Ucraina, la controffensiva di Voznesensk: il villaggio resiste e caccia l'invasore
di Paolo Brera , di Paolo BreraMeglio dirlo sottovoce perché poi magari finirà come a Energodar, non fai in tempo a fare la "v" di vittoria per il coraggio della gente che respinge i carrarmati a mani nude, tenendoli lontani dalla centrale nucleare più grande d'Europa, ed ecco che i russi tornano in forze doppie e sparano, conquistano e distruggono. Però a Voznesensk - nell'entroterra di Odessa e Mikholaiv, in direzione di Kiev - i russi le hanno prese sul serio.
Una carneficina, la peggiore sconfitta di questa "operazione speciale" che sventra palazzi e squarta civili, ma massacra pure gli invasori. Quarantasette blindati contro 35mila anime e qualche lanciagranate, e ora ecco nei video i cadaveri dei soldati della 43esima armata Stavropol ammassati nei sacchi di cellophane verde nella cella frigo di un treno. Una tragedia. Squinternato a bordo strada c'è un blindato con la Z bianca; un ucraino in mimetica ride del tizzone abbrustolito di un…
Meglio dirlo sottovoce perché poi magari finirà come a Energodar, non fai in tempo a fare la "v" di vittoria per il coraggio della gente che respinge i carrarmati a mani nude, tenendoli lontani dalla centrale nucleare più grande d'Europa, ed ecco che i russi tornano in forze doppie e sparano, conquistano e distruggono. Però a Voznesensk - nell'entroterra di Odessa e Mikholaiv, in direzione di Kiev - i russi le hanno prese sul serio.
Una carneficina, la peggiore sconfitta di questa "operazione speciale" che sventra palazzi e squarta civili, ma massacra pure gli invasori. Quarantasette blindati contro 35mila anime e qualche lanciagranate, e ora ecco nei video i cadaveri dei soldati della 43esima armata Stavropol ammassati nei sacchi di cellophane verde nella cella frigo di un treno. Una tragedia. Squinternato a bordo strada c'è un blindato con la Z bianca; un ucraino in mimetica ride del tizzone abbrustolito di un carrarmato T-72B3. Una coppia di anziani respinge soldati affamati dal cortile: "Fuori, vi comportate come i nazisti!".
LA MAPPA DEL CONFLITTO
Anche a Voznesensk c'era una centrale nucleare da conquistare: quella di Pìvdennoukraïns'ka è 20 chilometri a nord; e poi con questo crocevia strategico i russi avrebbero chiuso la porta e rubato la chiave dei collegamenti tra la capitale e il Sud. E invece niente, i soldati ucraini e la difesa territoriale li hanno affrontati con i missili a spalla della guerriglia, con i kalashnikov e le molotov: li hanno decimati e dispersi, e di quei 47 blindati nel restano trenta abbandonati, squassati o bruciati.
È durata due settimane: il 3 marzo i russi si sono presentati con una trentina di tank alle porte di questa cittadina di case basse e architetture popolari, e al sindaco Yevhen Velychko non è bastato buttar giù due ponti e chiudere il gas per salvare il suo municipio dalla brutalità dell'assalto. Giorni cupi di battaglia, bombardamenti e resistenza, i civili a pregare e sperare, un treno di profughi in fuga. Qualche quartiere cade, ma i giorni passano e i soldati hanno fame. La città si difende: sono russofoni ma nessuno ha steso un tappeto ai russi "liberatori", li hanno presi a fucilate e improperi. I russi fan venire gli elicotteri d'assalto e gli ucraini gliene buttano giù uno tra i campi di grano.
Tra l'8 e il 9 marzo si ritirano e si concentrano per riattaccare in forze, e invece prendono in testa una quantità di piombo che li fa a pezzi. Mica se l'aspettavano un'accoglienza simile: "Non avevamo un solo carro armato contro di loro, solo i lanciagranate, i missili Javelin e l'aiuto dell'artiglieria", racconta Vadym Dombrovsky, ufficiale delle forze speciali ucraine, all'inviato del Wsj Yaroslav Trofimov: "I russi non si aspettavano che fossimo così forti. Una sorpresa, per loro. Presa Voznesensk, avrebbero tagliato fuori l'intero sud dell'Ucraina". Con la battaglia a Mykolaiv in stallo, speravano di passare dai ponti di Voznesensk per chiudere Odessa nella morsa da terra. Macché, tutto perduto e un centinaio di soldati morti. Questa "operazione speciale" impantanata in un'epica sconfitta è l'emblema dei guai del Cremlino.