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Il fronte del mare. Ecco perché Odessa e Mariupol sono così importanti per la Russia

Sono i due punti cardinali su cui si gioca una parte cospicua della strategia di guerra. Averle in pugno vorrebbe dire controllare l’asse principale della logistica civile e militare ucraina, e strumenti decisivi per l’economia
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Dopo Mariupol, devastata da bombardamenti incessanti, l’attacco decisivo dei russi sul fronte sud ucraino punta ormai al suo obiettivo più ambizioso: Odessa. Sono i due punti cardinali su cui si gioca una parte cospicua della strategia di guerra russa. Averle in pugno vorrebbe dire controllare l’asse principale della logistica civile e militare ucraina, e asset decisivi per l’economia di Kiev. Ecco, dunque, perché sono così importanti per il presidente russo Vladimir Putin e per i suoi piani di invasione dell'Ucraina.

Il controllo dei mari

Il primo punto, il più evidente, è il controllo dei mari: Mariupol, un porto importante con fondali adeguati a navi di un certo cabotaggio, è lo snodo principale del mare di Azov, che lo stretto di Kerch – in cui un lungo ponte unisce la Crimea e la Russia - separa dal Mar Nero. E’ la seconda città più importante nella regione di Donetsk, il cuore del D…

Dopo Mariupol, devastata da bombardamenti incessanti, l’attacco decisivo dei russi sul fronte sud ucraino punta ormai al suo obiettivo più ambizioso: Odessa. Sono i due punti cardinali su cui si gioca una parte cospicua della strategia di guerra russa. Averle in pugno vorrebbe dire controllare l’asse principale della logistica civile e militare ucraina, e asset decisivi per l’economia di Kiev. Ecco, dunque, perché sono così importanti per il presidente russo Vladimir Putin e per i suoi piani di invasione dell'Ucraina.

Il controllo dei mari

Il primo punto, il più evidente, è il controllo dei mari: Mariupol, un porto importante con fondali adeguati a navi di un certo cabotaggio, è lo snodo principale del mare di Azov, che lo stretto di Kerch – in cui un lungo ponte unisce la Crimea e la Russia - separa dal Mar Nero. E’ la seconda città più importante nella regione di Donetsk, il cuore del Donbass, ed era la decima più popolata nell’intera Ucraina.

Odessa invece è la quarta città ucraina per numero di abitanti, ma la sua importanza va molto al di là della questione demografica: controlla l'accesso sul Mar Nero e il suo porto è il polmone economico ucraino da cui transitano gli scambi con l’Europa e l’Asia.

LA MAPPA DEL CONFLITTO

I bastioni militari del Sud  

“Mariupol – dice a Repubblica Mykola Volkivskyi, analista e consulente parlamentare - dovrebbe essere considerata non solo come un importante centro di trasporto o industriale, ma anche un punto strategico del Sud e dell'Est: la fortezza ucraina in mare. La cattura di questo porto da parte dei russi consentirebbe non solo di stabilire una catena logistica dalla Russia fino alla Crimea attraverso le terre occupate del sud, ma anche di raggruppare le truppe per una nuova offensiva. Mariupol sta resistendo, la sua caduta accelererebbe l'offensiva della Russia che Kiev non si può permettere”.

Quanto a Odessa, “è un obiettivo culturale e politico che Putin ha menzionato molte volte nei suoi discorsi – dice Volkivskyi - specialmente alla vigilia della dichiarazione di guerra. E’ una città con più di un milione di abitanti, con molte fabbriche, una rete di porti anche intorno alla città e un accesso diretto alla piattaforma energetica. Inoltre, è un simbolo importante nell'ideologia di Mosca: non sono riusciti a prenderla nel 2014 e non credo riusciranno nemmeno ora: la difesa di Odessa assomiglierà a quella di Kiev: non è solo un bastione, sono le "Alpi ucraine" per gli invasori. Se le truppe russe proveranno a sfondare, la battaglia durerà a lungo. Senza il controllo di Odessa e Mariupol, la Russia non controllerà il sud dell'Ucraina e il Mar Nero, e non sarà in grado di continuare l’avanzata: sono due spine in gola, per Putin”.

Il collegamento Russia-Crimea-Transnistria

Se c’è un obiettivo che per Mosca sarebbe fondamentale raggiungere, il primo della lista è il controllo della fascia terrestre che unisce il confine russo alla Crimea e alla Transnistria. Una piccola parte del lavoro è fatta, per il Cremlino, ma a un costo umano e militare esorbitante e con scarse garanzie di tenuta. Mariupol, che resiste strenuamente, è la prima città importante venendo dalla russa Rostov sul Don, una volta attraversato il confine e poi la striscia sul Mar Nero controllata dalla autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk. Poi c'è Melitopol, che è stata espugnata rapendo il sindaco e sostituendolo con una sindaca compiacente. Se cadesse Mariupol, la Crimea non sarebbe più isolata via terra (prima era raggiungibile solo dal ponte di Kerch). Il passo successivo è continuare verso Ovest: sull’estuario del fiume Dnipro si combatte e si bombarda, Kerson è stata presa e persa e ripresa ed è devastata. Mykolaiv è stata dilaniata dai bombardamenti, che ora si stanno estendendo a tutta la costa e a Odessa. E’ la via che porta alla Transnistria, l’enclave in Moldavia controllata da Mosca: se cadranno Odessa e Mariupol, Mosca avrà in pugno il corridoio tra Rostov, la Crimea e la Transnistria, tagliando fuori i collegamenti e i rifornimenti per Kiev attraverso il Mar Nero.

Le chiavi logistiche ed economiche

La regione di Odessa, dove sfocia il Danubio, è il terminale del canale Reno-Meno-Danubio che collega l'Europa settentrionale e centrale con il Medio Oriente e l’Asia, unendo con una via d’acqua navigabile il Mar Nero al Mare del Nord e all'Oceano Atlantico. La sinergia con il sistema ferroviario e con l’aeroporto internazionale rendono Odessa una vera chiave logistica per l’Ucraina e uno snodo fondamentale per la stessa Europa. Il porto di Odessa è collegato a più di 600 porti in cento Paesi: non è un caso che la città sia gemellata con Genova, il porto e l’hub logistico più importante d’Italia. Dal porto di Illichivsk, contiguo a Odessa, passa la Nuova Via della Seta: 5.400 chilometri via mare e terra per portare prodotti agricoli, industriali e alimentari dall’Unione Europea alla Cina passando dalla Georgia, dall’Azerbaijan e dal Kazakhstan. A Odessa si raffina il petrolio e si stocca e trasporta il gas del Caspio e del Medio Oriente, dell'Asia e della Russia. E la regione è un immenso granaio, dal porto di Odessa salpavano cereali destinati ai nostri mercati e alle nostre aziende alimentari.

Mariupol invece è lo snodo portuale del carbone, dell’acciaio e del grano del Donbass: è il terminal naturale di una regione in cui la steppa è un infinito granaio disteso su enormi giacimenti di carbone e minerari. La ferrovia che collega la città a Donetsk era il rubinetto, ormai chiuso dalla guerra iniziata nel 2014, verso i trasporti via mare.

La questione etnica e la strage del 2014

Sia Mariupol che Odessa sono ampiamente russofone, e ospitano vaste comunità etnicamente o culturalmente russe o russofile. Odessa è ancora bagnata dal sangue di una strage orribile, quella del 2 maggio 2014: nella Casa dei sindacati morirono 48 persone, arse vive dagli estremisti di destra ucraini perché protestavano contro il nuovo governo nato dalla rivoluzione di Majdan e dalla caduta di Yanukovich. E’ la città della rivolta operaia della Prima rivoluzione russa, nel 1915; la città del pogrom del 1941, del massacro di civili da parte delle truppe romene e tedesche che decimò decine di migliaia di ebrei. E’ la città che l’Armata rossa riconquistò nel 1917 e poi di nuovo nel 1944, liberandola dai nazisti.

Mariupol è il quartier generale del Battaglione Azov, che è accusato da associazioni indipendenti come Amnesty di aver commesso crimini di guerra e torture ai danni dei prigionieri nella guerra con i miliziani filorussi che hanno occupato il Donbass: il battaglione, ormai parte integrante delle forze armate ucraine, è l’obiettivo numero uno quando il Cremlino dice di voler denazificare l’Ucraina. Per gli ucraini sono patrioti e nazionalisti, in Occidente sono considerati una banda neonazista che adotta una serie di simboli che richiamano direttamente le Ss e il nazismo. Per Mosca sono i primi responsabili dei massacri nel Donbass occupato.