Il dramma di Kharkiv, bombe sui civili: “Ci ammazzano in pieno giorno sparando da lontano”
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LO SPECIALE GUERRA IN UCRAINA | FOCUS SENTIERI DI GUERRA
Kiev - Li hanno sterminati schiacciando un pulsante chissà dove. Il lampo, le esplosioni, la fine. "Un crimine di guerra", dice il presidente Zelensky. Non ci sono regole, in questa guerra che diventa ogni giorno più sporca: a Kharkiv i russi non cercano l'esercito "nemico", uccidono direttamente i poveri diavoli. È una decisione evidentemente politica: per ordine di Mosca si colpisce anche in pieno giorno. A tradimento. Quando la gente esausta dal coprifuoco ha messo la testa fuori dal rifugio, un soldato russo a distanza di sicurezza gliel'ha fatta saltare in aria.
Si fa presto a dare i numeri: "Undici morti e 44 feriti", secondo un bilancio provvisorio. Ma molte zone sono irraggiungibili: i morti potrebbero essere decine, dice il governatore. Sono crimini di guerra se …
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LO SPECIALE GUERRA IN UCRAINA | FOCUS SENTIERI DI GUERRA
Kiev - Li hanno sterminati schiacciando un pulsante chissà dove. Il lampo, le esplosioni, la fine. "Un crimine di guerra", dice il presidente Zelensky. Non ci sono regole, in questa guerra che diventa ogni giorno più sporca: a Kharkiv i russi non cercano l'esercito "nemico", uccidono direttamente i poveri diavoli. È una decisione evidentemente politica: per ordine di Mosca si colpisce anche in pieno giorno. A tradimento. Quando la gente esausta dal coprifuoco ha messo la testa fuori dal rifugio, un soldato russo a distanza di sicurezza gliel'ha fatta saltare in aria.
Si fa presto a dare i numeri: "Undici morti e 44 feriti", secondo un bilancio provvisorio. Ma molte zone sono irraggiungibili: i morti potrebbero essere decine, dice il governatore. Sono crimini di guerra se si spara sulle case e sulle strade, se si mira spudoratamente ai civili. Mentre scriviamo, all'inizio di un'altra lunga notte, arrivano notizie di pesanti bombardamenti dall'alto, da lontano. Vigliacchi e imprecisi, battono a martello il distretto Turboatom e la zona dell'aeroporto. Respinti per giorni dall'esercito e dai partigiani ucraini, a Kharkiv i russi hanno avviato una fase molto più radicale. Non colpiscono obiettivi strategici, vogliono lacrime e sangue. "Nel loro rifugio - racconta Marko Aharkov, dottore di ricerca e docente all'università - mamma e papà hanno tentato di contare i botti delle esplosioni: solo in pochi secondi ne hanno sentiti 18". Sono andati avanti per ore. Poi pausa. Poi ancora esplosioni, quel rumore sordo, quel tremare di muri.
La città è scioccata, ma è tutta l'Ucraina che ha il cuore gonfio di rabbia. "È pazzesco quello che sta succedendo a Kharkiv", dicono anche qui a Kiev, dove pure ci si aspetta il disastro imminente e si alzano barricate nelle strade del centro. Le ambasciate rimaste, le Ong e le istituzioni straniere chiudono ed evacuano, la stazione centrale ieri era una bolgia in cui cercare il biglietto vincente della lotteria, un posto su un treno per ovunque sia abbastanza lontano da qui. Le intelligence e gli analisti per una volta concordano con la gente che cerca il proprio destino nelle notizie e sui social: già stanotte, o molto presto, Putin potrebbe trasformare Kiev in un campo di battaglia, esportando anche qui il modello che ha sperimentato a Kharkiv: tenere i carri e i blindati a distanza dalla reazione rabbiosa e imprevista dei partigiani che ne hanno distrutti a decine sparando dalle finestre e lanciando molotov, e colpire con i missili senza pietà.
Modello Kharkiv. "Sono piovuti così tanti missili, qui in centro. Dopo il coprifuoco - dice ancora Marko - una donna è uscita dal rifugio per andare a prendere dell'acqua, e un missile le è esploso vicino: ha perso le gambe. Un mio amico, un militare, dice che se ci attaccano con la fanteria, leggera o pesante, non riusciranno mai a vincere. Dice che è per questo che ci bombardano dal cielo".