Teheran libera l'anglo-iraniana Nazanin Zaghari-Ratcliffe
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA. Dopo sei anni, Nazanin Zaghari-Ratcliffe è libera e sta ritornando dall’Iran in Regno Unito. Lo rivela il suo avvocato e lo confermano le autorità iraniane, per quello che sembra essere il lieto fine di una storia drammatica e commovente. Festeggia il marito Richard Ratcliffe, che lo scorso inverno era di nuovo entrato in sciopero della fame davanti al Foreign Office britannico per esortare le autorità a fare il massimo per chiedere la liberazione della moglie, attesa a Londra anche dalla loro figlia di Gabriella, di 7 anni. Fiato sospeso dell’intero Paese, che aspettava questa notizia da molto tempo.
L'anglo-iraniana Nazanin Zaghari-Ratcliffe, 44 anni, ha passato gli ultimi sei in carcere a Teheran per una storia kafkiana. Un incubo simile a quello del ricercatore di Torino Ahmadreza Djalali, tuttora detenuto nella capitale iraniana. Zaghari-Ratcliffe, già impiegata amministrativa nelle fondazioni Thomson Reuters e Bbc World …
LONDRA. Dopo sei anni, Nazanin Zaghari-Ratcliffe è libera e sta ritornando dall’Iran in Regno Unito. Lo rivela il suo avvocato e lo confermano le autorità iraniane, per quello che sembra essere il lieto fine di una storia drammatica e commovente. Festeggia il marito Richard Ratcliffe, che lo scorso inverno era di nuovo entrato in sciopero della fame davanti al Foreign Office britannico per esortare le autorità a fare il massimo per chiedere la liberazione della moglie, attesa a Londra anche dalla loro figlia di Gabriella, di 7 anni. Fiato sospeso dell’intero Paese, che aspettava questa notizia da molto tempo.
L'anglo-iraniana Nazanin Zaghari-Ratcliffe, 44 anni, ha passato gli ultimi sei in carcere a Teheran per una storia kafkiana. Un incubo simile a quello del ricercatore di Torino Ahmadreza Djalali, tuttora detenuto nella capitale iraniana. Zaghari-Ratcliffe, già impiegata amministrativa nelle fondazioni Thomson Reuters e Bbc World Service Trust che forma giornalisti in Iran, era stata accusata da Teheran di “spionaggio”, "attività sovversiva” e "propaganda contro lo Stato islamico dell’Iran” dopo aver "partecipato a una manifestazione davanti all'ambasciata di Teheran a Londra nel 2009”, oltre ad aver avuto "contatti con Bbc Persian". A nulla sono servite le proteste sue, del governo britannico e di Amnesty International negli anni, e nemmeno altri due scioperi della fame della donna, che si è sempre detta innocente: in tutto cinque anni in carcere, di cui uno in isolamento, e altri dodici mesi agli arresti domiciliari.
In realtà, seppur mai confermato ufficialmente, Nazanin Zaghari-Ratcliffe è sembrata essere la vittima sacrificale di un duro scontro politico tra i due Paesi che si protraeva da decenni. La svolta della liberazione, infatti, sarebbe avvenuta dopo il pagamento di un vecchio debito di Londra nei confronti di Teheran: ovvero 400 milioni di dollari per 1.500 carri armati Chieftain e altri mezzi militari, pagati dall'Iran che però il Regno Unito non consegnò mai dopo la caduta dello Scià nel 1979. Ma la vicenda della donna è stata complicata anche da una gaffe del primo ministro Boris Johnson. Il quale, all'epoca dell’arresto di Nazanin era ministro degli Esteri britannico e aggravò la posizione della donna agli occhi delle autorità di Teheran definendola "insegnante di alcuni studenti iraniani”, cosa sempre smentita dalla famiglia.