La Russia ha ammesso di usare armi termobariche in Ucraina. Cosa sono e perché sono considerate crimine di guerra
di Floriana Bulfon , di Floriana BulfonI civili sempre più a rischio. Dopo le micidiali bombe a grappolo, in Ucraina sta entrando in campo un'arma mostruosa: i missili termobarici, capaci di uccidere anche chi è protetto in una casa o in un bunker. L'esplosione infatti ha l'effetto di distruggere l'ossigeno, provocando uno spostamento d'aria letale e una fiammata devastante che si disperdono anche dietro i ripari. Il Cremlino ha ammesso di aver usato razzi di questo tipo sulle città ucraine. Ma cosa sono e quali effetti provano? Ecco quello che c'è da sapere.
Cosa sono e quali effetti producono
L'impatto di questi ordigni è estremo: "Inizialmente detona la testata, formata da due sostanze diverse, creando una nuvola di aerosol. Quando questa nuvola esplode, la palla di fuoco che si forma sviluppa temperature molto elevate e brucia tutto l'ossigeno circostante, producendo un'onda d'urto fortissima" spiega l…
I civili sempre più a rischio. Dopo le micidiali bombe a grappolo, in Ucraina sta entrando in campo un'arma mostruosa: i missili termobarici, capaci di uccidere anche chi è protetto in una casa o in un bunker. L'esplosione infatti ha l'effetto di distruggere l'ossigeno, provocando uno spostamento d'aria letale e una fiammata devastante che si disperdono anche dietro i ripari. Il Cremlino ha ammesso di aver usato razzi di questo tipo sulle città ucraine. Ma cosa sono e quali effetti provano? Ecco quello che c'è da sapere.
Cosa sono e quali effetti producono
L'impatto di questi ordigni è estremo: "Inizialmente detona la testata, formata da due sostanze diverse, creando una nuvola di aerosol. Quando questa nuvola esplode, la palla di fuoco che si forma sviluppa temperature molto elevate e brucia tutto l'ossigeno circostante, producendo un'onda d'urto fortissima" spiega l'ingegnere Eugenio Po, capo servizio di Rivista Italiana Difesa specializzato in questioni militari.
Sono chiamate anche "vacuum bomb" (bombe a vuoto), generano una detonazione ad altissima temperatura e le vittime hanno la percezione di sentirsi togliere l'aria. In realtà, spiegano gli esperti, causano traumi profondi, in particolare ai polmoni. "L'aerosol che rilasciano può penetrare con facilità in tutte le strutture chiuse e per questo sono usate per attaccare bunker, fortificazioni e tunnel. Inoltre, rispetto ad esplosivi delle stesse dimensioni, anche in campo aperto hanno un effetto su un'area maggiore " sottolinea Po. Che spiega: "Possono essere sganciate dagli aerei, come delle normali bombe, oppure tirate tramite semoventi lanciarazzi. Ma esistono anche versioni portatili per i soldati della fanteria".
Quando e dove sono state usate
Le prime munizioni termobariche vennero usate dall'esercito tedesco nella Seconda Guerra Mondiale. Erano però ordigni sperimentali: lo sviluppo arriva negli anni Sessanta con la guerra del Vietnam. Da lì è un crescendo. Le forze sovietiche le hanno usate, in una versione meno sofisticata dell'attuale, nell'ultima fase della guerra in Afghanistan e soprattutto in Cecenia. Lì i comandi russi si sono convinti che questo sia l'ordigno migliore per sconfiggere i guerriglieri appostati nei centri urbani. E queste armi hanno avuto un ruolo importante nella distruzione di città come Grozny.
La lezione di Mosca è stata ripresa dal Pentagono durante la lotta contro il terrorismo jihadista. Già nel dicembre 2001 alcune bombe termobariche sono state sganciate contro le caverne dell'ultima resistenza qaedista a Tora Bora, nel tentativo di uccidere Osama Bin Laden. Gli americani le chiamano anche daisy cutter - taglia margherite - perché inceneriscono una larga zona di terreno. Poi ne è stato costruito un esemplare gigantesco, pesante dieci tonnellate, ribattezzato Moab: la madre di tutte le bombe. È stato usato una volta sola: nell'aprile 2017 il presidente Trump ha ordinato di sganciarla sulle basi dell'Isis in Afghanistan. L'esplosione è stata simile a un fungo atomico. Il Cremlino però disponeva già di un'arma simile che - precisa l'ingegnere Po - "di fatto è il più grande ordigno esplosivo non nucleare al mondo, con un peso di 7,1 tonnellate ha provocato un'esplosione equivalente a quella di 44 tonnellate di tritolo. I russi lo hanno chiamato "il padre di tutte le bombe" perché è la loro risposta a quello americano".
L'utilizzo dai parte dei russi
"Creerò l'inferno per il nemico" si legge sul sito web dell'agenzia statale russa per l'esportazione di armi. È lo slogan che accompagna il sistema TOS-1A usato in Ucraina. Un semovente con blindature potenti, che si avvicina ai palazzi e poi scaglia ventiquattro grandi razzi termobarici, già sperimentato contro l'Isis in Siria. Quanto al nome hanno scelto "Buratino", ossia Pinocchio. Bugie e inferno per i civili, perché se l'uso delle armi termobariche non è vietato dalle leggi internazionali, impiegarle nelle città rischia di uccidere gli abitanti rifugiati nei sotterranei.
"È un crimine di guerra. Al di là della tipologia dell'arma e se esistano o meno convenzioni che la vietano, l'uso in contesti urbani, in cui i civili possono essere con ogni probabilità vittime, costituisce un attacco indiscriminato vietato dal diritto internazionale", chiarisce Riccardo Noury di Amnesty International.