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Spiragli nel negoziato sull'Ucraina, Mosca: “Non rovesciamo Zelensky”. E Kiev apre sulla neutralità

(ansa)
Oggi in Turchia il primo incontro tra Lavrov e Kuleba. Scholz chiama Putin
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MOSCA - È il primo vero banco di prova, il primo faccia a faccia d'alto livello dall'inizio dell'offensiva russa in Ucraina il 24 febbraio. Il ministro degli Esteri russo Serghej Lavrov e il suo omologo ucraino Dmytro Kuleba saranno ricevuti oggi dal turco Mevlut Cavusoglu a margine del Forum della diplomazia di Antalya. "Stiamo lavorando per evitare che la crisi si trasformi in una tragedia", ha assicurato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che domenica aveva parlato al telefono con il leader del Cremlino Vladimir Putin per chiedere un cessate il fuoco. 

I precedenti tentativi di mediazione del presidente francese Emmanuel Macron e del primo ministro israeliano Naftali Bennett non hanno finora ottenuto alcun risultato, mentre i tre round di negoziati ai confini bielorussi hanno portato solo all'apertura di fragili corridoi umanitari. "La Turchia può parlare sia con l'Ucraina che con la Russia", insiste ora l'equili…

MOSCA - È il primo vero banco di prova, il primo faccia a faccia d'alto livello dall'inizio dell'offensiva russa in Ucraina il 24 febbraio. Il ministro degli Esteri russo Serghej Lavrov e il suo omologo ucraino Dmytro Kuleba saranno ricevuti oggi dal turco Mevlut Cavusoglu a margine del Forum della diplomazia di Antalya. "Stiamo lavorando per evitare che la crisi si trasformi in una tragedia", ha assicurato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che domenica aveva parlato al telefono con il leader del Cremlino Vladimir Putin per chiedere un cessate il fuoco. 

I precedenti tentativi di mediazione del presidente francese Emmanuel Macron e del primo ministro israeliano Naftali Bennett non hanno finora ottenuto alcun risultato, mentre i tre round di negoziati ai confini bielorussi hanno portato solo all'apertura di fragili corridoi umanitari. "La Turchia può parlare sia con l'Ucraina che con la Russia", insiste ora l'equilibrista Erdogan che, a capo di un Paese Nato, ha venduto droni a Kiev, ma ha acquistato un sistema di difesa missilistica da Mosca, da cui dipendono anche il suo turismo e le forniture di grano ed energia. E che, pur denunciando "l'inaccettabile invasione" dell'Ucraina, non ha aderito alle sanzioni e mantiene spazio aereo e rotte marittime aperte alla Russia. La stessa sede dei colloqui, Antalya, località balneare turca, è simbolica: è una delle mete di villeggiatura più gettonate dai russi. 

Per Lavrov, arrivato ieri sera, è la prima uscita da una Russia sempre più isolata dalle sanzioni occidentali. La sua portavoce Maria Zakharova, ieri nel consueto briefing con la stampa, ha parlato di "progressi" nei colloqui e negato, per la prima volta dopo giorni di martellante retorica sulla "denazificazione" e "smilitarizzazione" dell'Ucraina, che la Russia voglia "rovesciare il governo" di Kiev. Kuleba, che in un'intervista con Cnn aveva descritto Lavrov come il "Ribbentropp contemporaneo", ieri ha assicurato che farà di tutto perché i colloqui siano "il più efficaci possibile", nonostante le sue "aspettative limitate": "Non ho grandi speranze, ma faremo di tutto per trarne il massimo. Tutto dipenderà dalle istruzioni che Lavrov riceverà prima di questi colloqui".

Il Cremlino ha già fatto sapere di volere il riconoscimento della sovranità russa sulla penisola annessa di Crimea e delle autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk nel Donbass. Sono "Stati sovrani e indipendenti", ha ribadito ieri il portavoce Dmitrij Peskov, senza stavolta accampare pretese sul resto dell'Ucraina. Sono richieste su cui Kiev, però, non cederà di "un solo centimetro", mentre sarebbe pronta a discutere la richiesta russa di neutralità militare e politica. "La nostra prima condizione è l'immediato cessate il fuoco e il ritiro delle truppe russe", ha detto Ihor Zhovkva, vicecapo dell'ufficio di Volodimir Zelensky.

In un'intervista ad Abc, il presidente ucraino è andato oltre dicendo di non volere insistere più sull'adesione dell'Ucraina alla Nato e di essere pronto a un "compromesso" sullo status dei territori separatisti nell'Ucraina orientale. Anche se poi ha rincarato: "Sono sicuro che anche la Polonia è a rischio", insieme a Moldova, Georgia e Baltici, perché Putin "vuole disintegrare l'Europa, esattamente come l'Ucraina". Zelensky ha poi ribadito l'appello all'Occidente a introdurre una no-fly zone sul suo Paese. "Chiudete i cieli ora!", ha tuonato in un nuovo video su Telegram ringraziando Varsavia che si era offerta di inviargli Mig-29. "Uno scenario molto indesiderabile e potenzialmente pericoloso", ha subito ribadito Peskov. Mentre il Pentagono, temendo un allargamento del conflitto, si è affrettato a sottolineare: "Non crediamo che la proposta della Polonia sia fattibile". Per poi liquidare come "assurda e ridicola" l'accusa mossa da Zakharova secondo cui Kiev starebbe sviluppando armi nucleari o biologiche per conto di Washington.

Putin intanto si è intrattenuto in un nuovo colloquio con il cancelliere tedesco Olaf Scholz incentrato, secondo la nota del Cremlino, sugli "sforzi politici e diplomatici" e sui corridoi umanitari. I due leader, ha aggiunto Mosca, si sono poi impegnati a "continuare i contatti a livelli diversi". Pechino - attraverso il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian - ha invece puntato il dito contro la Nato che "guidata dagli Usa" avrebbe "gradualmente spinto fino al conflitto", smorzando le speranze di una mediazione cinese seguite al vertice video tra Xi, Macron e Scholz. In fin dei conti, come ha detto ieri il segretario di Stato Usa Antony Blinken, "l'unica persona che può cambiare il corso degli eventi in Ucraina" e scegliere "una via d'uscita" resta Vladimir Putin.