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Ora la resistenza ucraina mette a rischio l’attacco in stile sovietico

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L’avanzata prosegue con perdite crescenti senza riuscire a espugnare le città. Respinti i primi assalti verso il centro di Kiev
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Gli invasori avanzano, ma con perdite sempre più evidenti. Ovunque le colonne russe hanno conquistato nuove posizioni, senza però riuscire a impadronirsi del territorio. L'esercito ucraino le colpisce ai fianchi e difende le città: le foto mostrano decine e decine di blindati distrutti e di soldati catturati. Kiev dice di averne uccisi 4.500 e per la prima volta Mosca ammette che ci sono caduti. La quinta notte di battaglia mostra un quadro della situazione indefinito, con un grande quesito: l'armata di Putin è in crisi?

Metropolis/39. Ucraina, Di Feo: "Avanzata in stile sovietico del '43, guerra lunga e sanguinosa"

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Gli invasori avanzano, ma con perdite sempre più evidenti. Ovunque le colonne russe hanno conquistato nuove posizioni, senza però riuscire a impadronirsi del territorio. L'esercito ucraino le colpisce ai fianchi e difende le città: le foto mostrano decine e decine di blindati distrutti e di soldati catturati. Kiev dice di averne uccisi 4.500 e per la prima volta Mosca ammette che ci sono caduti. La quinta notte di battaglia mostra un quadro della situazione indefinito, con un grande quesito: l'armata di Putin è in crisi?

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Quella scatenata dal Cremlino non è una "guerra ibrida": sul terreno non c'è nulla di innovativo o tecnologico. Anzi, l'offensiva somiglia alle campagne sovietiche contro i tedeschi del 1944: avanguardie di carri armati corrono a prendere il controllo degli snodi stradali, chiudendo in sacche le città e le truppe nemiche. Poi altre brigate affrontano i nuclei di resistenza isolati, rimasti senza rinforzi e rifornimenti. Per operazioni del genere sono necessarie settimane, non giorni. E bisogna preventivare un numero di caduti elevato. Possibile che Mosca voglia questo?


Alcuni analisti sostengono che i russi non hanno alternative: è il loro modo di combattere, l'unico che conoscono per gestire la manovra di 100 mila uomini e diecimila veicoli. Nelle tattiche vincenti dell'Armata Rossa però c'era un elemento chiave: l'uso massiccio dell'artiglieria. Finora invece cannoni e razzi sono stati impiegati in modo selettivo, mentre l'aviazione è stata marginale. Se queste forze entrassero in campo, il livello di distruzione e di vittime civili diventerebbe enorme. Ma forse Putin ha in mente di occupare stabilmente l'intera Ucraina, imponendo con le armi un governo fantoccio, e per questo non alza il tiro sulla popolazione.

Un piano azzardato. Perché la resistenza è sempre più energica. In tre località la folla ha bloccato pacificamente i tank, che hanno preferito ritirarsi. L'esercito ucraino fa uscire i reparti migliori dai rifugi, dove li aveva nascosti per sfuggire ai raid iniziali, e moltiplica gli attacchi: ieri i suoi droni TB2 hanno colpito persino in Crimea. I missili controcarro Javelin e Nlaw fanno strage dei convogli logistici di Mosca, che devono portare munizioni e carburante a una prima linea sempre più lontana.

Gli scontri più feroci ora avvengono nelle città. Dopo tre giorni di battaglia ieri mattina i russi sono entrati a Kharkiv, decisiva per dominare il Donbass: ci vive un milione e mezzo di persone. In più punti però mitragliatrici e razzi appostati nei palazzi li hanno costretti a indietreggiare. I tank sono già alle porte di Poltava, avvicinandosi al fiume Dnepr. Sul fronte del Mar Nero, mentre si combatte tra le case di Kherson, parà sono scesi dagli elicotteri alla periferia di Mykolaiv: Odessa è a 120 chilometri. Poco più a nord i miliziani di Donetsk si sono congiunti alle truppe partite da Rostov: insieme assediano Mariupol. Molto confuso lo scenario a Ovest. Sono segnalati blindati nella regione di Lutsk, prossima ai confini polacchi. Strategica l'incursione nell'area di Zytomir: i tank hanno bloccato l'autostrada che lega la capitale alla Polonia.


Il sindaco di Kiev ha confermato che la metropoli è circondata: gli abitanti sono intrappolati. I russi hanno chiuso le vie di fuga e così ostacoleranno l'arrivo delle armi promesse dall'Europa. Ieri i parà hanno cercato di sfondare le difese nei sobborghi settentrionali, sparando a volontà dai blindati. L'esercito ucraino ha contrattaccato e li ha fermati a Irpin. I satelliti però hanno fotografato un'altra colonna lunga cinque chilometri diretta verso la capitale. E oggi si teme che da est avanzerà la brigata cecena e da ovest i commandos veterani della Siria: gli specialisti della lotta casa per casa. Il morale in città è alto: tanti volontari con kalashnikov e molotov si sono uniti ai soldati. Dall'inizio dell'invasione sono già morti 352 civili: se la battaglia divamperà tra i palazzi di Kiev, il bilancio diventerà ancora più drammatico ma molti russi cadranno. E allora Putin sarà obbligato a rivedere i suoi piani o affrontare un ecatombe.