Dal teatro di Mariupol alle persone in fila per il pane a Chernihiv: ancora stragi di civili in Ucraina
di Fabio Tonacci , di Fabio TonacciLa ferocia del conflitto inghiotte altre vittime innocenti. A Mariupol è stato bombardato un teatro convertito in rifugio per gli sfollati. Secondo le autorità locali, all'interno c'erano centinaia di persone. C'è chi indica un numero terrificante: 1.200. Sono pezzi di informazione difficili da verificare. Le foto satellitari mostrano che sul terreno accanto al teatro erano state messe due grosse scritte, in russo: "Bambini". Non è chiaro niente, di questa storia. Pare che a colpirlo sia stato un missile sparato da un aereo. Sarebbe stato sventrato anche il palazzo della piscina Neptune, sempre a Mariupol. "Si rifugiavano lì solo donne in gravidanza e bambini piccoli", racconta Maxim Kach, funzionario dell'amministrazione cittadina.
Il Cremlino, come sempre, nega responsabilità. Sostiene che ad attaccare il teatro sia stato il battaglione Azov, i miliziani ultranazionalisti riconosciuti dal ministero …
La ferocia del conflitto inghiotte altre vittime innocenti. A Mariupol è stato bombardato un teatro convertito in rifugio per gli sfollati. Secondo le autorità locali, all'interno c'erano centinaia di persone. C'è chi indica un numero terrificante: 1.200. Sono pezzi di informazione difficili da verificare. Le foto satellitari mostrano che sul terreno accanto al teatro erano state messe due grosse scritte, in russo: "Bambini". Non è chiaro niente, di questa storia. Pare che a colpirlo sia stato un missile sparato da un aereo. Sarebbe stato sventrato anche il palazzo della piscina Neptune, sempre a Mariupol. "Si rifugiavano lì solo donne in gravidanza e bambini piccoli", racconta Maxim Kach, funzionario dell'amministrazione cittadina.
Il Cremlino, come sempre, nega responsabilità. Sostiene che ad attaccare il teatro sia stato il battaglione Azov, i miliziani ultranazionalisti riconosciuti dal ministero della Difesa ucraino. Per Kiev, invece, non ci sono dubbi: "Sono stati i russi". Quante siano le vittime è da accertare, ma il Consiglio comunale di Mariupol parla già di "atto orribile e disumano".
LA MAPPA DEL CONFLITTO
Mosca respinge ogni accusa anche per la strage di Chernihiv, città al confine con la Bielorussia, dove sono morte dieci persone che stavano facendo la fila per un pezzo di pane.
In questo caso, però, un video e una testimonianza diretta documentano, una volta di più, come bersagliare le aree residenziali sia una precisa e sanguinosa scelta tattica dei comandi militari russi. Sono passate da poco le 10 quando la reporter di Chernihiv Suspilne, testata locale, invia alla sua redazione un filmato di 32 secondi appena girato col telefonino. La scena che ha ripreso entra immediatamente nel libro delle atrocità del guerra voluta da Putin e che Putin non riesce a vincere.
Davanti a un piccolo market di mattoni si contano sette corpi stesi a terra, immobili. Altri vengono portati in fretta all'ospedale. Siamo in un quartiere dormitorio, non ci sono obiettivi militari ma scuole, negozi e abitazioni. La giornalista riferisce di "almeno dieci morti" per un mortaio o un razzo Grad arrivato dalle linee russe.
"La città è senza elettricità e il telefono prende pochissimo", spiega a Repubblica, Alla Skoryk, direttrice di Chernihiv Suspilne. È circondata e non c'è alcuna via d'uscita sicura. La nostra giornalista. Mi ha mandato quattro file video poi è sparita: il suo smartphone non ha più segnale da ore". Le autorità ucraine sostengono che si tratti di ordigno russo. L'ambasciata americana a Kiev aggiunge: "Stiamo considerando tutte le opzioni per assicurare la responsabilità di qualsiasi crimine atroce in Ucraina". Il portavoce del ministero della Difesa di Mosca, Igor Konashenkov ribalta la versione: "Non abbiamo fatto niente, le nostre truppe sono fuori Chernihiv".
L'agenzia Reuters, in serata, riferisce di altri cinque civili deceduti, tra cui tre bambini, sempre a Chernihiv.
Gettano bombe, ma ritirano la mano. Come a Kiev, chiusa nel coprifuoco totale imposto dal sindaco Klitschko. Alle 6 della mattina l'ennesimo boato nel cielo della capitale: un palazzo di 12 piani nel distretto di Shevchenkivskyi danneggiato, due persone ferite e più di trenta evacuate.
La roulette russa dei proiettili lanciati più o meno a caso va avanti da quattro giorni, ormai, ma da martedì notte si è aggiunto il controcanto ucraino. Per tutta la mattinata di ieri nel centro di Kiev si sono sentiti distintamente i colpi dell'artiglieria ucraina, che stanno battendo il fronte di nord-ovest dove è concentrato il grosso delle forze russe: Irpin, Bucha, Horenka, Vorzel. Il destino della capitale si sta decidendo lì.