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"Nuns Healing Hearts", a Roma una mostra fotografica contro la tratta di esseri umani

Una foto della mostra "Nuns healing hearts". (Crediti: Lisa Kristine)  
Gli scatti di Lisa Kristine che raccontano il lavoro di Talitha Kum, una rete internazionale di suore impegnate nei percorsi di accompagnamento e assistenza delle vittime in più di 90 Paesi. Esposti per la prima volta in Italia al museo MAXXI della capitale
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Per quasi due anni la fotografa umanitaria Lisa Kristine ha seguito il lavoro di Talitha Kum, una rete internazionale di suore impegnate contro la tratta di esseri umani. “Nuns healing hearts”, in italiano “Suore che curano il cuore”, è il nome della mostra che raccoglie scatti che raccontano l’accoglienza e l’assistenza fornita a donne, uomini e bambini vittime di queste atrocità. Le foto sono esposte al museo MAXXI a Roma fino al 6 marzo, per la prima volta in Italia dopo l’esposizione al Palazzo delle Nazioni Unite a New York e nella capitale giapponese, Tokyo, durante il viaggio di Papa Francesco.

“Il progetto nasce nel 2019 per documentare i processi di accompagnamento e assistenza dei sopravvissuti,grazie al dialogo tra la fotografa e le vittime”, spiega a Repubblica Gabriella Bottani, coordinatrice internazionale di "Talitha Kum". La mostra “Nuns healing hearts” è stata o…

Per quasi due anni la fotografa umanitaria Lisa Kristine ha seguito il lavoro di Talitha Kum, una rete internazionale di suore impegnate contro la tratta di esseri umani. “Nuns healing hearts”, in italiano “Suore che curano il cuore”, è il nome della mostra che raccoglie scatti che raccontano l’accoglienza e l’assistenza fornita a donne, uomini e bambini vittime di queste atrocità. Le foto sono esposte al museo MAXXI a Roma fino al 6 marzo, per la prima volta in Italia dopo l’esposizione al Palazzo delle Nazioni Unite a New York e nella capitale giapponese, Tokyo, durante il viaggio di Papa Francesco.

“Il progetto nasce nel 2019 per documentare i processi di accompagnamento e assistenza dei sopravvissuti,grazie al dialogo tra la fotografa e le vittime”, spiega a Repubblica Gabriella Bottani, coordinatrice internazionale di "Talitha Kum". La mostra “Nuns healing hearts” è stata organizzata dall’imprenditrice culturale Claudia Conte, in collaborazione con il Global Solidarity Fund, per riportare l’attenzione alla prevenzione, protezione e riabilitazione sociale delle vittime del traffico degli esseri umani.

La tratta di essere umani è una forma moderna di schiavitù che consiste nel forzare, o indurre una persona, a fare ingresso o soggiornare su un territorio per sfruttarla a fini lavorativi, sessuali, nell’accattonaggio, nel compimento di attività illecite o per sottoporla al prelievo di organi.

La rete "Talitha Kum" è attiva in più di 90 Paesi, grazie a una rete di oltre 3mila suore e volontari in tutto il mondo, per porre fine a tutto questo attraverso azioni di collaborazione incentrate sulla prevenzione, la protezione e la riabilitazione sociale. “A seconda delle località portiamo avanti un’azione preventiva mirata, soprattutto con i gruppi a rischio”, racconta Bottani. Solo nel 2020,"Talitha Kum" si è presa cura di oltre 15mila sopravvissute e circa 170mila persone hanno beneficato di attività di prevenzione formazione contro la tratta.

La fotografa Lisa Kristine ha seguito il lavoro della rete in diversi Paesi, tra cui Italia, Filippine, Thailandia, Stati Uniti e Messico. “Una delle cose più importanti che abbiamo cercato di fare è preservare la dignità di ogni persona, già deturpata e distrutta dalla violenza della tratta”. Per questo motivo le immagini esposte non sono violente, ma con delicatezza raccontano la relazione che si instaura tra la vittima e le volontarie.