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La Bielorussia torna a spingere i profughi in Europa

La guerra ibrida di Lukashenko: manda siriani e afghani verso la Polonia, passando dall'Ucraina
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PRZEMYSL (POLONIA) - La "guerra ibrida" di Aleksandr Lukashenko contro l'Europa prosegue, più cinica che mai. L'inverno scorso il dittatore bielorusso aveva attirato migliaia di profughi dal Medio Oriente e li aveva spinti verso la frontiera polacca, per aumentare la pressione sull'Europa, per vendicarsi contro le sanzioni occidentali. Il governo polacco di Mateusz Morawiecki, quello della "tolleranza zero" contro i rifugiati, aveva eretto una barriera di soldati e di filo spinato per non lasciarli passare. Le loro drammatiche epopee avevano commosso il mondo, finché il mondo li aveva dimenticati. E molti erano ancora lì il 24 febbraio, al freddo nei boschi di confine, quando Putin ha sferrato il suo feroce attacco al l'Ucraina.

Ora sta emergendo una nuova fase del dramma dei profughi intrappolati in Bielorussia. Secondo diverse fonti, la polizia li starebbe costringendo a spostarsi verso l'Ucraina,  spingendoli …

PRZEMYSL (POLONIA) - La "guerra ibrida" di Aleksandr Lukashenko contro l'Europa prosegue, più cinica che mai. L'inverno scorso il dittatore bielorusso aveva attirato migliaia di profughi dal Medio Oriente e li aveva spinti verso la frontiera polacca, per aumentare la pressione sull'Europa, per vendicarsi contro le sanzioni occidentali. Il governo polacco di Mateusz Morawiecki, quello della "tolleranza zero" contro i rifugiati, aveva eretto una barriera di soldati e di filo spinato per non lasciarli passare. Le loro drammatiche epopee avevano commosso il mondo, finché il mondo li aveva dimenticati. E molti erano ancora lì il 24 febbraio, al freddo nei boschi di confine, quando Putin ha sferrato il suo feroce attacco al l'Ucraina.

Ora sta emergendo una nuova fase del dramma dei profughi intrappolati in Bielorussia. Secondo diverse fonti, la polizia li starebbe costringendo a spostarsi verso l'Ucraina,  spingendoli a entrare in un Paese in guerra per indurli a mescolarsi ai rifugiati ucraini e trovare la via dell'Europa attraverso il confine affollatissimo con la Polonia. Secondo una fonte della dogana, numerosi profughi siriani o mediorientali intercettati al confine avrebbero avuto infatti un timbro ucraino sul passaporto successivo al 24 febbraio, sintomo che sarebbero entrati dalla Bielorussia in Ucraina dopo l'inizio della guerra e che poi avrebbero cercato di proseguire per l'Europa attraverso la parte aperta e non blindata della frontiera polacca.

Quello che i siriani e gli afghani arrivati in Polonia, scampando alla trappola bielorussa e alle bombe in Ucraina, non potevano sapere è che Varsavia ha istituito una sorta di regime per rifugiati di serie "A" e "B". Una legge garantisce 300 zloty, circa 60 euro al giorno, ai rifugiati, e altri fondi a chi li ospita, velocizza le procedure di assunzione o di assistenza pubblica. Ma vale solo per chi ha il passaporto ucraino. Siriani, afghani o iracheni dovranno lasciare la Polonia. Gruppi di neonazisti hanno organizzato ronde a Przemysl, sul confine, per andare a caccia dei disperati non ucraini arrivati dalle zone di guerra. Per loro, non europei, non bianchi, l'inferno per raggiungere l'agognata Europa sembra non finire mai.