✕

Il dramma di Kharkiv, bombe sui civili: “Ci ammazzano in pieno giorno sparando da lontano”

I russi colpiscono a tradimento i cittadini appena mettono la testa fuori dopo il coprifuoco. “È un crimine di guerra” dice il presidente Zelensky
3 minuti di lettura

SEGUI LA DIRETTA

Iscriviti alla newsletter quotidiana gratuita sul conflitto

LO SPECIALE GUERRA IN UCRAINA | FOCUS SENTIERI DI GUERRA

Kiev - Li hanno sterminati schiacciando un pulsante chissà dove. Il lampo, le esplosioni, la fine. "Un crimine di guerra", dice il presidente Zelensky. Non ci sono regole, in questa guerra che diventa ogni giorno più sporca: a Kharkiv i russi non cercano l'esercito "nemico", uccidono direttamente i poveri diavoli. È una decisione evidentemente politica: per ordine di Mosca si colpisce anche in pieno giorno. A tradimento. Quando la gente esausta dal coprifuoco ha messo la testa fuori dal rifugio, un soldato russo a distanza di sicurezza gliel'ha fatta saltare in aria.

Si fa presto a dare i numeri: "Undici morti e 44 feriti", secondo un bilancio provvisorio. Ma molte zone sono irraggiungibili: i morti potrebbero essere decine, dice il governatore. Sono crimini di guerra se …

SEGUI LA DIRETTA

Iscriviti alla newsletter quotidiana gratuita sul conflitto

LO SPECIALE GUERRA IN UCRAINA | FOCUS SENTIERI DI GUERRA

Kiev - Li hanno sterminati schiacciando un pulsante chissà dove. Il lampo, le esplosioni, la fine. "Un crimine di guerra", dice il presidente Zelensky. Non ci sono regole, in questa guerra che diventa ogni giorno più sporca: a Kharkiv i russi non cercano l'esercito "nemico", uccidono direttamente i poveri diavoli. È una decisione evidentemente politica: per ordine di Mosca si colpisce anche in pieno giorno. A tradimento. Quando la gente esausta dal coprifuoco ha messo la testa fuori dal rifugio, un soldato russo a distanza di sicurezza gliel'ha fatta saltare in aria.

Si fa presto a dare i numeri: "Undici morti e 44 feriti", secondo un bilancio provvisorio. Ma molte zone sono irraggiungibili: i morti potrebbero essere decine, dice il governatore. Sono crimini di guerra se si spara sulle case e sulle strade, se si mira spudoratamente ai civili. Mentre scriviamo, all'inizio di un'altra lunga notte, arrivano notizie di pesanti bombardamenti dall'alto, da lontano. Vigliacchi e imprecisi, battono a martello il distretto Turboatom e la zona dell'aeroporto. Respinti per giorni dall'esercito e dai partigiani ucraini, a Kharkiv i russi hanno avviato una fase molto più radicale. Non colpiscono obiettivi strategici, vogliono lacrime e sangue. "Nel loro rifugio - racconta Marko Aharkov, dottore di ricerca e docente all'università - mamma e papà hanno tentato di contare i botti delle esplosioni: solo in pochi secondi ne hanno sentiti 18". Sono andati avanti per ore. Poi pausa. Poi ancora esplosioni, quel rumore sordo, quel tremare di muri.

 

La città è scioccata, ma è tutta l'Ucraina che ha il cuore gonfio di rabbia. "È pazzesco quello che sta succedendo a Kharkiv", dicono anche qui a Kiev, dove pure ci si aspetta il disastro imminente e si alzano barricate nelle strade del centro. Le ambasciate rimaste, le Ong e le istituzioni straniere chiudono ed evacuano, la stazione centrale ieri era una bolgia in cui cercare il biglietto vincente della lotteria, un posto su un treno per ovunque sia abbastanza lontano da qui. Le intelligence e gli analisti per una volta concordano con la gente che cerca il proprio destino nelle notizie e sui social: già stanotte, o molto presto, Putin potrebbe trasformare Kiev in un campo di battaglia, esportando anche qui il modello che ha sperimentato a Kharkiv: tenere i carri e i blindati a distanza dalla reazione rabbiosa e imprevista dei partigiani che ne hanno distrutti a decine sparando dalle finestre e lanciando molotov, e colpire con i missili senza pietà.

"Il piano di una vittoria rapida è fallito - dice Gennadiy Maksak, analista e direttore di Prisma - e ora Putin sta disperatamente cercando di aumentare il numero di vittime civili. A Chernikiv, per esempio, hanno fatto un disastro con i missili Iskander dalla Bielorussia. Credo bombarderanno duramente anche Kiev, come hanno iniziato a fare ieri dopo i negoziati. Vogliono che la gente prema su Zelensky perché si arrenda".

 

Modello Kharkiv. "Sono piovuti così tanti missili, qui in centro. Dopo il coprifuoco - dice ancora Marko - una donna è uscita dal rifugio per andare a prendere dell'acqua, e un missile le è esploso vicino: ha perso le gambe. Un mio amico, un militare, dice che se ci attaccano con la fanteria, leggera o pesante, non riusciranno mai a vincere. Dice che è per questo che ci bombardano dal cielo".

 

La gente non sa più come fare a salvarsi. Implora di essere evacuata, "ma è pericoloso anche solo accompagnarli alla stazione. "Oggi non hanno combattuto per niente sul terreno, hanno colpito solo dall'alto", dice Marko. "Stanno riunendo soldati e mezzi intorno alla città, e bombardano a tappeto per demoralizzarci. Poi entreranno, per loro è troppo importante prendere Kharkiv". È la seconda città del Paese, uno dei tre obiettivi principali insieme a Kiev e Mariupol. Sparano con i missili da lontano ma anche con i micidiali Grad, l'artiglieria pesante che distrugge con sequenze micidiali in batteria. I risultati sono evidenti: "Stavolta hanno usato un tipo di arma diverso dal solito - dice Marko - sono bombe che fanno danni tutto intorno". La enorme scuola "134" in un istante è diventata un rudere abbruciacchiato. "C'era un anziano che piangeva lì davanti, ci aveva studiato lui e tutta la sua famiglia".

Ma le scuole sono chiuse, poco male. I pullman invece provano a girare lo stesso, per le piccole cose da fare tra un coprifuoco e l'altro. E così Maria Kachanova, studentessa del secondo anno di Farmacia, ci è salita su con le sue paure e le sue speranze, e ora il suo nome è nella lista delle vittime. Ai missili non importa nulla delle vite che questa guerra si prende.