Cracovia, allo stadio del Wisla dove i polacchi portano aiuti per i profughi. "Dopo l'Ucraina potrebbe toccare a noi"
di Salvatore Giuffrida
Tutto è nato con il passaparola. Ora tonnellate di cibo e vestiti sono raccolti nel campo di calcio e portati con i camion alla frontiera, dove si ammassano i civili in fuga dalla guerra. Molti sono bambini e la notte la temperatura scende sotto zero. Un volontario: "I nostri vicini sono stati attaccati dai russi, gli eterni aggressori. Abbiamo l’obbligo di combattere per un futuro migliore”