Guerra in Ucraina: Kiev neutrale, bozza di accordo per la tregua
dal nostro inviato Corrado Zunino , dal nostro inviato Corrado ZuninoLEOPOLI - Mai, in tre settimane di guerra, si era andati così avanti nell'immaginare una tregua. I russi bombardano ancora, sulle città e sui civili, gli ucraini diffidano di tutto, ma il terzo giorno del quarto round di trattativa - è il round che si sta facendo in videochiamata dopo gli infruttuosi viaggi delle delegazioni in Bielorussia - registra l'ingresso di parole che rimandano a una qualche pace: cessate il fuoco e ritiro.
C'è distanza tra le parti, e come potrebbe essere diversamente. Russia e Ucraina si attribuiscono reciprocamente punti di vista smentiti a giro di agenzia, ma adesso Vladimir Putin riconosce un popolo e una nazione che il 24 febbraio aveva invaso come fossero un proprio dominio. Pur nella propaganda che resiste, "dobbiamo finire l'operazione speciale", ieri il leader russo ha assicurato: "Non siamo a Kiev per occuparla".
È emersa grazie al Financial Times una bozza di tregua …
LEOPOLI - Mai, in tre settimane di guerra, si era andati così avanti nell'immaginare una tregua. I russi bombardano ancora, sulle città e sui civili, gli ucraini diffidano di tutto, ma il terzo giorno del quarto round di trattativa - è il round che si sta facendo in videochiamata dopo gli infruttuosi viaggi delle delegazioni in Bielorussia - registra l'ingresso di parole che rimandano a una qualche pace: cessate il fuoco e ritiro.
C'è distanza tra le parti, e come potrebbe essere diversamente. Russia e Ucraina si attribuiscono reciprocamente punti di vista smentiti a giro di agenzia, ma adesso Vladimir Putin riconosce un popolo e una nazione che il 24 febbraio aveva invaso come fossero un proprio dominio. Pur nella propaganda che resiste, "dobbiamo finire l'operazione speciale", ieri il leader russo ha assicurato: "Non siamo a Kiev per occuparla".
È emersa grazie al Financial Times una bozza di tregua con quindici punti al suo interno: nessuno la smentisce, solo che gli uomini più vicini a Zelensky sostengono che contenga unicamente il punto di vista dei russi. Quel documento prevede un ritiro delle truppe occupanti di fronte all'assicurazione degli occupati che in territorio ucraino non ci saranno basi militari straniere. Né ora né mai. La "smilitarizzazione" del vicino minore, che ha sempre preteso Putin, accompagnando la richiesta con una non ancora spiegata "denazificazione". "Il nostro obiettivo è il disarmo dell'Ucraina", aveva detto la mattina il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov. L'ascoltato consigliere della presidenza ucraina, Mikhail Podoliak, ha voluto sottolineare come le uniche cose che la sua parte confermava erano "il cessate il fuoco, il ritiro delle truppe russe e le garanzie di sicurezza da ottenere da un certo numero di Paesi".
Il presidente Zelensky ha già detto che l'Ucraina non entrerà nella Nato - e quindi questo elemento dovrà essere tolto dalla Costituzione - e il processo di ingresso nell'Unione europea è in una fase preliminare, di partnership. Non accetterà mai però, come richiesto dalla controparte, di portare le armi leggere e pesanti del suo esercito nei depositi militari indicati dai russi fino a quando non assisterà al ritiro delle loro truppe dal territorio violato e, novità, l'Ucraina non potrà contare sulla protezione di "un'unione di Paesi responsabili". Il documento anticipato parla di tre Paesi tutor: Stati Uniti, Gran Bretagna e Turchia, quest'ultima diventata primo mediatore internazionale in contesa con Israele per il ruolo. Recep Tayyip Erdogan ieri ha chiamato Zelensky e ha detto che è necessario un cessate il fuoco, il presidente ucraino ha replicato: "Non deponiamo le armi".
Kiev non accetterà una neutralità senza difesa, consapevole che lo status di Paese neutro, esistente dal 1991, non ha impedito perdite di territorio e attacchi da Est: "Se all'occupazione della Crimea avessimo reagito otto anni fa, oggi non saremmo in guerra". Il capo delegazione russo, Vladimir Medinsky, concede che l'Ucraina possa avere un proprio esercito e una forza navale, "una neutralità parziale come Svezia e Austria". E sulla Crimea e le aree indipendentiste delle due regioni del Donbass - Donetsk e Lugansk - Zelensky potrebbe essere pronto a concessioni.
In questo ventunesimo giorno va registrato il primo colloquio ad alto livello tra Stati Uniti e Russia. Il consigliere della Casa Bianca per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan, ha detto al segretario del Consiglio di sicurezza russo, Nikolay Patrushev: "Se la Russia è seria sulla diplomazia dovrebbe smettere di attaccare città e villaggi". Il presidente Joe Biden ha annunciato un altro miliardo di dollari per acquistare armi da girare alla resistenza ucraina e sul terreno del conflitto sono in arrivo ottocento sistemi antiaerei C-300 e novemila mortai Sterak.
Putin, impantanato nell'assedio delle grandi città (fin qui ha preso solo Cherson, Melitopol e pezzi del Donbass, ieri Ivankiv), vuole uno straccio di vittoria militare riconoscibile e spera nel crollo dell'esausta Mariupol e di Odessa. Le conquiste a sud gli consentirebbero di trattare da una posizione di forza. Il Paese Ucraina è già in uno stato di macerie diffuse: dopo 900 missili esplosi sul suo territorio, 3.500 strutture primarie sono distrutte e una conta della distruzione bellica già allinea danni per 120 miliardi di dollari.