La mappa della Nuova Russia secondo Putin
di Lucio Caracciolo , di Lucio CaraccioloEstratto da Il silenzio di Puskin, editoriale del volume di Limes 2/22 La Russia cambia il mondo. Carte tratte da Limes e disegnate da Laura Canali
L’aggressione all’Ucraina serve a Mosca per confermarsi impero. Questione di vita o di morte. Senza impero, la Russia non ha ragion d’essere. Storia, geografa e autocoscienza le vietano di scadere a Stato nazionale – roba per europei definitivamente intontiti dagli americani. Da quando il 2 ottobre 1552 Ivan il Terribile conquistò il khanato di Kazan’ e inglobò nei suoi domini quelle terre di tono islamico e impronta mongola, aliene al cristianesimo ortodosso e alla radice slavo-variaga della Rus’ originaria, il destino multietnico dell’impero zarista poi della sua rimodulazione sovietica è segnato. La Federazione Russa ne è sanguinante moncone. Figlia degenere della sconftta subìta nel 1991 senza combattere, via suicidio dell’Urss. Catastrof…
Estratto da Il silenzio di Puskin, editoriale del volume di Limes 2/22 La Russia cambia il mondo. Carte tratte da Limes e disegnate da Laura Canali
L’aggressione all’Ucraina serve a Mosca per confermarsi impero. Questione di vita o di morte. Senza impero, la Russia non ha ragion d’essere. Storia, geografa e autocoscienza le vietano di scadere a Stato nazionale – roba per europei definitivamente intontiti dagli americani. Da quando il 2 ottobre 1552 Ivan il Terribile conquistò il khanato di Kazan’ e inglobò nei suoi domini quelle terre di tono islamico e impronta mongola, aliene al cristianesimo ortodosso e alla radice slavo-variaga della Rus’ originaria, il destino multietnico dell’impero zarista poi della sua rimodulazione sovietica è segnato. La Federazione Russa ne è sanguinante moncone. Figlia degenere della sconftta subìta nel 1991 senza combattere, via suicidio dell’Urss. Catastrofe aggravata nel 2014 dalla fuga dell’Ucraina, terra madre consustanziale alla Russia, verso l’Occidente. Così pensa Putin. Con lui molti russi.
LA NUOVA RUSSIA DI PUTIN
Per non passare alla storia come lo zar che perse defnitivamente l’impero, il presidente russo ha scatenato una guerra che deve riportarlo a controllare direttamente o per proconsoli l’Ucraina nata dall’Ottobre. Il bottino ideale, da raggiungere non troppo gradualmente, sarà simbolico e strategico. Kiev, culla della Rus’, è il premio simbolico. Il controllo via Odessa dell’affaccio sul Mar Nero e la riconnessione della Crimea al Donbas sono l’obiettivo strategico, espresso nel progetto di Nuova Russia (Novorossija) centrato su Odessa. Per chiudere agli atlantici l’Istmo d’Europa. Ora o mai più.
LE DIVISIONI STRORICHE DELL'UCRAINA
Profittando della crisi americana e delle divisioni fra gli europei, Putin vuole riportare tutti i russi – gli ucraini per lui tali sono – a casa loro, nel «mondo russo» dagli imprecisati confni. Riservato a chi parla, pensa, agisce russo. Pax Russica. Niente a che vedere con la ricostituzione dell’Unione Sovietica, deviazione ebraico-comunista dal mandato imperiale. Peccato capitale da redimere. Per riportare la Russia al posto e alla missione che le spetta nel mondo, da grande potenza capace di guardare negli occhi Stati Uniti e Cina. Megalomania? Certamente. Ma la differenza fra una grande azienda e una grande potenza sta proprio in questo: la prima, munita di partita doppia, obbedisce al calcolemus; la seconda mira alla gloria, ragione sociale d’ogni impero. E ne fa, a suo modo, il cuore della pedagogia nazionale (foto). Putin sa di giocarsi tutto, pelle compresa. Resta da vedere quanti compatrioti vorranno seguirlo. E fino a quando.
Estratto da Il silenzio di Puskin, editoriale del volume di Limes 2/22 La Russia cambia il mondo. Carte tratte da Limes e disegnate da Laura Canali
L'UCRAINA TRA URSS E INDIPENDENZA
La carta illustra la travagliata indipendenza dell’Ucraina. Un processo secolare e intermittente che a oggi non ha ancora raggiunto un’esaustiva definizione di confini e identità.
La posizione dell’Ucraina nel cuore del bassopiano sarmatico ha favorito l’avvicendarsi di potenze egemoni provenienti da est e da ovest: dal khanato dell’Orda d’Oro al Granducato di Lituania, dalla Germania nazista all’Unione Sovietica. Lo stesso toponimo Ucraina significa “marca di confine”, quasi a delinearne le sorti geopolitiche di terra contesa.
Al termine della prima guerra mondiale coesistevano addirittura due Ucraine: la Repubblica Popolare dell’Ucraina Occidentale e Transcarpazia (1918, linea verde) e la Repubblica Ucraina di Kiev (1917-21, linea viola), inserite entrambe in modo grossolano nel più vasto spazio etnolinguistico ucraino (linea tratteggiata). Una versione ridotta di quest’ultima nel 1922 divenne la Repubblica Socialista Sovietica Ucraina (arancione), cui nel 1924 la Russia sottrasse una fascia di terra che dalle alture del Don giunge fino al Mar d’Azov (strisce rosa e marroni). (di Mirko Mussetti)