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Quali armi l'Occidente fornisce all'Ucraina e come vengono usate?

Dai visori notturni ai missili anti-Tank così le forniture militari straniere influiscono sulle sorti della guerra 
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Il santo patrono dell’Ucraina si chiama San Javelin e già i soldati di Kiev gli dedicano icone ed ex voto. Il missile Javelin (giavellotto) e le altri armi fornite dall’Occidente si stanno rivelando molto importanti per la resistenza contro gli invasori. Sono questi ordigni a fare la differenza e pesare sulle sorti della guerra? Sembra proprio di sì. 

Missili anti-Tank 

I missili come il Javelin americano e il NLAW inglese colpiscono a una lunga distanza, 3-4 mila metri, e hanno un sistema che li guida in maniera automatica contro gli obiettivi. Prima dell’attacco, i due Paesi ne hanno consegnati duemila a Kiev. Sono stati usati soprattutto nel Donbass e nelle zone di Kharkiv dove le brigate di Mosca hanno avuto i danni più grossi. Ma il merito è anche dei soldati ucraini e di chi gli ha insegnato il modo di affrontare i russi. “Sono armi tecnologicamente all’avanguardia e l’esercito ucraino le sa utilizza…

Il santo patrono dell’Ucraina si chiama San Javelin e già i soldati di Kiev gli dedicano icone ed ex voto. Il missile Javelin (giavellotto) e le altri armi fornite dall’Occidente si stanno rivelando molto importanti per la resistenza contro gli invasori. Sono questi ordigni a fare la differenza e pesare sulle sorti della guerra? Sembra proprio di sì. 

Missili anti-Tank 

I missili come il Javelin americano e il NLAW inglese colpiscono a una lunga distanza, 3-4 mila metri, e hanno un sistema che li guida in maniera automatica contro gli obiettivi. Prima dell’attacco, i due Paesi ne hanno consegnati duemila a Kiev. Sono stati usati soprattutto nel Donbass e nelle zone di Kharkiv dove le brigate di Mosca hanno avuto i danni più grossi. Ma il merito è anche dei soldati ucraini e di chi gli ha insegnato il modo di affrontare i russi. “Sono armi tecnologicamente all’avanguardia e l’esercito ucraino le sa utilizzare perché è stato addestrato, soprattutto alle tattiche anti-carro, dalla missione congiunta statunitense-britannica fin dal 2015” chiarisce Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana Difesa. Londra ha mandato finora oltre tremila NLAW, altri sono stati forniti da Svezia e Norvegia. Si ritiene che abbiano già distrutto almeno trecento tank russi. 

Razzi portatili

“Sono armi nate per dare pure ai civili la capacità di fermare i carri armati. Non a caso le prime vennero progettate dal Terzo Reich per la milizia popolare formata da ragazzini e anziani: si chiamavano Panzerfaust. Quelle che Belgio, Italia e Germania hanno mandato in Ucraina sono la versione moderna e hanno persino lo stesso nome”, precisa un ufficiale del nostro Esercito che chiede l’anonimato. I soldati di Kiev avevano già i celebri lanciarazzi russi tipo Rpg usati da tutti i guerriglieri: funzionano a distanze ravvicinate e non servono per distruggere i grandi carri armati, ma fanno strage dei blindati più piccoli e dei camion dei rifornimenti. Sono molto utili anche nei “combattimenti urbani” per colpire i cecchini nascosti nei palazzi. Oggi gli ucraini ne hanno ricevuti tantissimi: la Danimarca ne ha spediti 2.700, la Norvegia 2mila M72, la Svezia 5mila Pansarskott m/86, la Germania mille. La propaganda ucraina dice abbiano permesso di incendiare oltre duemila blindati e camion nemici. Osservatori neutrali dimezzano questa stima. Ma i risultati sono molto validi e oggi le trincee di Kiev sono piene di questi razzi.

 

Missili terra-aria

Gli Stinger sono uno dei protagonisti del conflitto. Il video dell’elicottero russo che si schianta in una palla di fuoco ha fatto il giro del mondo. Questi missili sono definiti “fire and forget” (spara e dimentica) perché una volta sparati fanno tutto da soli, inseguendo il calore dei motori: ne sono stati donati quasi 3mila, anche dall’Italia. Oltre agli Stinger alcuni Paesi dell’Est stanno consegnando apparati simili di concezione sovietica, come gli SA14.  Kiev ha dichiarato di avere abbattuto 40 aerei e 80 elicotteri, la Bbc crede che poco più di venti siano confermati. Il timore degli Stinger tiene le squadriglie di Mosca lontane dalla prima linea dei combattimenti. Il limite è che sono efficaci fino a circa 3mila metri di altezza: nell’ultima settimana per evitarli gli aerei russi hanno cominciato a sganciare le bombe da una quota superiore e quindi in maniera molto meno precisa, provocando ancora più danni ai civili. Ora Londra ha annunciato che consegnerà missili terra-aria con una portata maggiore. Il problema è che sistemi più sofisticati devono essere maneggiati da soldati esperti e adesso non c’è tempo per i corsi di addestramento.

Una esercitazione delle milizie territoriali ucraine in un garage di Kiev (afp)

Aerei

 

La polemica tra Polonia e Stati Uniti sulla consegna all’Ucraina di alcuni aerei da caccia ha aperto un dibattito tra gli analisti. L’ipotesi di rinforzare l’aviazione di Kiev per fermare i bombardamenti russi circola dall’inizio della guerra. Si è pensato di regalare i MIG 29 Fulcrum, intercettori d’epoca sovietica rimasti in servizio nell’aviazione di Varsavia, perché gli ucraini hanno già piloti e tecnici che li hanno utilizzati in passato: i tempi per insegnargli a usare i velivoli polacchi, che hanno alcuni apparati elettronici differenti, sarebbero meno lunghi. Molti però non credono che questi vecchi caccia possano sfidare i moderni jet russi e che non riuscirebbero a sopravvivere alla contraerea di Mosca che ha schierato i potenti missili S-400.

 

La battaglia urbana

 

Per la guerra urbana ci vogliono visori notturni di ultima generazione, giubbotti antiproiettili, detonatori. Oleksandr Danylyuk, ex capo della sicurezza nazionale ucraina, ha condiviso con il "Financial Times" l’elenco di richieste scritto da un reparto ucraino: “Ci servono droni a pile, stivali e lubrificante per mitragliatrici”. Kiev non ha armi ed equipaggiamenti sufficienti per tutti gli uomini arruolati e si vedono soldati con divise improvvisate e fucili della guerra mondiale. I Paesi europei stanno mandando anche mitragliatrici – l’Italia di due modelli diversi –, munizioni e visori notturni. Gli ucraini però chiedono anche droni per spiare le postazioni russi: elicotterini commerciali che si guidano con il telefonino e sono preziosi negli scontri casa per casa.