Disinformazione ed esasperazione del dibattito sotto la bandiera di Putin
di Gianni Riotta , di Gianni Riotta“Contro il governo Draghi”, “No Vax e No Greepass”, “Contro gli Stati Uniti”, “Contro l’Unione Europea” sono gli slogan; una bandiera tricolore l’icona nelle biografie online, con l’emoji del mattone dei complottisti; in gran parte a Roma la geo localizzazione: la tribù digitale degli influencer che hanno guidato, in Italia, la protesta contro vaccini e greenpass, si arruola compatta sotto le bandiere del presidente russo Vladimir Putin, a favore dell’invasione dell’Ucraina. Raccolti con l’hashtag, #iostoconputin, per ritrovarsi sulla piattaforma Twitter, i reduci dell’armata no vax, siano persone reali o troll e bot creati in laboratorio, son solidali con la guerra del Cremlino, esportando le tecniche di disinformazione ed esasperazione del dibattito varate in pandemia. Lo conferma una ricerca “Reputation Science”, condotta dal 21 febbraio al primo marzo, da un team guidato da…
“Contro il governo Draghi”, “No Vax e No Greepass”, “Contro gli Stati Uniti”, “Contro l’Unione Europea” sono gli slogan; una bandiera tricolore l’icona nelle biografie online, con l’emoji del mattone dei complottisti; in gran parte a Roma la geo localizzazione: la tribù digitale degli influencer che hanno guidato, in Italia, la protesta contro vaccini e greenpass, si arruola compatta sotto le bandiere del presidente russo Vladimir Putin, a favore dell’invasione dell’Ucraina. Raccolti con l’hashtag, #iostoconputin, per ritrovarsi sulla piattaforma Twitter, i reduci dell’armata no vax, siano persone reali o troll e bot creati in laboratorio, son solidali con la guerra del Cremlino, esportando le tecniche di disinformazione ed esasperazione del dibattito varate in pandemia. Lo conferma una ricerca “Reputation Science”, condotta dal 21 febbraio al primo marzo, da un team guidato da Auro Palomba, che seguendo influencer novax-nogreenpass e flussi di condivisione dei loro contenuti, coglie la correlazione con il movimento pro Putin, stesse direzioni, stesse fonti.
Fra i nodi centrali della disinformazione è, per esempio, l’account twitter anonimo “Il Sofista”, creato nel marzo 2014, anno delle offensive di Putin in Siria, Donbass e Crimea, con 85.000 followers fra cui il pubblicista di destra Fusaro, l’ex parlamentare di Forza Italia No Vax Meluzzi, il docente di filosofia ex grillino Becchi. Certo prima che “Draghi ha usato violenza” con la campagna vaccinale, “Sofista” muta messaggio repentino: “La menzogna è iniziata ottant’anni fa, quando ci hanno abituato a chiamare liberatori coloro che bombardavano le nostre case, uccidendo le madri e i figli…”, vale a dire una ripresa della propaganda della Repubblica di Salò e dei nazisti contro Resistenza ed Alleati, durante la Seconda Guerra Mondiale, dispiegata in favore del Cremlino 2022. O l’account FmMosca di Francesco Mosca, lesto a bloccare online i fact checker che possono segnalare le sue menzogne alle piattaforme, temendo di avere l’accesso negato come da regole (questione di tempo…), che da giorni segnala la fuga del premier ucraino Volodymyr Zelensky dal paese, senza conferme. Attivissimo sul canale Telegram con le fake news, FmMosca è monitorato anche dall’Italian Digital Media Observatory per le sue fake news, risalenti alla pandemia, con battute tipo “Non sanno più a chi fare le iniezioni”.
Lo studio Reputation Science connette i passaggi dell’odio online, dalla propaganda contro il premier Draghi e il generale Figliuolo, fino ad investire il segretario del Partito Democratico Enrico Letta quando, rompendo ogni esitazione a sinistra, si schiera risolutamente al fianco delle reazioni internazionali per la pace, contro Putin, per le sanzioni.
Tweet come “”Hai notato? Il #covid non c’è più…i manipolatori hanno nuovi ordini, quindi nulla. Nemmeno questo ti fa capire di essere stato raggirato? Povero servo”, insinuano nell’opinione pubblica più vulnerabile, tra un terzo e un quinto degli italiani secondo Idmo, l’idea che Covid e guerra in Ucraina siano “manipolazioni di massa, ordite da Biden, von der Leyen e Draghi per fare guerra alla Russia e militarizzare le nostre democrazie”.
L’analisi dei ricercatori di Reputation Science è speculare all’andamento dei talk show televisivi e dei blog online, dove dirigenti no vax e no green pass, vedi Ugo Mattei, giornali populisti di destra, cattolici anti Papa, difendono i russi. Lo studio italiano è del resto corroborato da analoghi risultati internazionali, con il quotidiano britannico The Guardian a parlare di “vacanza dei Bot”, che tralasciando i vaccini applaudono Putin. Joel Finkelstein, del National Contagion Research Institute, osserva come “dall’invasione [in Ucraina] sia raddoppiato il livello di comunicazioni sui complotti per un Nuovo Ordine Mondiale…e siamo passati da una infosfera assorbita dal virus a una infosfera concentrata sull’Ucraina”. “Non possiamo provare che dietro ci sia la Russia - conclude Finkelstein - ma sarebbe ben strano se non ci fosse”. Secondo denunce ucraine, e uno studio dell’Università di Pennsylvania, infine, l’attivismo no vax per Putin è frutto delle “fabbriche dei trolls”, fondate a San Pietroburgo, che mutano soggetto ma non obiettivo: destabilizzare le democrazie, inquinarne il dibattito libero con le menzogne e l’odio.
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