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Bombe a grappolo, Mosca accusata di usarle. Ecco perché

Anche se proibite dalla convenzione dell'Onu del 2008 sono militarmente efficaci, spiega Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana Difesa: "Il margine di errore con cui cadono sui bersagli però è alto, per questo fanno decine di vittime"
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Bombe a grappolo sulle città. Decine di vittime, tra loro bambini. Persone che cercavano solo di sfuggire a un conflitto che si sta facendo sempre più cruento. Per la comunità internazionale è un "crimine di guerra", queste munizioni sono proibite dalla convenzione delle Nazioni Unite del 2008, "ma in realtà sono ancora in uso perché considerate militarmente efficaci" rivela Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana Difesa, una delle pubblicazioni più qualificate nel settore militare. 

Come è possibile?
"La Russia e l'Ucraina non hanno aderito alla convenzione dell'Onu; ma non lo hanno fatto nemmeno gli Stati Uniti e la Cina. Sono molti i paesi che mantengono le bombe a grappolo nei loro arsenali perché le con…

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Bombe a grappolo sulle città. Decine di vittime, tra loro bambini. Persone che cercavano solo di sfuggire a un conflitto che si sta facendo sempre più cruento. Per la comunità internazionale è un "crimine di guerra", queste munizioni sono proibite dalla convenzione delle Nazioni Unite del 2008, "ma in realtà sono ancora in uso perché considerate militarmente efficaci" rivela Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana Difesa, una delle pubblicazioni più qualificate nel settore militare. 

Come è possibile?
"La Russia e l'Ucraina non hanno aderito alla convenzione dell'Onu; ma non lo hanno fatto nemmeno gli Stati Uniti e la Cina. Sono molti i paesi che mantengono le bombe a grappolo nei loro arsenali perché le considerano utili per colpire schieramenti di truppe in campo aperto o nelle trincee, le colonne blindate o le piste degli aeroporti". 

Questa volta però sembra sia finita su un asilo. Un bambino ha perso la vita.
"Purtroppo sì. I lanciarazzi russi Uragan o Smerch scagliano ordigni che per aumentare la letalità disperdono sul terreno decine di "submunizioni". Molto spesso questi razzi non hanno un sistema di guida: il margine di errore con cui cadono sui bersagli è alto. Per cui il rischio è di mirare un obiettivo e colpirne un altro. Vengono chiamate "armi di saturazione" proprio perché devastano una zona ampia, non sono certamente sistemi di precisione. E questa è la caratteristica della maggior parte dell'arsenale russo: è progettato per la guerra tradizionale, non per la lotta "chirurgica" al terrorismo".

E' questo l'aspetto più pericoloso?
"Non è solo il danno dell'impatto, il tema centrale è soprattutto il dopo. Molte bombe a grappolo non esplodono e si comportano come mine, restano nel terreno per tempi lunghissimi. In Kosovo ad esempio il lavoro di bonifica dopo il conflitto del 1999 è stato immenso, è durato anni. Lo stesso è avvenuto nel Libano meridionale dilaniato dalle guerre. A pagare questo prezzo di morte è soltanto la popolazione".

Come pensa evolverà il conflitto da un punto di vista militare?
"La Russia dispone di un arsenale importante, ma finora la superiorità sul campo non si è vista da una parte grazie alle tattiche utilizzate dagli ucraini, ma anche per colpa di un modo di condurre le operazioni militari da parte dei russi non efficace. Mi sono fatto l'idea che questa guerra sia stata decisa all'ultimo momento".