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Gli Usa temono una guerra lunga anni. Biden: “Onore alla resistenza ucraina”

Washington contraria al divieto di volo chiesto da Kiev, ma pronta a sostenere l’insurrezione
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NEW YORK - L'Ucraina non fa parte della Nato, ma il discorso sullo stato dell'Unione che Joe Biden ha pronunciato martedì al Parlamento ha sancito il suo ingresso ufficioso nell'alleanza. Perché in gioco con l'invasione russa non c'è solo il futuro di Kiev, ma del mondo libero.

Sul piano operativo significa che chi sta con democrazia e libertà deve sostenere militarmente quella che è stata descritta al Congresso come una guerra potenzialmente lunga dieci o venti anni; e che bisogna prepararsi a combatterla anche con l'economia, nell'immediato assorbendo gli effetti negativi su inflazione e crescita, e nel futuro puntando all'indipendenza energetica. Già ieri infatti gli Usa hanno imposto nuove misure contro Russia e Bielorussia, che colpiscono gli apparati militari sanzionando 22 entità e bloccando l'import tecnologico, ma anche il settore dell'energia privandolo di equipaggiamenti per le e…

NEW YORK - L'Ucraina non fa parte della Nato, ma il discorso sullo stato dell'Unione che Joe Biden ha pronunciato martedì al Parlamento ha sancito il suo ingresso ufficioso nell'alleanza. Perché in gioco con l'invasione russa non c'è solo il futuro di Kiev, ma del mondo libero.

Sul piano operativo significa che chi sta con democrazia e libertà deve sostenere militarmente quella che è stata descritta al Congresso come una guerra potenzialmente lunga dieci o venti anni; e che bisogna prepararsi a combatterla anche con l'economia, nell'immediato assorbendo gli effetti negativi su inflazione e crescita, e nel futuro puntando all'indipendenza energetica. Già ieri infatti gli Usa hanno imposto nuove misure contro Russia e Bielorussia, che colpiscono gli apparati militari sanzionando 22 entità e bloccando l'import tecnologico, ma anche il settore dell'energia privandolo di equipaggiamenti per le estrazioni.



Alcune frasi di Biden aiutano a capire. La prima l'ha pronunciata dopo aver presentato l'ambasciatrice di Kiev a Washington, Oksana Markarova, come ospite d'onore: "Ognuno di noi, in quest'aula, invii un segnale inequivocabile. Per favore, alzatevi e dimostrate che sì, noi Stati Uniti d'America siamo col popolo ucraino". Quindi ha spiegato la sua ammirazione: "Sei giorni fa, Putin ha cercato di scuotere le fondamenta del mondo libero, pensando di piegarlo ai suoi modi minacciosi. Ma ha calcolato male. Pensava di poter arrivare in Ucraina e il mondo si sarebbe prostrato. Invece, ha incontrato un muro di forza che non aveva mai previsto o immaginato. Ha incontrato il popolo ucraino". Comunque vada a finire, "può circondare Kiev di carri armati, ma non conquisterà mai i cuori e le anime del popolo ucraino. Non spegnerà mai il loro amore per la libertà. Non indebolirà mai la determinazione del mondo libero". Tradotto, significa che gli occidentali devono armare e addestrare l'insurrezione, che continuerà anche dopo l'eventuale caduta di Kiev e potrebbe durare vent'anni, sul modello dell'Afghanistan anni Ottanta.



Biden è contrario a una "no-fly zone" sui cieli ucraini, perché un incidente provocherebbe la Terza guerra mondiale, che per il ministro degli Esteri russo Lavrov "sarebbe nucleare". Gli sviluppi militari però dipendono da Putin, sempre più instabile, e bisogna essere pronti a tutto. Tanto più che, sostiene l'ambasciatrice all'Onu Linda Thomas-Greenfield, Mosca sta muovendo bombe a grappolo e termobariche. E infatti il segretario di Stato Antony Blinken - che da oggi sarà in Europa per visitare Belgio, Polonia, Moldova e Paesi Baltici - ha detto che gli Usa stanno "documentando" possibili crimini di guerra russi.

Poi subentra l'economia, che ha un ruolo fondamentale per piegare il Cremlino, o generare il malcontento di oligarchi e popolazione che potrebbe segnare la fine politica di Vladimir. Biden ha rilasciato 60 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche, per contenere i prezzi e limitare i ricavi di Mosca e il risentimento degli occidentali al distributore. Il capo della Fed Jerome Powell ha detto che alzerà i tassi a metà mese per frenare l'inflazione, tenendo però conto degli effetti della guerra sulla crescita. Ma si deve puntare all'indipendenza energetica.



Sono due fronti su cui è necessario battersi, perché come ha sottolineato Biden "nella nostra storia abbiamo imparato questa lezione: quando i dittatori non pagano un prezzo per la loro aggressività, causano più caos. E i costi e le minacce aumentano". La speranza c'è, perché "nella battaglia tra democrazia e autocrazia, le democrazie stanno alzando la testa e il mondo sta chiaramente scegliendo la parte di pace e sicurezza". Questo sarà essenziale per mantenere la promessa del presidente: "La libertà trionfa sempre sulla tirannia. Noi salveremo la democrazia".