Negoziati Ucraina-Russia: “Presto nuovi colloqui di pace”. Ma l’Europa teme l’escalation
di Anais Ginori , Fabio Tonacci , di Anais Ginori, Fabio TonacciSEGUI LA DIRETTA
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LO SPECIALE GUERRA IN UCRAINA | FOCUS SENTIERI DI GUERRA
PARIGI-LEOPOLI - Piovono missili sul tavolo del negoziato. È la Putin’s Way, la maniera di condurre le trattative diplomatiche del presidente russo. Che invia il suo consigliere più fidato a incontrare la delegazione ucraina con il supposto proposito di far tacere le armi e contemporaneamente autorizza il bombardamento di palazzi residenziali di Kharkiv, la seconda città dell’Ucraina, uccidendo almeno undici civili. «Abbiamo individuato alcuni punti su cui è possibile trovare un terreno comune», dice a metà pomeriggio Vladimir Medinsky, il capo della delegazione russa. Una fiammella di speranza che dura neanche mezz’ora. Mentre a Kiev ricominciano le sirene e i missili, dall’Eliseo arriva la conferma che non di vero negoziato si tratta, piuttosto della premessa…
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PARIGI-LEOPOLI - Piovono missili sul tavolo del negoziato. È la Putin’s Way, la maniera di condurre le trattative diplomatiche del presidente russo. Che invia il suo consigliere più fidato a incontrare la delegazione ucraina con il supposto proposito di far tacere le armi e contemporaneamente autorizza il bombardamento di palazzi residenziali di Kharkiv, la seconda città dell’Ucraina, uccidendo almeno undici civili. «Abbiamo individuato alcuni punti su cui è possibile trovare un terreno comune», dice a metà pomeriggio Vladimir Medinsky, il capo della delegazione russa. Una fiammella di speranza che dura neanche mezz’ora. Mentre a Kiev ricominciano le sirene e i missili, dall’Eliseo arriva la conferma che non di vero negoziato si tratta, piuttosto della premessa di una catastrofe.
Il giorno uno dei colloqui russo-ucraini, arrivato al giorno cinque della guerra, è cominciato con una telefonata di un’ora e mezzo tra Vladimir Putin e il presidente francese Emmanuel Macron. Putin gli ha comunicato le «imprescindibili» condizioni per il cessate il fuoco: «La demilitarizzazione e la denazificazione dell’Ucraina», ossia la sostituzione di Volodymyr Zelenskij con un presidente gradito al Cremlino; l’assicurazione sulla neutralità dello stato ucraino, dunque niente ingresso nella Nato né ora né mai; il riconoscimento della sovranità russa sulla Crimea. Una proposta indecente e inaccettabile per il governo di Kiev, che non si arrende, chiede il ritiro immediato delle truppe occupanti e la garanzia che non un centimetro del suo territorio gli venga sottratto.
A sera, infatti, una fonte dell’Eliseo che ha assistito alla telefonata tra Macron e Putin racconta i dettagli e le chiose di quel drammatico dialogo. «Il presidente russo era molto calmo, quasi cinico nelle sue osservazioni. È un leader che appare determinato ma anche rinchiuso in una logica di scontro. Continua ad avere una postura offensiva, quindi esiste il rischio di vedere operazioni militari aumentare nelle prossime ore, con sempre più frequenti attacchi contro obiettivi civili e armi più devastanti delle attuali. Alcune navi nel Mar Nero sono pronte a sbarcare uomini nel sud dell’Ucraina». Si teme il bombardamento a tappeto su Kiev. Ma c’è di più, e di peggio. «Il conflitto in corso si può estendere oltre l’Ucraina, è possibile che a breve la Bielorussia sia teatro del dispiegamento di missili russi». La fonte della presidenza francese non ha specificato se intendesse l’arsenale atomico, ma è un fatto che Putin abbia messo in stato di allerta il suo sistema difensivo nucleare.
Niente di concreto per essere ottimisti, è il messaggio di Parigi. E lo stesso Zelensky in serata dice: «Dai negoziati ancora nessun risultato». Le richieste di Putin per fermare la guerra da lui scatenata sono considerate irricevibili, tant’è che i Paesi del cosiddetto “formato Quint” (Stati Uniti, Francia, Italia, Germania e Regno Unito) stanno valutando altre sanzioni: «I margini ci sono».