La Russia teme i partigiani ucraini: “State con noi e non vi toccheremo”
dalla nostra inviata Rosalba Castelletti , dalla nostra inviata Rosalba CastellettiIscriviti alla newsletter quotidiana gratuita sul conflitto
LO SPECIALE GUERRA IN UCRAINA | FOCUS SENTIERI DI GUERRA
ROSTOV-SUL-DON - L'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina era andata secondo il copione previsto dalle intelligence occidentali: basi aeree e infrastrutture militari spazzate via da bombardamenti aerei, mentre colonne di carri armati irrompevano nel Paese lungo tre direttrici. Tanto da far temere che "l'operazione militare speciale" russa, come si ostina a chiamarla il Cremlino, avrebbe devastato l'Est Ucraina e piegato Kiev nel giro di pochi giorni.
L'avanzata via terra, però, sta procedendo molto più len…
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LO SPECIALE GUERRA IN UCRAINA | FOCUS SENTIERI DI GUERRA
ROSTOV-SUL-DON - L'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina era andata secondo il copione previsto dalle intelligence occidentali: basi aeree e infrastrutture militari spazzate via da bombardamenti aerei, mentre colonne di carri armati irrompevano nel Paese lungo tre direttrici. Tanto da far temere che "l'operazione militare speciale" russa, come si ostina a chiamarla il Cremlino, avrebbe devastato l'Est Ucraina e piegato Kiev nel giro di pochi giorni.
L'avanzata via terra, però, sta procedendo molto più lentamente di quanto si immaginasse. "Se l'obiettivo di Vladimir Putin era una vittoria veloce e facile, allora era stato troppo ottimista: come si suol dire, anche il miglior piano militare va a rotoli, quando incontri il nemico sul campo", commenta a Repubblica Pavel Felgenhauer, analista militare di Novaja Gazeta. "La resistenza ucraina non è collassata. Gli ucraini potrebbero opporre ancora a lungo una cosiddetta "guerra di logoramento", anche grazie agli aiuti militari dell'Occidente. I russi però hanno la supremazia bellica di un bulldozer, potrebbero andare veloci quanto vogliono. Ma non lo fanno. Non possono. L'Ucraina non è la Siria".
Nei suoi discorsi programmatici, Vladimir Putin ha insistito sulla "fratellanza" di russi e ucraini. Ed è chiaro che non vuole solo estendere i confini della Russia, ma anche sostituire il governo Zelensky. E l'obiettivo politico conta tanto quanto quello militare. Perciò, riferiscono diverse fonti a Repubblica, ha dato ordine all'esercito di "rispettare la Convenzione di Ginevra", ossia di non colpire la popolazione, né le infrastrutture civili. Non vuole causare spargimento di sangue nella speranza, vana, che così non si alienerà la popolazione ucraina. "Non possiamo assaltare Kiev come Groznyj. Si punta a ritirare le truppe subito dopo aver compiuto l'operazione", dice a Repubblica Igor Korotchenko, membro del Consiglio pubblico del ministero della Difesa russo e direttore della rivista Difesa nazionale filo-Cremlino. "I ritmi dell'avanzata sono correlati alla necessità di non distruggere città e infrastrutture civili e di non sterminare la popolazione per non dare alcun pretesto per una futura guerra partigiana".
Anche il ministero della Difesa ieri ha insistito che "i militari russi stanno adottando tutte le misure per prevenire vittime tra la popolazione civile" e accusato "la leadership nazionalista" di voler utilizzare i cittadini come "scudi umani". Non è un caso che ieri l'esercito russo abbia iniziato a diffondere un volantino in russo e ucraino intitolato "Promemoria alla popolazione civile dei territori occupati" dove per "territori occupati" si intendono quelli sotto il controllo di Kiev. È una sorta di vademecum che contiene quelle che vengono definite "regole di comportamento", come: "Se vedete gente armata o mezzi militari, cercate di stare il più lontano possibile", Uscite fuori solo in gruppo e solo in caso di necessità" o ancora "Girate in macchina a massimo 40-50 km all'ora" e "di notte accendete la luce all'interno dell'abitacolo per farvi vedere".
Si rivolge ai "fratelli e sorelle, abitanti dell'Ucraina" e insiste sul tema della "denazificazione" già enunciato da Putin nella sua dichiarazione di guerra. "L'esercito russo è arrivato per sterminare gli scagnozzi del regime giudeo-capitalista, per distruggere il nazismo che ha alzato la testa nella terra per la quale versarono il sangue i nostri nonni". E infine: "Abitanti dell'Ucraina, ricordate che non siete nemici per noi, ma fratelli. Ricordate: il soldato russo mai fa la guerra agli abitanti civili pacifici, mai si fa scudo dei civili, vi difenderà sempre e vi aiuterà. La nostra causa è giusta. L'Ucraina sarà libera". Una retorica che però sugli ucraini non fa presa.
Anche gli appelli all'esercito di Kiev finora sembrano essere caduti nel vuoto. Dopo che lo stesso Vladimir Putin venerdì aveva invitato i militari ucraini a "prendere il potere", ieri è stata l'unità d'élite russa Spetsnaz a lanciare un video-appello alle forze armate di Kiev: "L'Ucraina resta Ucraina, ma rovesceremo il regime che vi vende agli stranieri. Non sprecate la vita per questo marciume. Non ci toccate e non vi toccheremo".
"Credo che la leadership russa credesse davvero nella sua propaganda, che i soldati ucraini avrebbero deposto le armi e che gli ucraini li avrebbero accolti come fratelli liberatori. Beh, sbagliavano", commenta Felgenhauer. "Gli ucraini sanno di combattere per la loro indipendenza nazionale. Resisteranno più che potranno. Il morale delle truppe russe invece non è così alto. Sono bravi soldati, eseguono gli ordini, ma non capiscono per che cosa combattono. E adesso la loro offensiva sembra impantanata. La Russia si è messa in un pasticcio". I prossimi passi dell'esercito russo, concordano diversi esperti, adesso dipendono da quale sia considerato il "tasso di vittime accettabile", ma questa sarà una decisione che dovrà prendere il Cremlino.