Satelliti, droni e radar volanti: così la Nato avvisa Kiev di come si muovono i russi
di Floriana Bulfon , di Floriana BulfonUn aiuto invisibile, ma importante quanto i missili Javelin e Stinger che l'Occidente dona all'Ucraina: le informazioni sui movimenti dell'armata di Putin e soprattutto sugli aerei russi che bombardano le città. Lo scambio di dati tra la Nato e Kiev è stato rivelato da Air Force Magazine e non smentito. La pubblicazione americana, molto vicina al Pentagono, cita fonti ufficiali e spiega: "Gli assetti di intelligence, sorveglianza e ricognizione degli Stati Uniti e della Nato sul fianco orientale dell'Alleanza stanno fornendo informazioni tattiche all'aviazione ucraina, anche se gli Stati Uniti sono molto attenti a evitare passi che possano essere interpretati come escalatori". Una trasmissione segreta che fa arrivare al quartiere generale di Kiev le informazioni raccolte dalle squadriglie che volano senza sosta sui confini della Polonia e della Romania per vigilare sulle attività degli invasori.
Soprattutto i Boeing E-3 AWACS p…
Un aiuto invisibile, ma importante quanto i missili Javelin e Stinger che l'Occidente dona all'Ucraina: le informazioni sui movimenti dell'armata di Putin e soprattutto sugli aerei russi che bombardano le città. Lo scambio di dati tra la Nato e Kiev è stato rivelato da Air Force Magazine e non smentito. La pubblicazione americana, molto vicina al Pentagono, cita fonti ufficiali e spiega: "Gli assetti di intelligence, sorveglianza e ricognizione degli Stati Uniti e della Nato sul fianco orientale dell'Alleanza stanno fornendo informazioni tattiche all'aviazione ucraina, anche se gli Stati Uniti sono molto attenti a evitare passi che possano essere interpretati come escalatori". Una trasmissione segreta che fa arrivare al quartiere generale di Kiev le informazioni raccolte dalle squadriglie che volano senza sosta sui confini della Polonia e della Romania per vigilare sulle attività degli invasori.
Soprattutto i Boeing E-3 AWACS progettati per intercettare anche a distanza di centinaia di chilometri gli aerei ostili. Radar volanti che tracciano i nemici, anche più d'uno in contemporanea, e riescono a informare in tempo reale i comandi a terra, in mare o in volo. Il problema è come far arrivare le notizie agli ucraini senza correre il rischio di venire scoperti dai russi.
SPECIALE. Sentieri di guerra a cura di Gianluca Di Feo
Gli AWACS infatti utilizzano il sistema di comunicazione cifrato Link16, valido solo per i Paesi Nato: una tecnologia segreta mai consegnata alle autorità di Kiev. Da alcuni anni però sarebbe stato inventato un metodo per condividere quello che i radar atlantici vedono con la rete di difesa ucraina, che utilizza ancora apparati di origine sovietica. La conversione è stata sperimentata durante le esercitazioni congiunte a cui le forze ucraine hanno partecipato negli scorsi anni. "Si tratta di una sorta di joint data network a cui l'Ucraina sta lavorando da tempo perché un sistema integrato era il prerequisito per entrare nella Nato. Di fatto le informazioni vengono decodificate e poi codificate per essere lette dal sistema ucraino. In questo modo sono trasmesse in tempo reale", spiega Gianni Cuozzo, esperto di cyberwarfare che ha tenuto sessioni di lavoro alle Nazione Unite sugli armamenti informatici e l'embedded security and exploitation, ovvero le nuove frontiere della guerra elettronica.
Questa complessa operazione informatica permetterebbe di accelerare i tempi e consentire la reazione della contraerea che protegge Kiev. Con i metodi convenzionali, il comando Nato in Polonia doveva consegnare le informazioni scritte agli ufficiali di collegamento ucraini che poi le trasmettevano al loro quartiere generale: un passaparola che durava almeno 40 minuti tra l'avvistamento dei bersagli e l'attivazione delle difese. Troppo per affrontare caccia alla velocità del suono. Ora accade in tempo reale e "non è nemmeno intercettabile dai russi. I dati sono cifrati, puoi gemmarli e disturbarli ma devi andare molto vicino alle stazioni di puntamento e gli AWACS si muovono nello spazio aereo Nato" chiarisce Cuozzo.
Non solo. La presenza degli AWACS sembra costringere Putin a limitare l'uso di alcuni dei suoi strumenti di guerra più sofisticati come i sistemi d'arma antiaerei a lungo raggio, progettati per neutralizzare velivoli da attacco e missili. "Con le batterie degli S-400 schierate sul suo territorio, Mosca potrebbe tenere sotto controllo quasi tutta l'Ucraina- spiega Cuozzo- ma l'attivazione dei radar 96L7-TsP che guidano questi missili sarebbe intercettata dagli AWACS e in questo modo rivelerebbero informazioni finora top secret sulla loro nuova generazione di armi russe". Per prendere il dominio dei cieli, il Cremlino sarebbe obbligato a svelare alla Nato il funzionamento dei suoi missili più segreti.
Secondo Air Force Magazine, oltre alle informazioni ottenute dagli AWACS verrebbero condivise con Kiev anche le notizie raccolte dal Nato Alliance Ground Surveillance: sono i droni da ricognizione GlobalHawk che decollano dalla base siciliana di Sigonella e volano sulla parte meridionale del Mar Nero e sulla Romania, monitorando il terreno con radar speciali e intercettando le comunicazioni radio russe.