Alexey Navalny esorta a protestare tutti i giorni contro la guerra: "Putin non è la Russia"
di Natasha Caragnano , di Natasha Caragnano"Tutto ha un prezzo e ora, nella primavera del 2022, questo prezzo lo dobbiamo pagare noi. Nessuno lo farà al posto nostro. Non siate semplicemente contro la guerra, ma combattete contro di essa". Il principale oppositore politico del presidente russo Vladimir Putin, detenuto in carcere dal 2019, Alexey Navalny ha invitato i russi a scendere in piazza tutti i giorni e protestare contro il conflitto che da sette giorni sta devastando l'Ucraina.
Il messaggio arriva su Twitter, social network statunitense, grazie alla sua portavoce Kira Yarmish: "Navalny chiede di manifestare ogni giorno alle 19 e nei fine settimana alle 14 nelle principali piazze delle città e di dovunque vi troviate". "Se per fermare la guerra dobbiamo finire tutti in prigione, riempiremo le prigioni", si legge sul profilo Twitter dell'oppositore, gestito dai suoi collaboratori. Il riferimento è al fatto che le proteste che negli utlimi giorni si sono svol…
"Tutto ha un prezzo e ora, nella primavera del 2022, questo prezzo lo dobbiamo pagare noi. Nessuno lo farà al posto nostro. Non siate semplicemente contro la guerra, ma combattete contro di essa". Il principale oppositore politico del presidente russo Vladimir Putin, detenuto in carcere dal 2019, Alexey Navalny ha invitato i russi a scendere in piazza tutti i giorni e protestare contro il conflitto che da sette giorni sta devastando l'Ucraina.
Il messaggio arriva su Twitter, social network statunitense, grazie alla sua portavoce Kira Yarmish: "Navalny chiede di manifestare ogni giorno alle 19 e nei fine settimana alle 14 nelle principali piazze delle città e di dovunque vi troviate". "Se per fermare la guerra dobbiamo finire tutti in prigione, riempiremo le prigioni", si legge sul profilo Twitter dell'oppositore, gestito dai suoi collaboratori. Il riferimento è al fatto che le proteste che negli utlimi giorni si sono svolte in più di 40 città russe sono state represse dalle forze dell'ordine con numerosi arresti.
Un totale di 4.552 persone a partire dal 24 febbraio, secondo i dati raccolti dal sito indipendente OVD-Infogruppo che si occupa della tutela dei diritti umani in Russia. Solo nelle ultime manifestazioni, che il 27 febbraio hanno riempito le strade da Mosca alla Siberia, sono state fermate oltre 900 persone. Ognuno di loro deve essere sostituito da due nuovi manifestanti perché "dobbiamo, stringendo i denti e vincendo la paura, uscire allo scoperto e chiedere la fine della guerra", ha esortato Navalny.
"Dicono che chi non può partecipare, e quindi non rischia di essere arrestato, non può fare un appello come questo. Io sono già in prigione, quindi penso di poterlo fare", continua su Twitter il messaggio del dissidente. Alexey Navalny è stato arrestato nel gennaio 2021 al ritorno dalla Germania, dove aveva trascorso la convalescenza dopo essere sopravvissuto all'avvelenamento da Novichok, un gas nervino, nell'agosto del 2020. Al suo ritorno a Mosca è stato incarcerato per un caso di frode risalente al 2014 e condannato a tre anni e mezzo di prigione. Il 15 febbraio è iniziato un nuovo processo, in cui Navalny è accusato di aver rubato oltre 465 milioni di rubli (circa 4,1 milioni di euro) dai fondi delle donazioni fatte a favore della sua fondazione, oggi dichiarata fuori legge. Un'accusa per cui rischia altri 10 anni di carcere, a cui si sommano altri sei mesi per oltraggio alla corte.
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"Io vengo dall'Urss. Sono nato in Unione Sovietica. E la frase più importante della mia infanzia era 'lotta per la pace'", un principio che adesso Navalny chiede a tutti di difendere, non solo ai russi. "Ovunque voi siate. In Russia, Bielorussia o dall'altra parte del pianeta. Se siete all'estero, recatevi all'ambasciata russa. Se potete, organizzate una manifestazione. Sì, forse solo poche persone scenderanno in strada il primo giorno. E nel secondo, ancora meno". Ma questo non deve fermare la gente a lottare per la pace e a chiedere che la propria voce venga ascoltata perché "Putin non è la Russia", scrive Navalny, e il popolo vuole la fine di questa guerra.