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Il Covid torna a spaventare la Cina: in tre mesi già superati i casi sintomatici del 2021

Test per il Covid a Changchun, nella provincia di Jilin (reuters)
A Shenzhen - la Silicon Valley cinese, sede di aziende come Huawei, la casa automobilistica Byd e Tencent - scattato l'obbligo di rimanere a casa. Foxconn, il fornitore di Apple, ha sospeso temporaneamente le proprie fabbriche in città. In lockdown l'intera provincia nordorientale di Jilin, non succedeva da due anni
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PECHINO - In lockdown, Shenzhen e i suoi 17 milioni e mezzo di abitanti, ci era già finita ieri. Oggi, per la prima volta dal gennaio 2020, a chiudere è stata l’intera provincia di Jilin, 24 milioni di persone: epicentro di questa nuova ondata di Covid che spaventa la Cina. Si torna alle chiusure di massa. Chiusure che minacciano di interrompere le catene di approvvigionamento globali e di dare un colpo significativo all’economia cinese.

2.343 (di cui 906 asintomatici) i casi registrati oggi: numeri bassi in qualsiasi altra parte del mondo. Non qui: numeri del genere, a quattro cifre, non si registravano da due anni. Addirittura, secondo i calcoli dell’agenzia Reuters, i casi di Covid in questi primi mesi del 2022 hanno già superato quelli registrati durante l’intero 2021.

PECHINO - In lockdown, Shenzhen e i suoi 17 milioni e mezzo di abitanti, ci era già finita ieri. Oggi, per la prima volta dal gennaio 2020, a chiudere è stata l’intera provincia di Jilin, 24 milioni di persone: epicentro di questa nuova ondata di Covid che spaventa la Cina. Si torna alle chiusure di massa. Chiusure che minacciano di interrompere le catene di approvvigionamento globali e di dare un colpo significativo all’economia cinese.

2.343 (di cui 906 asintomatici) i casi registrati oggi: numeri bassi in qualsiasi altra parte del mondo. Non qui: numeri del genere, a quattro cifre, non si registravano da due anni. Addirittura, secondo i calcoli dell’agenzia Reuters, i casi di Covid in questi primi mesi del 2022 hanno già superato quelli registrati durante l’intero 2021.

A Shenzhen - la Silicon Valley cinese, sede di aziende come Huawei, la casa automobilistica Byd e Tencent - obbligo di rimanere a casa per i residenti fino al 20 marzo. Foxconn, il fornitore di Apple, ha sospeso temporaneamente le proprie fabbriche in città. In una nota, Foxconn ha confermato la sospensione della produzione agli impianti di Longhua e Guanlan fino a ulteriore avviso da parte dell'amministrazione locale, e ha attivato piani per utilizzare strutture in altre città per sostenere la produzione. Con un avviso simile anche la sussidiaria GIS (General Interface Solution) che conta tra i propri clienti Apple e Samsung, ha confermato lo stop alla produzione nell'impianto di Shenzhen. Un altro fornitore chiave dell'azienda guidata da Tim Cook, la taiwanese Unimicron, ha fermato la produzione a Shenzhen a partire da oggi.
In città anche il trasporto pubblico è stato sospeso, così come la ristorazione al chiuso, mentre tutti i locali pubblici, esclusi i negozi di alimentari e le farmacie, sono stati chiusi. Tre giri di test per tutti i residenti, ai quali è stato consigliato di evitare di lasciare la città a meno che non sia necessario.

Stessa sorte è toccata alla provincia nord-orientale di Jilin, al confine con la Corea del Nord. Qui dal primo marzo i casi sono saliti a 4.605. Le autorità stanno costruendo quattro ospedali temporanei per ospitare oltre 10mila pazienti affetti da coronavirus. La città di Jilin e il capoluogo Changchun le più colpite. Quest’ultima - 9 milioni di persone - è già in lockdown da venerdì costringendo la Toyota - questa che è la capitale cinese dell’automotive - a sospendere le operazioni nel proprio stabilimento. Pure la Volkswagen ha sospeso gli impianti in città fino a mercoledì prossimo. "Il meccanismo di risposta all'emergenza in alcune aree non è abbastanza solido", ha detto il vicedirettore della commissione sanitaria della provincia di Jilin, Zhang Yan, in una conferenza stampa. Il sindaco e il vice capo del partito della città di Jilin, il direttore della commissione sanitaria di Changchun e il capo del partito di un'università di Jilin sono tra gli almeno 26 funzionari che sono stati licenziati o puniti per le loro presunte scarse risposte all'attuale epidemia, hanno riferito i media statali.

A Shanghai, le autorità hanno chiuso alcuni complessi residenziali e interrotto il servizio di autobus interurbani, richiedendo che tutti i nuovi arrivati abbiano un test negativo per il coronavirus prima di entrare in città. Ai residenti è stato detto di non partire se non in caso di assoluta necessità.

Questa mattina è stata chiusa la Shanghai Tower, il secondo edificio più alto del mondo. Chiusa con lavoratori e visitatori all’interno: vietato lasciare l’edificio fino a quando tutti non verranno testati, riporta l’agenzia Bloomberg.

Chiusure anche Qingdao, dove il distretto di Laixi - oltre 700mila persone - è stato messo in isolamento. Il numero di navi container in attesa al largo di Qingdao, uno dei più grandi porti cinesi, sta continuando a crescere. Circa 72 navi sono state avvistate al largo oggi, quasi il doppio rispetto alla fine di febbraio, secondo i dati di Bloomberg.

Misure che si inaspriscono anche nella capitale Pechino: sospese tutte le lezioni di doposcuola dopo che un istituto è stato chiuso a causa di un caso.