Esteri

Ucraina-Russia, cos'è successo oggi: ancora missili, anche a Ovest. Putin arringa la folla allo stadio. Biden-Xi, impegno per la pace

Lanci dal Mar Nero verso Leopoli e Mykolaiv: 45 morti in una base militare di addestramento. Mariupol, russi in centro città. "In centinaia sotto le macerie" ma per ora non ci sono vittime al teatro. Le diplomazie: "vicini" su neturalità, il nodo del Donbass. Putin sente Scholz e Macron. Il Papa: "Abuso potere minaccia umanità"
6 minuti di lettura

L'artiglieria russa colpisce anche l'Ovest dell'Ucraina, a pochi chilometri dal confine con la Polonia, mentre Putin arringa la sua folla allo stadio Luzhniki di Mosca nell'ottavo anniversario dell'annessione della Crimea, promettendo che l'"operazione militare speciale" verrà completata. Le diplomazie restano al lavoro: secondo il resoconto del negoziatore russo, Vladimir Medinsky, Mosca non intende arretrare sul Donbass, mentre le posizioni sono vicine sullo status di neutralità di Kiev e a metà strada sulla demilitarizzazione ucraina.


Il consigliere del presidente ucraino Zelensky, Oleksiy Arestovych, vede la fine della guerra in 2-3 settimane, con la sconfitta russa. Per la prima volta dall'invasione del 24 febbraio, Xi e Biden si parlano. Resta il dramma dei civili: 109 passeggini vuoti in piazza a Leopoli gridano al mondo la fine della vita dei bambini, mentre a Mariupol ci sono ancora "centinaia di persone" sotto le macerie del teatro-simbolo dell'assedio ma, al momento, "nessun morto" dice l'amministrazione comunale. Proprio lungo la costa del Mar Nero si registrano nel tardo pomeriggio nuovi lanci di missili sulle strutture militari difensive, con decine di morti. 

Cosa succede sul terreno

Secondo Kiev, Putin ha le risorse in esaurimento e "ricorre a misure estreme" in fatto reclutamento, attirando i cosiddetti volontari, coscritti e cadetti, nonchè mercenari dalla Siria. Le forze d'invasione russe, che avanzano a fatica sui loro obiettivi, sono tornate a martellare con l'artiglieria e a distanza le postazioni difensive ucraine. Diversi attacchi registrano nel corso della giornata. Nella capitale Kiev, dove stasera scatta di nuovo il coprifuoco, "il nemico continua ad attaccare - denuncia su Telegram il sindaco Vitali Klitschko - Stamane la zona residenziale nel distretto di Podolsk è stata bombardata dagli orchi che hanno colpito sei case, asili nido e una scuola. Una persona è morta, 19 sono rimaste ferite, inclusi quattro bambini. Sul posto stanno operando i soccorritori e i medici". La guerra lambisce di nuovo i confini occidentali del Paese, quindi la Polonia e la Nato. Prima dell'alba tornano a suonare le sirene a Leopoli, nel giro di poco si sono sentite alcune esplosioni vicino all'aeroporto: secondo le ricostruzioni del governatore della regione, alcuni missili sono stati lanciati dal Mar Nero e hanno danneggiato l'impianto di riparazione di aeromobili, vicino allo scalo; la difesa antiaerea è riuscita a intercettarne due: c'è stato un ferito. Più grave, di 45 morti, il bilancio a Mikolayiv, pilastro della resistenza ucraina sul Mar Nero non distante da Odessa: alcune caserme dell'esercito, riporta la Bbc, sarebbero state colpite da un attacco missilistico russo. Nelle strutture stavano venendo addestrati i militari locali: "Mykolaiv ha subito intensi bombardamenti per settimane, dopo che le truppe russe erano state respinte dalla città", ha spiegato il corrispondente britannico Harding, "le forze russe avevano quindi cercato di aggirare la città a Nord ma erano state di nuovo respinte dagli ucraini". Da parte dell'ufficio di rappresentanza della Repubblica popolare di Donetsk arriva la denuncia di quattro uccisioni durante un bombardamento alla periferia della città da parte delle truppe ucraine. 

Il conteggio delle Nazioni unite si aggiorna, con oggi, ad almeno 816 civili uccisi, ma il numero reale è "probabilmente molto più alto". I feriti, ha precisato l'Ohchr, sono invece 1.333. Sulla piazza di Leopoli, 109 passeggini vuoti hanno denunciato la strage di bambini. Tra le vittime, il primo ballerino dell'Opera Nazionale dell'Ucraina, Artem Datsishin: era ricoverato in ospedale dopo essere stato ferito nei giorni scorsi da bombardamenti russi. "E' stato ucciso il nostro collega, grande artista, solista di lunga data e uomo meraviglioso", dice su Facebook il direttore dell'Opera Nazionale ucraina, Anatoly Solovyanenko.

Leopoli, i bambini vittime della guerra: centonove passeggini vuoti in piazza

A Mariupol, città simbolo dell'assedio nel Sud del Paese, il teatro di arte drammatica colpito dai bombardamenti aerei dei russi è ancora rifugio per molti sfollati. "Centinaia di persone sono ancora sotto le macerie", dice in video Zelensky, promettendo che i russi pagheranno per "migliaia di cuori il cui battito è stato fermato da questa guerra". Zelensky accusa le forze russe di "fare di tutto per evitare" che gli aiuti umanitari entrino nella città assediata di Mariupol. "Nonostante i bombardamenti, nonostante tutte le difficoltà, continueremo le operazioni di soccorso", garantisce il presidente. Secondo l'amministrazione comunale, l'attacco ha causato un ferito grave ma non ci sarebbero morti. Si aggrava però la situazione per la città: i combattimenti hanno raggiunto il centro le forze russe hanno "stretto la presa", dice il sindaco Vadym Boichenko, alla Bbc: i militari di Mosca sono "molto attivi oggi, la battaglia con carri armati e mitragliatrici continua. Tutti sono nascosti nei bunker". 

Diplomazie al lavoro. Vicini su "neutralità". Ecco cosa vuole Putin

Con le notizie dai fronti che fluiscono, continua anche il lavoro delle diplomazie. La Bbc dà conto, da fonti turche che hanno avuto accesso al colloquio Erdogan-Putin, delle richieste del leader russo per arrivare al cessate il fuoco. Il portavoce di Ankara, Ibrahim Kalin, ha spiegato al network britannico che Putin chiede la neutralità ucraina e la rinuncia alla Nato. Segue un processo di disarmo, la protezione per la lingua russa e la "de-nazificazione" del Paese. Passaggi che per Ankara sono a raggiungibili. Difficile trovare la quadra sul secondo pacchetto di richieste, che riguarderebbe invece lo status dell'intero Donbass e il riconoscimento del passaggio alla Russia della Crimea. La stessa Turchia non ha mai riconosciuto il referendum del 2014 e questo rende complicato il suo ruolo di mediazione. 

Un aggiornamento sui lavori è arrivato anche dal capo della delegazione russa, Vladimir Medinsky, alla Tass. "Il tema dello status neutrale e della non adesione dell'Ucraina alla Nato è uno dei punti chiave dei colloqui, questo è il punto su cui le parti hanno avvicinato il più possibile le loro posizioni", ha detto. Via di mezzo sulla questione della smilitarizzazione dell'Ucraina: i negoziati sono "da qualche parte a metà strada". Quanto alla smilitarizzazione, direi cinquanta e cinquanta", ha aggiunto sottolineando di non essere "autorizzato a divulgare alcun dettaglio delle trattative e non lo farò, né le cifre specifiche, né le argomentazioni delle parti  negoziali". Il consigliere di Vladimir Putin infine ha osservato che ci sono "sfumature relative alle garanzie di sicurezza che l'Ucraina riceve in aggiunta a quelle esistenti, in caso di rifiuto di aderire al blocco Nato". Si conferma meno aperto il capitolo del Donbass: "La posizione russa sul Donbass è chiara, non possiamo tornare indietro", le parole di Medinsky. 

Da parte ucraina, il consigliere dell'ufficio di presidenza ucraino Oleksiy Arestovych torna a ritenere vicina la capitolazione militare di Mosca: secondo il consigliere, la fase attiva della guerra dovrebbe concludersi in 2-3 settimane. Su Telegram, ha scritto: "La fase attiva è quasi terminata vicino a Kiev, Kharkiv, Sumy e Chernihiv. Anche se (i russi, ndr) dovessero aggiungere alcune riserve da qualche parte, provare ad andare all'offensiva, finirà comunque con la loro sconfitta. La fine è qui, hanno perso strategicamente, perdono e rapidamente. Penso che a metà aprile, alla fine di aprile, i residenti di Kiev che se ne sono andati potranno tornare a casa".

Primo colloquio Biden-Xi. "Cina per la pace". "Usa pronti a dialogo"

Per la prima volta dall'inizio della guerra si registra il primo contatto ai massimi livelli sull'asse Usa-Cina: scendono in campo i leader, Joe Biden e Xi Jinping, che si sentono per quasi due ore. Filtra prima la versione cinese: Xi dice che Usa e Cina hanno la responsabilità della pace mondiale, esorta tutte le parti coinvolte nella crisi in Ucraina "a sostenere congiuntamente il dialogo e il negoziato tra Russia e Ucraina e trattare i risultati e la pace". Rispetto agli avvertimenti americani di ripercussioni di un eventuale coinvolgimento cinese in supporto a Mosca, Xi dice che "gli Stati Uniti hanno interpretato male e giudicato male le intenzioni strategiche della Cina". Pechino, assicura, "ha sempre sostenuto la pace e si è opposta alla guerra, che è una tradizione storica e culturale cinese: la priorità assoluta ora è continuare il dialogo e i negoziati, evitare vittime civili, prevenire crisi umanitarie e il cessate il fuoco e la fine della guerra in Ucraina". Dal canto suo, Biden sostiene che gli Usa sono pronti a proseguire il dialogo con la Cina per prevenire una ulteriore escalation in Ucraina. 

Putin parla alla sua folla. Telefonata "difficile" con Scholz. Sente anche Macron

Anche l'altro leader parla. A Mosca, allo stadio Luzhniki, Vladimir Putin si prende il bagno di folla in occasione dell'ottavo anniversario per l'annessione della Crimea. Con la folla inneggiante, i simboli della Zeta a sostenere l'"operazione militare speciale" e le bandiere dei nazionalisti a sventolare, Putin ha dato fondo alla sua retorica: ha promesso che gli obiettivi saranno raggiunti, ha chiesto la de-nazificazione dell'Ucraina, ha inneggiato alla scelta della Crimea di ribellarsi a un "genocidio", ha citato la Bibbia per dire che l'amore più grande è morire per gli amici.

La folla pro Putin al comizio di Mosca

In giornata, Putin ha avuto contatti anche con le cancellerie europee. Al tedesco Olaf Scholz ha detto che Mosca è pronta a continuare a cercare soluzioni nel colloqui con l'Ucraina. Ma l'ha accusata di cercare di rallentare i colloqui facendo "nuove proposte irrealistiche". Una telefonata "difficile" per il Cremlino. In serata, colloquio anche con l'Eliseo durante il quale il presidente francese, Emmanuel Macron, ha espresso la sua "estrema preoccupazione" per la situazione a Mariupol. Le truppe di Mosca, ha ribattuto il leader del Cremlino, stanno facendo "tutto il possibile" per non colpire i civili in Ucraina, anche "creando corridoi umanitari per la loro evacuazione". E ha ribaltato l'accusa occidentale di crimini di guerra, scaricandola sulle "forze di sicurezza" e sui "nazionalisti" ucraini.

Papa: "Abuso perverso potere minaccia umanità"

Anche Papa Francesco torna a parlare del conflitto."Il grido straziante d'aiuto dei nostri fratelli ucraini ci spinge" a "piangere con loro e a darci da fare per loro; a condividere l'angoscia di un popolo ferito nella sua identità, nella sua storia e tradizione", dice nel messaggio alle Giornate Sociali Cattoliche Europee. "Il sangue e le lacrime dei bambini, le sofferenze di donne e uomini che stanno difendendo la propria terra o scappando dalle bombe scuotono la nostra coscienza. Ancora una volta l'umanità è minacciata da un abuso perverso del potere e degli interessi di parte, che condanna la gente indifesa a subire ogni forma di brutale violenza".