Il premier cinese Li Keqiang parla all'Assemblea nazionale del Popolo (reuters)
Crescita rallentata e più spesa militare con un occhio a Taiwan: ecco le ricetta per la Cina presentate all'Assemblea Nazionale
dal nostro corrispondente
Gianluca Modolo
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dal nostro corrispondente Gianluca Modolo
Il discorso del premier Li Keqiang ai delegati. Sul rallentamento economico l'ombra della guerra Russia-Ucraina che però non viene mai nominata
Aggiornato alle 4 minuti di lettura
PECHINO - La più bassa previsione di crescita da trent’anni a questa parte (attorno al 5,5%). L’aumento, invece, della spesa per la difesa (7,1%). La promessa di creare undici milioni di nuovi posti di lavoro. E la rinnovata volontà di riunificare Taiwan alla madrepatria (attraverso una “crescita pacifica delle relazioni nello Stretto”). Sono questi alcuni dei punti chiave del discorso di questa mattina del primo ministro cinese Li Keqiang che davanti ai 3mila delegati ha aperto i lavori dell’Assemblea Nazionale, nella Grande Sala del Popolo affacciata su Piazza Tiananmen. Oltre 5mila in tutto quelli arrivati a Pechino in questi giorni - tra rigide misure anti-Covid - per le “lianghui”, le Due Sessioni, “Parlamento” con caratteristiche cinesi. Ieri si è iniziato con la Conferenza consultiva (aperta da Xi Jinping e le sue solite due tazze di tè sul tavolo), stamattina, appunto, la ben più important…
PECHINO - La più bassa previsione di crescita da trent’anni a questa parte (attorno al 5,5%). L’aumento, invece, della spesa per la difesa (7,1%). La promessa di creare undici milioni di nuovi posti di lavoro. E la rinnovata volontà di riunificare Taiwan alla madrepatria (attraverso una “crescita pacifica delle relazioni nello Stretto”). Sono questi alcuni dei punti chiave del discorso di questa mattina del primo ministro cinese Li Keqiang che davanti ai 3mila delegati ha aperto i lavori dell’Assemblea Nazionale, nella Grande Sala del Popolo affacciata su Piazza Tiananmen. Oltre 5mila in tutto quelli arrivati a Pechino in questi giorni - tra rigide misure anti-Covid - per le “lianghui”, le Due Sessioni, “Parlamento” con caratteristiche cinesi. Ieri si è iniziato con la Conferenza consultiva (aperta da Xi Jinping e le sue solite due tazze di tè sul tavolo), stamattina, appunto, la ben più importante Assemblea Nazionale (sempre con il presidente presente). Riunioni che andranno avanti una settimana e che hanno certamente valore cerimoniale visto che i delegati sostanzialmente si limitano ad approvare leggi già scritte dal Partito, ma che sono comunque utili per tracciare, e decifrare, quale percorso la Cina si vuole dare. E che serviranno a preparare il terreno al Congresso d’autunno che darà a Xi un terzo, e inedito, mandato.
Il rallentamento della crescita
Il premier Li, dopo aver sciorinato in otto lunghi punti i successi dell’anno appena trascorso, è passato alle note più dolenti. Con le incertezze legate alla domanda interna, al crollo del settore immobiliare, alla pandemia e alla guerra scoppiata in Ucraina (che tuttavia non viene mai nominata), la Cina si prepara a rallentare la propria crescita quest’anno. Stabilità è la parola chiave (utilizzata ben 28 volte nel discorso del primo ministro) e le stime per il Pil in questo 2022 sono state fissate dal premier “attorno al 5,5%”. Una cifra inferiore alle previsioni prudenti dello scorso anno (il 6%), che però alla fine si chiuse con un 8,1%. Se così dovesse essere, la crescita cinese quest’anno sarà la più bassa degli ultimi trent’anni. "Il nostro Paese incontrerà molti più rischi e sfide e dobbiamo continuare a lavorare per superarli. La stabilità economica deve avere la massima priorità nel lavoro del governo e il progresso deve essere perseguito garantendo la stabilità”, afferma Li. Il Paese deve affrontare una “triplice pressione”, continua il premier. “Contrazione della domanda, interruzione della catena dei rifornimenti e indebolimento delle aspettative. La ripresa dei consumi e degli investimenti è lenta, è sempre più difficile mantenere una crescita costante delle esportazioni e l'offerta di risorse energetiche e di materie prime rimane inadeguata”. Anche per questi motivi serve spingere sulla domanda interna. “Per promuovere l'economia, rimuoveremo tutti gli impedimenti alla produzione, alla distribuzione, alla circolazione e al consumo e faremo in modo che la domanda interna giochi un ruolo maggiore nel guidare la crescita”.
Nonostante il target fissato più basso del solito, per molti analisti sarà comunque una sfida non da poco quest’anno tenere fede agli impegni e spingerà il governo ad aumentare gli investimenti in infrastrutture, stimolare la domanda immobiliare. "Sarà ancora necessario un maggiore sostegno da parte della politica monetaria”, sostengono gli economisti.
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo, dal nostro corrispondente Gianluca Modolo
Aumenta la spesa militare
Quella che crescerà, invece, è la spesa destinata alla difesa. Dal 6,8% dello scorso anno si passerà al 7,1%: 1,45 trilioni di yuan (216 miliardi di euro). Una spesa che già oggi è seconda soltanto a quella degli Stati Uniti. "Il governo a tutti i livelli deve dare un forte sostegno allo sviluppo della difesa nazionale e delle forze armate, in modo che l'unità tra i militari e il governo e tra i militari e il popolo rimanga solida come una roccia”. Il rafforzamento dell'esercito cinese suscita ricorrenti diffidenze nelle nazioni vicine, alimentate da una mancanza di trasparenza su cosa copra esattamente il bilancio militare. La Cina rivendica la sua sovranità nel Mar Cinese Meridionale (dispute con Vietnam e Filippine in particolare), nel Mar Cinese Orientale (sulle isole Senkaku contese col Giappone) così come nell'Himalaya (tensioni con l’India). "Miglioreremo l'addestramento militare e la prontezza al combattimento”, scandisce il premier. “Salvaguarderemo la sovranità, la sicurezza e gli interessi di sviluppo della Cina”.
Taiwan e Hong Kong
C’è spazio ovviamente anche per la questione della “provincia ribelle”. Il premier si è impegnato a far progredire la crescita pacifica delle relazioni con Taiwan e la "riunificazione", affermando che il suo governo si oppone fermamente a qualsiasi attività separatista o a qualsiasi interferenza straniera, chiaro riferimento agli Stati Uniti. Ieri l’ex segretario di Stato Usa Mike Pompeo ha affermato che gli Stati Uniti dovrebbero riconoscere Taiwan come uno “stato libero e sovrano”.
Per quanto riguarda l’ex colonia britannica, deve essere "governata dai patrioti”.
Piccole imprese
La Cina abbasserà i costi per le imprese e incoraggerà le banche ad estendere i prestiti anche alle realtà più piccole, spiega il premier. Il coronavirus e la rigorosa strategia zero-Covid hanno inferto infatti un duro colpo alle imprese private e a quelle piccole, che impiegano più dell'80% della forza lavoro urbana cinese.
Covid
Sul fronte virus, il Paese continuerà a perseguire sostanzialmente la propria strategia zero-Covid. ”Continueremo gli efficaci controlli di routine. Per prevenire i casi in entrata e quelli interni, dobbiamo affinare costantemente le misure di contenimento dell'epidemia, rafforzare i controlli nelle città di ingresso, intensificare gli sforzi per studiare e proteggere dalle varianti del virus, accelerare la ricerca e sviluppo di vaccini e farmaci efficaci, e continuare ad attuare programmi di vaccinazione”.
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo, dal nostro corrispondente Gianluca Modolo
Giro di vite sui monopoli
La Cina continuerà il suo giro di vite sui monopoli per garantire una concorrenza leale. Il governo, il cui recente giro di vite sui settori dall'e-commerce all'istruzione privata ha scosso i mercati globali, continuerà a migliorare le "regole di regolamentazione". Continueremo l'implementazione delle politiche per assicurare una concorrenza leale e prenderemo azioni più forti contro i monopoli e la concorrenza sleale per assicurare un ambiente di mercato ben ordinato ed equo”.
Inquinamento ed emissioni
Sul fronte ambientale, Li promette nuovi incentivi per ridurre l'inquinamento e le emissioni di carbonio, per tenere fede agli impegni della neutralità carbonica entro il 2060. Un processo, dice il premier, che avverrà in una “maniera ben ordinata”. La Cina aumenterà la produzione di “miniere di carbone più moderne e migliorerà la capacità di riserva di carbone, e mira ad aumentare lo stoccaggio utilizzabile dal governo al 5% del consumo locale”.