La lettera di Macron ai francesi: "Mi candido alle presidenziali"
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - La falsa suspense è finita. Emmanuel Macron ha annunciato di voler correre per un altro mandato di cinque anni. “Sono candidato per difendere i nostri valori minacciati dal deregolamento del mondo”, dice il leader francese nella lunga “lettera ai francesi”, affidata a un gruppo di giornali locali. Macron parla di inventare “una risposta singolare, francese ed europea, alle sfide del secolo", ma anche di lanciare una “riconquista produttiva attraverso il lavoro”, di solidarietà con le persone più anziane, della costruzione di una “grande nazione ecologica”.
Ha aspettato l'ultimo giorno utile per dichiararsi, a poche ore dalla scadenza per il deposito della candidatura presso il Consiglio costituzionale in vista del primo turno del 10 aprile. Un messaggio sobrio, riprendendo l'idea della “Lettera ai francesi” scritta da François Mitterrand nel 1988. Anche il presiden…
PARIGI - La falsa suspense è finita. Emmanuel Macron ha annunciato di voler correre per un altro mandato di cinque anni. “Sono candidato per difendere i nostri valori minacciati dal deregolamento del mondo”, dice il leader francese nella lunga “lettera ai francesi”, affidata a un gruppo di giornali locali. Macron parla di inventare “una risposta singolare, francese ed europea, alle sfide del secolo", ma anche di lanciare una “riconquista produttiva attraverso il lavoro”, di solidarietà con le persone più anziane, della costruzione di una “grande nazione ecologica”.
Ha aspettato l'ultimo giorno utile per dichiararsi, a poche ore dalla scadenza per il deposito della candidatura presso il Consiglio costituzionale in vista del primo turno del 10 aprile. Un messaggio sobrio, riprendendo l'idea della “Lettera ai francesi” scritta da François Mitterrand nel 1988. Anche il presidente socialista era rimasto a lungo misterioso sulle sue intenzioni rispetto a un secondo mandato. Così facendo, Mitterrand aveva impedito a lungo ai suoi rivali di bersagliarlo come avversario ufficiale. E aveva ottenuto la riconferma per un secondo mandato.
I primi cinque anni di Macron all’Eliseo sono stati un susseguirsi di crisi, come ha ricordato nel suo messaggio ai francesi. “Abbiamo affrontato molte prove insieme. Terrorismo, pandemie, ritorno della violenza, guerra in Europa”. Il presidente, 44 anni, era già in testa ai sondaggi prima dell'invasione dell'Ucraina. Nell'ultima settimana il presidente-candidato ha guadagnato quattro, cinque punti nelle intenzioni di voto, al 27-28 per cento. Una decina di punti avanti alla sua rivale di estrema destra Marine Le Pen, che sta allargando il divario con la candidata di destra Valérie Pécresse ed Eric Zemmour. Il capo dello Stato assicura che nonostante i venti di guerra la campagna - concentrata ormai in poco più di un mese - permetterà un "importante dibattito democratico".
La sindrome della bandiera aiuterà Macron
I suoi rivali sono invece sempre preoccupati da una gara politica “congelata” dalla crisi internazionale come nota Frédéric Dabi dell'istituto di sondaggi Ifop. “Non è corretto dire che la sua rielezione è scontata”, avverte il politologo che cita però la “sindrome della bandiera”: in momenti di grave crisi i francesi hanno uno slancio di adesione verso chi guida la nazione. In altri momenti politici essere in carica può essere uno svantaggio per un candidato. In questo caso, Macron beneficia del fatto di essere all’Eliseo, presentandosi come chi vuole "proteggere" il popolo francese di fronte al "brutale ritorno della tragedia nella storia".
Resta da capire come Macron farà campagna nelle prossime settimane in un contesto inedito nella Quinta Repubblica: dal dopoguerra mai una presidenziale è stata organizzata con la minaccia per la sicurezza nazionale così alta. Anche se ora la guerra è la preoccupazione numero uno dei francesi nei sondaggi, il capo di Stato dovrà comunque spiegare il suo programma e come intende governare per altri cinque anni.
Comandante in capo
Sarà complicato per lui fare normali comizi elettorali e i dibattiti tv contro i suoi avversari mentre veste i panni di comandante in capo. Un raduno previsto a Marsiglia questo weekend è stato annullato. “Naturalmente, non potrò fare la campagna come avrei voluto a causa del contesto”, scrive il presidente. “Ma con chiarezza e impegno spiegherò il nostro progetto, la nostra volontà di continuare a far progredire il nostro Paese con ognuno di voi”.
Macron fa vedere che è al lavoro “fino all'ultimo quarto d'ora”, pronto a continuare oltre il secondo turno, il 24 aprile, se sarà rieletto. “Nonostante sia visto da una parte dei francesi come un leader divisivo, non sempre vicino alle classi più povere, è probabile che molti elettori non prenderanno il rischio dell'alternanza”, osserva ancora il politologo Dabi.
La congiuntura tesa e ansiogena è favorevole a una scelta di continuità. Tanti capi di Stato hanno finito i mandati senza poter lanciare nuove riforme, in una fase di noiosa inerzia. Macron è invece proiettato in prima linea nella più grave crisi dai tempi della Guerra Fredda, con un attivismo sfrenato nel coordinamento con gli altri partner e nel tenativo di mediare con Vladimir Putin nell'ambito della presidenza francese di turno del Consiglio Ue.
Sul fronte interno, con la fase discendente della pandemia, il governo annuncia ogni settimana qualche novità positiva. Proprio nel giorno della ricandidatura dell'attuale leader, il primo ministro Jean Castex rendeva noto che dal 14 marzo non ci sarà più obbligo di mascherina e Green Pass nella maggior parte degli spazi chiusi, eccetto per ospedali e mezzi pubblici. Alla pandemia è seguito lo spettro di una guerra vicina. Con un impatto che è già nel portafoglio dei francesi. Ma anche in questo caso, Macron si appoggia sulle leve del governo. Castex ha cominciato a precisare i contorni di un piano per mitigare le conseguenze economiche e sociali, tra cui un'impennata dei prezzi del carburante.