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Ucraina, il tweet di Edward Snowden

Dal suo rifugio russo, il famoso whistleblower rompe il silenzio con un messaggio sarcastico e molto amaro, ma anche abbastanza criptico
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“Non sto appeso al soffitto sopra un barile di acido con una corda che si brucia sempre più veloce a ogni tweet che faccio, ipocriti sciacalli. È solo che non sono più così sicuro che condividere ciò che penso su questo particolare argomento possa essere ancora utile, perché avevo fatto una previsione sbagliata”.

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Dal suo rifugio russo, Edward Snowden rompe il silenzio con un tweet sarcastico e molto amaro, ma anche abbastanza criptico. Da quando è iniziato l’attacco russo all’Ucraina, era stato notato il silenzio dell’ex analista della National Security Agency americana, divenuto celebre per aver svelato al mondo i piani di controllo elettronico delle agenzie di sicurezza Usa, e da anni rifugiato in Russia.

Nei giorni precedenti l’avvio de…

“Non sto appeso al soffitto sopra un barile di acido con una corda che si brucia sempre più veloce a ogni tweet che faccio, ipocriti sciacalli. È solo che non sono più così sicuro che condividere ciò che penso su questo particolare argomento possa essere ancora utile, perché avevo fatto una previsione sbagliata”.

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Dal suo rifugio russo, Edward Snowden rompe il silenzio con un tweet sarcastico e molto amaro, ma anche abbastanza criptico. Da quando è iniziato l’attacco russo all’Ucraina, era stato notato il silenzio dell’ex analista della National Security Agency americana, divenuto celebre per aver svelato al mondo i piani di controllo elettronico delle agenzie di sicurezza Usa, e da anni rifugiato in Russia.

Nei giorni precedenti l’avvio delle operazioni militari, Snowden aveva sminuito gli allarmi lanciati dal governo Usa, sostenendo anzi che si trattava di tentativi di deviare la macchina informativa da quel che stava emergendo sulla stampa circa un piano della Cia di raccolta di dati sui cittadini.

 

Ma mentre la situazione continuava a deteriorarsi, in un altro tweet, meno derisorio, il famoso whistleblower si diceva incredulo rispetto alla prospettiva di un’invasione armata: Kiev non è Sarajevo, né Grozny, né Falluja, notava, e la prospettiva di un attacco - avanzata da Joe Biden - “è impensabile”.

 

La marcia indietro dell’ultimo messaggio dell’uomo che dal 2013 è bandito dal suo Paese, che gli ha revocato il passaporto e lo accusa di spionaggio, è però quantomeno criptica. Difficilmente Snowden può criticare apertamente il Paese che gli ha concesso asilo politico dopo una fuga rocambolesca finita in un limbo di un mese nell’aeroporto di Mosca. La parola “Ucraina” non è neanche menzionata nel tweet (“questo argomento specifico”) e l’enfasi è sulla smentita di chi - non da oggi - sostiene che per Mosca il gesto di accoglienza sia stato in realtà uno schiaffo agli Stati Uniti, e che l’uomo - traditore per una parte d’America ma divenuto in tutto il mondo il simbolo della difesa della libertà personale e della lotta per la trasparenza del potere verso i cittadini - sia ormai ostaggio di un regime dittatoriale.