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Russia, processo all'intelligence. "L'Fsb non ha previsto la resistenza ucraina"

Il presidente russo Putin mentre aspetta il presidente bielorusso Lukashenko (reuters)

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Nel mirino gli eredi del Kgb: errate le analisi sulla reazione della popolazione all’operazione militare. Gli analisti: servizi capro espiatorio, sondaggi sballati perché erano all’oscuro dei piani del Cremlino
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MOSCA - La resa dei conti è iniziata con un raid dell'Fso, il Servizio di protezione federale che garantisce la sicurezza dello stesso presidente Vladimir Putin. Gli agenti hanno fatto irruzione nella sede del Quinto Servizio dell'Fsb, i servizi eredi del famigerato Kgb, e in altri 20 indirizzi di operativi sospettati di aver avuto contatti con giornalisti e attivisti dei diritti umani. E hanno infine messo agli arresti domiciliari il capo del Quinto Servizio, il colonnello-generale Serghej Beseda e il suo vice, Anatolij Boljukh. Accusa ufficiale: uso improprio di fondi stanziati per le operazioni e informazioni false.

La realtà è che era stato il Quinto Servizio ad aver effettuato le analisi sulla realtà ucraina alla base dell'offensiva russa contro Kiev. E, a due settimane dall'inizio di quella che Mosca chiama "operazione militare speciale", è chiaro che quelle analisi erano da buttare. "Putin è davvero scont…

MOSCA - La resa dei conti è iniziata con un raid dell'Fso, il Servizio di protezione federale che garantisce la sicurezza dello stesso presidente Vladimir Putin. Gli agenti hanno fatto irruzione nella sede del Quinto Servizio dell'Fsb, i servizi eredi del famigerato Kgb, e in altri 20 indirizzi di operativi sospettati di aver avuto contatti con giornalisti e attivisti dei diritti umani. E hanno infine messo agli arresti domiciliari il capo del Quinto Servizio, il colonnello-generale Serghej Beseda e il suo vice, Anatolij Boljukh. Accusa ufficiale: uso improprio di fondi stanziati per le operazioni e informazioni false.

La realtà è che era stato il Quinto Servizio ad aver effettuato le analisi sulla realtà ucraina alla base dell'offensiva russa contro Kiev. E, a due settimane dall'inizio di quella che Mosca chiama "operazione militare speciale", è chiaro che quelle analisi erano da buttare. "Putin è davvero scontento dell'Fsb", commenta Andrej Soldatov, autore, insieme a Irina Borogan, di numerose inchieste e saggi sui servizi segreti russi. Sono stati loro a dare la notizia degli arresti che per ora, naturalmente, non trova conferme dal Cremlino.


Putin avrebbe trovato il capro espiatorio di quello che le intelligence occidentali chiamano "pantano ucraino" nell'agenzia che diresse prima di salire al potere, ma in realtà, sostengono diverse fonti russe, la colpa delle analisi inesatte dell'Fsb sarebbe solo sua. Il leader del Cremlino non aveva informato dei suoi piani militari in Ucraina neppure il controspionaggio. Che perciò aveva effettuato sondaggi in Ucraina senza tener conto del fattore principale e, di conseguenza, era giunto a conclusioni oggi inutilizzabili. "È il contrappasso della segretezza", si è sfogato un agente dell'Fsb con Vladimir Osechkin della ong anti-corruzione "Gulagu.net". "Visto che nessuno di noi era stato informato, come avremmo potuto fare calcoli su ciò che non ci era stato detto?".

Il Quinto Servizio è responsabile dell'intelligence nel cosiddetto "estero vicino", i Paesi che un tempo facevano parte dell'Urss o del Patto di Varsavia. Per ogni "territorio" vi è un team specializzato di circa 10-20 agenti. Nel luglio 2021, però, il team dedicato all'Ucraina viene aumentato a 200 unità fino a formare il cosiddetto "Nono Direttorato". A capo viene messo Bededa, nella lista nera delle sanzioni Ue perché nel 2014 ha tentato, invano, di fermare la Rivoluzione di Majdan a Kiev contro il governo amico di Janukovich. La tempistica non è casuale. È il 12 luglio che Putin pubblica il saggio intitolato "Sull'unità storica di russi e ucraini": aveva maturato già allora il proposito di inviare truppe in Ucraina.

L'ultima ricerca sull'Ucraina del Nono direttorato risale a inizio febbraio. Secondo il sondaggio, di cui hanno ottenuto una copia Nick Reynolds e Jack Watling del think tank Rusi, il tasso di fiducia del presidente ucraino Volodimir Zelensky è del 27 per cento, mentre il tasso di approvazione è sotto al 34 per cento. Scarsa è la fiducia anche nei confronti delle altre istituzioni, dalla polizia ai servizi di sicurezza interna fino alla Rada, il Parlamento.

Si salva solo l'esercito che gode del sostegno del 68 per cento, mentre il 51 per cento crede che sia in grado di respingere un eventuale invasore. La maggior parte comunque non crede che l'ammassamento di truppe russe ai loro confini porterà a un'offensiva nel territorio. La conclusione è che l'Ucraina è un terreno fertile per il sovvertimento del potere.

Non a caso Putin, nel discorso televisivo del 24 febbraio con cui annuncia l'inizio dell'"operazione militare speciale" in Ucraina, si sofferma a lungo sui fallimenti della leadership di Kiev proprio nei termini usati dall'Fsb nella sua ricerca. Il problema, osservano Reynolds e Watling, è che "se il sondaggio dell'Fsb poteva essere accurato nel misurare le opinioni nel momento in cui è stato condotto, diceva poco ai russi su come i sentimenti sarebbero evoluti in caso di invasione" e, in particolare, sulla determinazione della popolazione a resistere.

La risposta di Putin alla resistenza inaspettata, "aumentare la potenza di fuoco nelle aree urbane", concludono i due analisti, "può rimuovere gli ostacoli tattici, ma è improbabile che conquisti la fiducia di una popolazione politicamente diffidente. Se gli esempi della Cecenia e della Siria possono essere una guida, i russi passeranno dalla promessa di un buon governo all'applicazione di una spietata repressione". In patria le prime purghe le abbiamo viste già.