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Ucraina, i russi conquistano la più grande centrale nucleare del Paese. Allarme della Aiea sui combattimenti vicino agli impianti

Kiev chiede una safe zone di 30 chilometri intorno alle quattro centrali del Paese. Martellini (Università dell'Insubria): "Putin ha imparato la lezione di Chernobyl: non correrà questo rischio"
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BERLINO - Nei giorni scorsi le immagini degli ucraini che difendevano il più grande impianto nucleare d’Europa dalle truppe di Putin avevano fatto il giro del mondo. A Zaporizhzhia centinaia di civili avevano formato catene umane bloccando la via d’accesso con camion dell’immondizia e sacchi di sabbia. Ma purtroppo sia Kiev sia Mosca hanno fatto sapere che l’area e la città che ospitano il gigantesco impianto situato nel sud del Paese che contiene sei dei quindici reattori nucleari ucraini, sono state conquistate dai tank russi.

La notizia che già martedì l’area fosse finita sotto controllo di Mosca, aveva allarmato l’Agenzia internazionale per l’energia atomica AIEA che ha immediatamente convocato una riunione d’emergenza per stamane e ha fatto sapere attraverso il suo direttore generale, Rafael Mariano Grossi, di essere preoccupata per “una situazione senza precedenti”. Nella sua relazione…

BERLINO - Nei giorni scorsi le immagini degli ucraini che difendevano il più grande impianto nucleare d’Europa dalle truppe di Putin avevano fatto il giro del mondo. A Zaporizhzhia centinaia di civili avevano formato catene umane bloccando la via d’accesso con camion dell’immondizia e sacchi di sabbia. Ma purtroppo sia Kiev sia Mosca hanno fatto sapere che l’area e la città che ospitano il gigantesco impianto situato nel sud del Paese che contiene sei dei quindici reattori nucleari ucraini, sono state conquistate dai tank russi.

La notizia che già martedì l’area fosse finita sotto controllo di Mosca, aveva allarmato l’Agenzia internazionale per l’energia atomica AIEA che ha immediatamente convocato una riunione d’emergenza per stamane e ha fatto sapere attraverso il suo direttore generale, Rafael Mariano Grossi, di essere preoccupata per “una situazione senza precedenti”. Nella sua relazione all’agenzia dell’Onu, Grossi ha ricordato che l’esercito russo ha già preso il controllo di un altro ex impianto nucleare tragicamente finito nei libri di storia per il più grave incidente nucleare della storia: Chernobyl.

In serata, quando sono arrivate le conferme dei tank russi in città, Grossi ha chiesto che le truppe smettano di combattere vicino agli impianti. Già in mattinata aveva fatto appello a Mosca perché evitasse azioni che potessero compromettere la sicurezza degli impianti, perché “qualsiasi incidente potrebbe avere conseguenze pesanti e aggraverebbe le sofferenze umane causando danni ambientali”. L’Ucraina ha chiesto all’agenzia dell’Onu di dichiarare una “safe zone” di 30 km attorno alle quattro centrali nucleari del Paese.

Raggiunto al telefono, Maurizio Martellini, professore di Fisica teoria all’Università dell’Insubria si dice convinto che “anche Putin abbia imparato la lezione di Chernobyl: le radiazioni non conoscono confini, se un impianto ucraino venisse colpito seriamente, le conseguenze sarebbero spaventose. Non correrà questo rischio. Piuttosto sono molto preoccupato - ragiona l’esperto di disarmo - per le minacce di Putin di usare l’arsenale nucleare. Ho paura che rispetto alla Guerra Fredda siano cambiate troppe cose: primo, Putin sembra avere il controllo assoluto del suo Gabinetto di guerra. Secondo, la comunicazione tra le due superpotenze ha raggiunto livelli di aggressività troppo alti. Difficile per Putin tornare indietro”. E l’indizio di un pericolo reale, per Martellini, è che gli americani non abbiano elevato il livello di allerta, il cosiddetto “Defcon”, una mossa che in questi casi avviene quasi automaticamente: “Biden, ben consigliato, sta cercando di scongiurare un’escalation”.

Tornando all’allarme delle centrali nucleari prese d’assalto in Ucraina, il direttore dell’Aiea Grossi ha ricordato due incidenti radioattivi sfiorati nella scorsa settimana: il missile che ha colpito una stazione di stoccaggio di rifiuti delle centrali a Kiev e un impianto simile danneggiato nei pressi di Kharkiv. Episodi che per fortuna non hanno prodotto aumenti di radiazioni, ma che sottolineano “il rischio che siano danneggiati in un conflitto armato”.

Per ora sia i russi sia gli ucraini assicurano che l’impianto di Zaporizhzhia, che garantisce quasi un quinto dell’elettricità all’Ucraina, funziona regolarmente. Ma l’Aiea ha fatto sapere che le comunicazioni con l’impianto si sono interrotte martedì e non è ancora chiaro il motivo. Peraltro, stando alle dichiarazioni del consigliere del ministero dell’Interno ucraino, Anton Herascenko l’esercito russo starebbe puntando verso un altro impianto nucleare, “Sud-Ucraina”, situato 350 km a ovest di Zaporizhzhia: numerosi elicotteri sarebbero in viaggio verso la centrale