di prima”. Olaf Scholz, il leader occidentale più reticente a tagliare i ponti con la Russia, ha annunciato oggi l’ultima tappa di una clamorosa metamorfosi. Il Paese che dopo le atroci sofferenze inflitte al mondo in due guerre mondiali ha sempre scelto di rimanere un nano militare, apre un nuovo capitolo della sua storia. E negli stessi minuti in cui il cancelliere tedesco si è rivolto al Parlamento con un discorso epocale, in cui ha disegnato un’inversione a U nelle politiche per la difesa tedesche, cinquecentomila tedeschi hanno sfilato a pochi metri dalla cupola trasparente del Reichstag per chiedere la pace. Quella di Berlino è stata la più grande manifestazione …
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BERLINO - La Germania volta pagina. “Viviamo una svolta epocale. Il mondo non è più quello di prima”. Olaf Scholz, il leader occidentale più reticente a tagliare i ponti con la Russia, ha annunciato oggi l’ultima tappa di una clamorosa metamorfosi. Il Paese che dopo le atroci sofferenze inflitte al mondo in due guerre mondiali ha sempre scelto di rimanere un nano militare, apre un nuovo capitolo della sua storia. E negli stessi minuti in cui il cancelliere tedesco si è rivolto al Parlamento con un discorso epocale, in cui ha disegnato un’inversione a U nelle politiche per la difesa tedesche, cinquecentomila tedeschi hanno sfilato a pochi metri dalla cupola trasparente del Reichstag per chiedere la pace. Quella di Berlino è stata la più grande manifestazione per la pace vista da anni in Germania.
Scholz ha stanziato anzitutto 100 miliardi di euro, a debito, per riparare la malandata Bundeswehr - finita per anni nelle cronache per le armi che non sparavano e gli aerei e gli elicotteri obsoleti - e ha promesso che la Germania spenderà “almeno” il 2% del suo Pil per la difesa. Un impegno che era stato preso da tutti i partner Nato al vertice del 2014 in Galles, ma che Berlino aveva rifiutato sempre di ottemperare. E la “chiara risposta” tedesca alla guerra di Putin, per il cancelliere socialdemocratico, includerà anche l’acquisto per la Bundeswehr di droni armati - un passo finora escluso categoricamente dal suo partito - e l’impegno nella costruzione del jet da combattimento europeo.
Il cancelliere ha spiegato inoltre la scelta storica, annunciata già sabato, di fornire armi difensive - bazooka, razzi terra-aria e artiglieria anti carro - all’Ucraina precipitata “in una situazione disperata”. Anche qui Scholz ha spezzato un imperativo che dura da mezzo secolo: la Germania è il quarto esportatore di armi al mondo ma non vuole fornire munizioni e artiglieria direttamente alle zone di conflitto. In realtà lo ha già fatto in Afghanistan e in Iraq, ma nel suo discorso al Bundestag il cancelliere ha difeso con convinzione la scelta di garantire a Kiev “armi per difendersi”. Un’altro, importante cambio di segno nelle politiche per la sicurezza tedesche. Come ha sottolineato anche la ministra degli Esteri Annalena Baerbock, “se il mondo è un altro, anche la nostra politica deve essere un’altra”.
Anche le politiche energetiche stanno mutando rapidamente, in questi giorni di guerra. La Germania è tra i Paesi più dipendenti dal gas russo, e Scholz ha confermato al Bundestag quanto già rivelato nei giorni scorsi dal ministro dell’Economia Robert Habeck. Berlino punta a diversificare e a rompere le resistenze contro i rigassificatori: ne costruirà due sul Mare del Nord, a Brunsbüttel e Wilhelmshaven, per consentire alle navi col gas liquido dagli Stati Uniti, dal Qatar e da altri Paesi di sostituire quello proveniente dai giacimenti siberiani. Un annuncio in linea con la decisione dei giorni scorsi di congelare il gasdotto Nordstream 2. Scholz ha ripetuto che anche le questioni energetiche riguardano la sicurezza della Germania. E vanno rivoluzionate.
Christian Lindner, il ministro delle Finanze liberale e “rigorista”, ha fatto sapere a stretto giro di condividere in pieno le maggiori spese per la difesa, anche se saranno fatte in disavanzo. “Abbiamo bisogno di un fiato lungo, e noi abbiamo il fiato lungo”. Soprattutto, dopo l’altra svolta tedesca, quella del sì al blocco selettivo dei pagamenti internazionali Swift, Lindner ha detto che la Germania è pronta a pagare il prezzo, in generale, delle sanzioni inflitte alla Russia. “E’ il prezzo della libertà”, ha scandito dinanzi al Bundestag.