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Israele si prepara ad accogliere gli ebrei in fuga da Russia e Ucraina

A mobilitarsi per soccorrere chi è in fuga non sono state solo le autorità, ma anche i privati
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GERUSALEMME - Un'ondata migratoria come non si vedeva dall'inizio degli anni Novanta, quando si disintegrò l'Urss. Con la guerra in Ucraina, Israele stima che potrebbero essere fino a 100mila gli arrivi e non solo dal Paese teatro dei sanguinosi combattimenti ma anche dalla Russia. "Le conseguenze della guerra si stanno facendo sentire anche da noi. In Israele finora abbiamo accolto centinaia di rifugiati", ha dichiarato il premier Naftali Bennett, che ha sottolineato come rappresentare un porto sicuro per gli ebrei in difficoltà rappresenti "il cuore della ragion d'essere" di Israele. Nello Stato ebraico, la "Legge del Ritorno" consente a quanti hanno almeno un nonno ebreo, i loro coniugi e chi si converte all'ebraismo di ottenere la cittadinanza. Con il crollo della cortina di ferro, sono stati oltre un milione a trasferirsi, in maggioranza proprio dalla Russia e dall'Ucraina, un esodo che ha cambiato profondamente …

GERUSALEMME - Un'ondata migratoria come non si vedeva dall'inizio degli anni Novanta, quando si disintegrò l'Urss. Con la guerra in Ucraina, Israele stima che potrebbero essere fino a 100mila gli arrivi e non solo dal Paese teatro dei sanguinosi combattimenti ma anche dalla Russia. "Le conseguenze della guerra si stanno facendo sentire anche da noi. In Israele finora abbiamo accolto centinaia di rifugiati", ha dichiarato il premier Naftali Bennett, che ha sottolineato come rappresentare un porto sicuro per gli ebrei in difficoltà rappresenti "il cuore della ragion d'essere" di Israele. Nello Stato ebraico, la "Legge del Ritorno" consente a quanti hanno almeno un nonno ebreo, i loro coniugi e chi si converte all'ebraismo di ottenere la cittadinanza. Con il crollo della cortina di ferro, sono stati oltre un milione a trasferirsi, in maggioranza proprio dalla Russia e dall'Ucraina, un esodo che ha cambiato profondamente il volto del Paese.


Dopo il picco nel 1990 e 1991, con rispettivamente 185mila e 150mila immigrati, gli arrivi divennero poi alcune decine di migliaia per poi calare a meno di 10mila a metà degli anni Duemila. Dal 2014 però i numeri hanno ricominciato a crescere, complici anche la guerra nel Donbass e le sanzioni contro Mosca. Infatti, fatte le debite proporzioni, anche la vita in Russia si appresta a complicarsi. L'economia del Paese versa da anni in grave difficoltà e dopo l'invasione la situazione è precipitata rapidamente, con il rublo in caduta libera. Per chi ha la possibilità di ottenere la cittadinanza, Israele rappresenta la porta dell'Occidente, un passaporto con un appeal ben diverso da quello russo, la possibilità di fare carriera e di non lasciare il proprio futuro in balìa di Putin.


Nel frattempo, il governo si è messo in moto per facilitare gli arrivi dall'Ucraina, i più urgenti. L'Agenzia ebraica, l'ente pubblico che si occupa di immigrazione, ha mandato i suoi rappresentanti in Polonia, Romania, Moldova e Ungheria, affittando centinaia di stanze d'albergo per ospitare i profughi in attesa di partire per Israele. A mobilitarsi per soccorrere chi è in fuga non sono state solo le autorità, ma anche i privati. Così, in una villetta di Ashdod opera una war room di volontari per raccogliere richieste di aiuto da israeliani rimasti bloccati in Ucraina e altri profughi che hanno l'obiettivo di raggiungere Israele. In Ucraina sarebbero tra i 50 e i 200mila gli abitanti che potrebbero aver diritto a emigrare in Israele in base alla Legge del Ritorno, in Russia alcune centinaia di migliaia. Il Ministero dell'Interno concederà 25mila permessi di soggiorno a cittadini ucraini al di fuori della cornice della Legge del Ritorno.