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Cina e Usa, con la guerra in Ucraina è in gioco il futuro delle relazioni. Le diplomazie aprono la strada al contatto Biden-Xi

La delegazione Usa con il Consigliere per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan, a Roma (afp)
Nell'incontro a Roma tra gli emissari, le due superpotenze hanno messo le carte sul tavolo, senza registrare passi avanti concreti e cercando di evitare la rottura. Ma la stampa di Pechino attacca: "Gli Usa vogliono sfruttare il mondo intero per espandere i propri interessi strategici"
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PECHINO - Colloqui "sostanziali" garantisce la parte americana. "Costruttivi" li definiscono i cinesi. In attesa di capire se ci sarà una seconda puntata dell'incontro andato in scena ieri a Roma tra il Consigliere per la sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan e l'inviato di Xi Jinping per la politica estera Yang Jiechi, a leggere i comunicati ufficiali sembrerebbe essere stato in realtà un dialogo tra sordi.

La riunione di ieri è servita ad entrambe le parti a mettere le carte sul tavolo, ognuno a ribadire le proprie posizioni. Come ci si aspettava alla vigilia, risultati concreti o accordi specifici nell'immediato non sono emersi. 

Yang Jiechi, inviato di Pechino per la politica estera (ansa)

 

Appena otto righe il comunicato della Casa Bianca, dove si sottolinea "l'importanza di tenere aperte linee di c…

PECHINO - Colloqui "sostanziali" garantisce la parte americana. "Costruttivi" li definiscono i cinesi. In attesa di capire se ci sarà una seconda puntata dell'incontro andato in scena ieri a Roma tra il Consigliere per la sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan e l'inviato di Xi Jinping per la politica estera Yang Jiechi, a leggere i comunicati ufficiali sembrerebbe essere stato in realtà un dialogo tra sordi.

La riunione di ieri è servita ad entrambe le parti a mettere le carte sul tavolo, ognuno a ribadire le proprie posizioni. Come ci si aspettava alla vigilia, risultati concreti o accordi specifici nell'immediato non sono emersi. 

Yang Jiechi, inviato di Pechino per la politica estera (ansa)

 

Appena otto righe il comunicato della Casa Bianca, dove si sottolinea "l'importanza di tenere aperte linee di comunicazione tra Stati Uniti e Cina". Molto più prolissa la parte cinese, che di comunicati addirittura ne sforna due. Nel primo si pone l'accento sul fatto che "entrambe le parti hanno condotto una comunicazione sincera, approfondita e costruttiva sulle relazioni tra Cina e Stati Uniti". Qui la questione ucraina non viene nemmeno menzionata. Anzi, è Taiwan a occupare buona parte del dispaccio cinese. "Grave preoccupazione e ferma opposizione alle recenti parole e azioni sbagliate della parte statunitense sulle questioni relative a Taiwan. Qualsiasi tentativo di sostenere le forze separatiste indipendentiste di Taiwan, o di giocare la carta Taiwan e usare la questione di Taiwan per contenere la Cina sarà inutile".

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Qualche minuto più tardi arriva il secondo comunicato, incentrato sulla crisi ucraina. Due comunicati diversi come a voler sottolineare: non mischiate le due questioni. Qui Yang ripete la linea ufficiale adottata dal Partito in queste settimane: "Sostenere i colloqui Russia-Ucraina", "rispettare la sovranità e l'integrità territoriale di tutti i Paesi", "esercitare la massima moderazione, proteggere i civili e prevenire una crisi umanitaria su larga scala". Con le due righe finale del comunicato a ribadire la linea sulle accuse che Pechino possa essere pronta ad aiutare militarmente Mosca: "La parte cinese si oppone risolutamente a qualsiasi parola e azione che diffonde informazioni false, o distorce e scredita la posizione della Cina". 

"Il tono relativamente moderato - in un periodo di dure recriminazioni da entrambe le parti - suggerisce uno sforzo per preservare lo spazio diplomatico per una chiamata tra il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il presidente cinese Xi Jinping nei prossimi giorni. Il fallimento - o una conversazione improduttiva - sarebbe un segnale infausto, dato che la posizione della Cina sull'Ucraina è un potenziale punto di svolta nel rapporto", sostengono gli analisti di Eurasia Group. 

Toni meno concilianti, invece, li ha usati questa mattina certa stampa cinese. Come l'agguerrito Global Times, il tabloid in lingua inglese del Partito, che in un editoriale scrive: "Se gli Stati Uniti vogliono davvero fare 'sforzi continui per mantenere aperte le linee di comunicazione' tra i due paesi, dovrebbero almeno mostrare prima la loro sincerità. Gli Stati Uniti sono l'istigatore della crisi ucraina; tuttavia, vogliono sfruttare il mondo intero per espandere i propri interessi strategici. Se Washington vuole legare forzatamente le relazioni Cina-Usa alla crisi Russia-Ucraina, è sulla strada sbagliata e sarà sicuramente delusa. La crisi Russia-Ucraina è degna di essere discussa, ma non in questo modo. Un proverbio cinese dice: "Lascia che chi ha legato il campanello al collo della tigre lo tolga". Il problema che è stato creato dagli Stati Uniti non può e non deve essere risolto dalla Cina".