La guerra dei media: creativi e vecchi amici sono le armi di Zelensky
dal nostro inviato Fabio Tonacci , dal nostro inviato Fabio TonacciKIEV - Da quando è iniziata la guerra, Volodymyr Zelensky non ha detto una sola parola fuori posto. Le ha messe tutte sapientemente vicino al cuore di chi lo ascolta. Si è rivolto ai deputati e ai senatori americani spiegando che per l'Ucraina "ogni giorno è l'11 settembre", davanti a quelli inglesi ha citato Churchill, col Bundestag ha evocato "il nuovo muro di Berlino innalzato da Putin". Tocca corde patriottiche, genera empatia e, da consumato attore e produttore televisivo, è il primo autore di se stesso. Un talento naturale che è anche ben consigliato.
L'uomo che scrive insieme a lui i discorsi da cui dipende il destino di una nazione intera, infatti, è uno sceneggiatore di serie tv. Si chiama Yuriy Kostyuk, ha meno di quarant'anni ed è uno dei ragazzi del "Kvartal95", la vera arma segreta con cui Zelensky ha già stravinto la battaglia mediatica col Cremlino.
Bisogna torn…
KIEV - Da quando è iniziata la guerra, Volodymyr Zelensky non ha detto una sola parola fuori posto. Le ha messe tutte sapientemente vicino al cuore di chi lo ascolta. Si è rivolto ai deputati e ai senatori americani spiegando che per l'Ucraina "ogni giorno è l'11 settembre", davanti a quelli inglesi ha citato Churchill, col Bundestag ha evocato "il nuovo muro di Berlino innalzato da Putin". Tocca corde patriottiche, genera empatia e, da consumato attore e produttore televisivo, è il primo autore di se stesso. Un talento naturale che è anche ben consigliato.
L'uomo che scrive insieme a lui i discorsi da cui dipende il destino di una nazione intera, infatti, è uno sceneggiatore di serie tv. Si chiama Yuriy Kostyuk, ha meno di quarant'anni ed è uno dei ragazzi del "Kvartal95", la vera arma segreta con cui Zelensky ha già stravinto la battaglia mediatica col Cremlino.
Bisogna tornare un po' indietro nel tempo e allontanarci dal maestoso palazzo Mariinskij di Kiev per trovare le radici di questa storia. La carriera del presidente è cominciata a Kryvy Rih, a metà strada tra Dnipro e Mikolayev, ed è subito volata altissima sulle ali dell'entusiasmo della gioiosa trentina: erano un gruppo di attori, gente di spettacolo, manager, scrittori, avvocati che si conoscevano sin dai tempi delle scuole e che nel 2003 si misero in testa di aprire uno studio di produzione. Lo chiamarono "Kvartal95", Quartiere95, dal nome del distretto di Kryvy Rih in cui abitavano.
Al centro del progetto c'era il carismatico Volodymir. Nel 2005 cominciò ad andare in onda il loro show satirico, tutti lo guardavano e la gioiosa trentina divenne centinaia. Altro successo nel 2015: una serie tv (si trova ancora su Netflix) in cui Zelensky interpreta un maestro di scuola che diventa all'improvviso Capo dello Stato. Si chiamava Servitore del Popolo, dice niente? Nel 2017 i ragazzi del Quartiere95, bravissimi a tenere la scena e strappare l'applauso, fondano il partito populista che prende il nome dalla loro serie tv e l'ex attore Zelensky, in due anni, diventa l'uomo più potente del Paese.
Yuriy Kostyuk, che ha il compito di dare forma scritta alle sue idee, era lo sceneggiatore di Servitore del popolo. Scriveva battute pungenti ma sapeva aggiungere quel tocco di melò che piaceva alle famiglie. Ora ricopre il ruolo di vice capo dell'Ufficio del presidente, una struttura mastodontica e cruciale divisa in direttorati. "Il 70 per cento del contenuto dei discorsi pubblici che avete sentito è farina del sacco di Zelensky, supportato da advisor diplomatici", spiega a Repubblica Sergey Nikiforov, il portavoce. Il resto è lasciato alla creatività di Kostyuk.
I giornali ucraini hanno contato 30 persone che gravitano attorno a Zelensky e che provengono dallo Studio di Kryvy Rih. Anche il capo dell'Ufficio del presidente, il 50 enne Andriy Yermak, è un produttore televisivo del giro del Quartiere95. È l'uomo più fidato, il primo consigliere, con lui Zelensky valuta e decide anche le strategie comunicative in tempi di guerra.
Dal 24 febbraio il leader appare in pubblico solo con indumenti dell'esercito, non importa chi incontra, se l'ultimo dei volontari o il presidente degli Stati Uniti. Ha uno staff di più di 40 persone che curano il cerimoniale, l'immagine, le relazioni con la stampa, i profili social e le uscite pubbliche. Di questi, cinque (tra cui il Sergey Nikiforov) rappresentano l'inner circle che non lo molla un secondo. Sono sempre con lui, lo seguono dalla mattina fino a notte fonda, si preoccupano di mettere sul canale Telegram i suoi videomessaggi quotidiani, che non sono mai meno di tre, traducendoli anche in inglese.
"In media dorme quattro ore al giorno, non si ferma mai e non si può fermare mai. Tutto il suo enturage è mobilitato h24 senza pausa", racconta il portavoce. "È il nostro modo di combattere contro gli invasori venuti da Mosca". Davanti alla telecamera il presidente ci sa stare e lo sapevamo, però c'è qualcosa di più: non sbaglia mai i tempi della comunicazione. Quando i russi hanno diffuso la falsa notizia di una sua presunta fuga all'estero, ci ha messo dieci minuti a sbugiardarli: ha preso il telefono, è sceso in strada e si è fatto un video-selfie davanti a Palazzo Mariinskij, blindatissima sede della presidenza e suo bunker personale che condivide con la moglie Olena Zelenska.
"Quelle sono intuizioni che ha da solo, è un tipo brillante e intelligente e non ha bisogno di spin doctor". Una mossa efficace è stata sicuramente quella di far trasmettere, durante il discorso al Congresso americano, il video di due minuti e mezzo che è il collage della sua Ucraina, della violenza barbara di oggi e della bellezza perduta di ieri. A montarlo, gratis, sono stati i dipendenti di una società di produzione cinematografica privata. Era ben fatto. Era emozionante e non poteva lasciare indifferenti. I vecchi amici del Quartiere95 lo hanno valutato così e hanno deciso di farlo vedere al mondo