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Profughi ucraini, ora sono 1,6 milioni. Il commissario Grandi: "La crisi più rapida dal Dopoguerra"

Bambini ucraini rifugiati alla frontiera di Medyka, in Polonia (fotogramma)
Il 60 per cento dei rifugiati è entrato in Polonia, in fuga centomila bambini dagli orfanotrofi. In Italia sono fin qui arrivati in 14.000
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LEOPOLI - L'onda alle frontiere s'ingrossa, ogni giorno. Le persone in uscita dall'Ucraina, come ha già raccontato a Repubblica l'alto commissario Onu per i rifugiati, Filippo Grandi, hanno superato il milione e mezzo. Alle frontiere dei cinque Paesi confinanti a Ovest è a Sud, dal 24 febbraio scorso sono passati 1.534.792 ucraini o residenti nel Paese. A questi bisogna aggiungere 96.000 profughi che hanno raggiunto la Russia dalle province dichiarate da Mosca indipendenti: Donetsk e Luhansk. Altri 406 fuoriusciti sono entrati in Bielorussia.

Il totale degli sfollati dall&#…

LEOPOLI - L'onda alle frontiere s'ingrossa, ogni giorno. Le persone in uscita dall'Ucraina, come ha già raccontato a Repubblica l'alto commissario Onu per i rifugiati, Filippo Grandi, hanno superato il milione e mezzo. Alle frontiere dei cinque Paesi confinanti a Ovest è a Sud, dal 24 febbraio scorso sono passati 1.534.792 ucraini o residenti nel Paese. A questi bisogna aggiungere 96.000 profughi che hanno raggiunto la Russia dalle province dichiarate da Mosca indipendenti: Donetsk e Luhansk. Altri 406 fuoriusciti sono entrati in Bielorussia.

Il totale degli sfollati dall'Ucraina, conteggiato alla giornata di ieri, sabato 5 marzo, è di 1.631.000 persone che, al netto di alcuni possibili conteggi doppi per alcuni rifugiati che potrebbero aver varcato due volte le frontiere di due Paesi confinanti (Moldavia e Ungheria, per esempio), porta il commissario Grandi a dire: "E' in corso la crisi di profughi più veloce in Europa dalla Seconda Guerra mondiale".

In dieci giorni in Polonia sono entrati 922.400 persone, il 60 per cento dei migranti. Non tutti si sono fermati sul territorio polacco. Solo sabato, ne sono entrati 129.000, un primato. Ancora, nelle prime ore di oggi, domenica, fino alle 7 del mattino sono arrivate altri 39.800 fuoriusciti dall'Ucraina, seguendo i dati riportati dalla polizia di frontiera..

La stima dell'Alto commissariato Unchr prevede un esodo di almeno 4 milioni di persone, il dieci per cento della popolazione residente in Ucraina, e la crisi di febbraio-marzo 2022 si andrebbe ad aggiungere a una diaspora persistente che ha portato nel mondo, dal giugno 2020, 6,1 milioni di residenti in Ucraina. Negli ultimi otto mesi sono stati 53.474 gli ucraini che hanno chiesto asilo nel mondo.

La frontiera con la Polonia meridionale, quella sulla tratta Leopoli-Cracovia, è presa d'assalto. Al confine ucraino di Shehyni, che è l'ingresso per la frontiera polacca Medyka, entrando abbiamo visto auto in fila per una ventina di chilometri, code create dai cinque posti di blocco allestiti per gestire questo flusso di arrivi continuo. Molte automobili sono state abbandonate al lato della strada dalle famiglie in fuga, uomini in lacrime lasciavano moglie e figli per rientrare nelle città e andare al fronte. 

Le storie di migrazione forzata sono le più disperate, in queste ore. Artur, ha raccontato il fratello al confine di Korczowa, la stessa area meridionale di Medyka, era in sala operatoria a Kiev per un intervento alla schiena quando sono iniziati i bombardamenti della capitale ucraina: "L'operazione si è fermata", ha detto il fratello, "e a spalle ho portato Artur in un bunker. Ho impiegato cinque giorni per uscire da Kiev e superare la frontiera". 

La maggior parte di chi è scappato, ha raccontato, quindi, la dottoressa Alice Silvestro, in servizio al centro rifugiati di Korczowa, "ha crisi di panico e scoppia a piangere. I più piccoli sono traumatizzati, non stanno capendo quello che succede o sono completamente impauriti". Dice che hanno lo sguardo spento.

In Italia il ministero dell'Interno ha raccolto il primo dato complessivo delle prefetture, aggiornato alle 8 di questa mattina: sono 14.237 i cittadini ucraini entrati nel nostro Paese finora, 7.052 donne, 1.459 uomini e 5.726 minori. Le principali destinazioni sono Roma, Milano, Bologna e Napoli, dove vengono raggiunti familiari e conoscenti già presenti in Italia. Il sottosegretario Carlo Sibilia ha detto, ancora, che saranno riconvertiti alle esigenze della crisi ucraina gli alberghi Covid, in un primo momento destinati a ospitare coloro che avevano contratto il virus. 

Marco Griffini, presidente di Aibi, uno dei principali enti italiani autorizzato per le adozioni internazionali, ha spiegato che da 633 orfanotrofi ucraini sono in fuga 96.000 bambini, alcuni dei quali orfani di madre e padre, ma molti alloggiati in questi istituti perché figli di famiglie povere non in grado di garantire ai figli pranzo e cena e un percorso di studi. "Molti stanno scappando con le madri", dice, "tutti vengono sfollati perché gli orfanotrofi non sono più luoghi sicuri".