Il presidente israeliano Herzog in visita in Turchia: passo storico per resettare le relazioni tra i due Paesi
di Rossella Tercatin , di Rossella TercatinGERUSALEMME - La guardia d'onore schierata, ventuno colpi di cannone e gli inni nazionali che risuonano nella giornata invernale sotto un lieve nevischio. Il presidente israeliano Isaac Herzog visita Ankara e se si pensa che un leader dello Stato ebraico non metteva piede in Turchia dal 2008 e dal 2018 i due paesi hanno persino espulso i rispettivi ambasciatori, si capisce come ogni dettaglio conti. Tanto più che sullo sfondo rimane la guerra in Ucraina che vede entrambi i paesi impegnati negli sforzi di mediazione e rende la ricerca di una nuova stabilità internazionale quanto mai urgente.
"Le relazioni Israele-Turchia sono importanti per Israele, importanti per la Turchia e importanti per l'intera regione," ha dichiarato Herzog al momento della partenza, auspicando un vero e proprio "reset". "Non saremo d'accordo su tutto, e nostri rapporti hanno certamente conosciuto alti e bassi e momenti non semplici negli ultimi anni, ma c…
GERUSALEMME - La guardia d'onore schierata, ventuno colpi di cannone e gli inni nazionali che risuonano nella giornata invernale sotto un lieve nevischio. Il presidente israeliano Isaac Herzog visita Ankara e se si pensa che un leader dello Stato ebraico non metteva piede in Turchia dal 2008 e dal 2018 i due paesi hanno persino espulso i rispettivi ambasciatori, si capisce come ogni dettaglio conti. Tanto più che sullo sfondo rimane la guerra in Ucraina che vede entrambi i paesi impegnati negli sforzi di mediazione e rende la ricerca di una nuova stabilità internazionale quanto mai urgente.
"Le relazioni Israele-Turchia sono importanti per Israele, importanti per la Turchia e importanti per l'intera regione," ha dichiarato Herzog al momento della partenza, auspicando un vero e proprio "reset". "Non saremo d'accordo su tutto, e nostri rapporti hanno certamente conosciuto alti e bassi e momenti non semplici negli ultimi anni, ma cercheremo di ricostruirli in modo misurato e prudente, e con rispetto reciproco," ha aggiunto.
Nello stesso spirito le dichiarazioni del presidente Recep Tayyip Erdogan al termine dell'incontro bilaterale. "Credo che questa storica visita storica rappresenterà un nuovo punto di svolta tra Turchia e Israele. Il nostro obiettivo comune è rilanciare il dialogo politico tra i nostri paesi, basato su interessi comuni e rispetto delle sensibilità reciproche."
La Turchia è stata per anni il paese musulmano con le relazioni più positive con Israele, ma dalla guerra con Gaza nel 2008 e in seguito alla crescente radicalizzazione di Erdogan, l'asse tra le due nazioni si è spezzato ed è rimasto caratterizzato da tensioni costanti.
Dopo l'elezione di Herzog a luglio però qualcosa ha cominciato a muoversi. Gli stessi presidenti si sono sentiti al telefono varie volte e ci sono state alcune visite reciproche di alti funzionari. "Non dobbiamo sottovalutare il profondo significato di una visita di stato, con tutto il protocollo e i momenti simbolici che implica," ha commentato l'ex ambasciatore Moshe Kamhi, che ha trascorso diversi anni in Turchia, sia come vice capo missione ad Ankara sia come console generale di Israele a Istanbul. "Mentre resta da vedere quali risultati concreti si otterranno, a mio parere questo sviluppo rappresenta la volontà della Turchia di mandare un messaggio non solo a Israele ma anche a Stati Uniti ed Europa: che il paese è pronto ad abbandonare l'approccio conflittuale che ha mantenuto negli ultimi anni per puntare sul dialogo."
A spingere Erdogan a cercare il riavvicinamento con Israele secondo Kamhi anche la difficile situazione economica in cui versa la Turchia e la partita del gas naturale nel Mediterraneo, di cui Israele, grazie ai vasti giacimenti trovati al largo delle sue coste, è diventato grande protagonista.
Proprio la cooperazione in materia di energia è stato uno dei punti toccati da Erdogan nelle dichiarazioni alla stampa. "Penso che questa visita sia un'opportunità per rilanciare la nostra collaborazione," ha sottolineato.
Durante il vertice il presidente turco ha anche ribadito l'importanza di preservare la soluzione dei due Stati per la questione palestinese e "l'identità religiosa" della Moschea di Al-Aqsa, temi che hanno rappresentato fonte di forte tensione tra i due paesi. Mentre nessun annuncio è arrivato sul ritorno degli ambasciatori, i due leader hanno comunicato che il Ministro degli Esteri di Ankara si recherà in Israele fra qualche settimana. I due hanno discusso anche la situazione in Ucraina e la crescente cooperazione economica.
"Credo che le relazioni tra i nostri paesi saranno giudicate da azioni che riflettano uno spirito di rispetto reciproco e ci consentano di affrontare meglio le sfide regionali e globali che sono comuni a tutti noi," ha concluso Herzog. "Noi tutti, fedeli di ogni religione, musulmani, ebrei e cristiani, possiamo e dobbiamo vivere in pace in questa bellissima regione, fianco a fianco, mano nella mano." "Turchi ed ebrei hanno fornito per secoli il migliore esempio di convivenza pacifica," ha ricordato Erdogan. "Non permetteremo che questa nostra storia eccezionale venga oscurata."