Russia, il blocco di TikTok non ha fermato la propaganda a favore della guerra
di Natasha Caragnano , di Natasha CaragnanoIl blocco di TikTok, social network di proprietà della società cinese ByteDance, per la pubblicazione di nuovi video e contenuti in diretta dalla Russia non sembra aver fermato la propaganda russa sulla piattaforma. Anzi, ha creato un vuoto per gli utenti russi che gli account sostenuti da Mosca stanno riempiendo aggirando le restrizioni. “In modo più discreto, senza comunicarlo sul loro sito ufficiale, TikTok ha infatti disabilitato il 95% dei contenuti agli account che si connettono dalla Russia”, spiega Salvatore Romano, coordinatore del team di ricerca di Tracking Exposed.
Le ricerche dell’organizzazione indipendente italiana che monitora i social media hanno scoperto che la decisione di TikTok, annunciata il 6 marzo per evitare ai suoi utenti problemi legali dopo l’entrata in vigore di una nuova legge in Russia che punisce le “fake news”, in realtà è stata poco chiara e più radicale. I profili di…
Il blocco di TikTok, social network di proprietà della società cinese ByteDance, per la pubblicazione di nuovi video e contenuti in diretta dalla Russia non sembra aver fermato la propaganda russa sulla piattaforma. Anzi, ha creato un vuoto per gli utenti russi che gli account sostenuti da Mosca stanno riempiendo aggirando le restrizioni. “In modo più discreto, senza comunicarlo sul loro sito ufficiale, TikTok ha infatti disabilitato il 95% dei contenuti agli account che si connettono dalla Russia”, spiega Salvatore Romano, coordinatore del team di ricerca di Tracking Exposed.
Le ricerche dell’organizzazione indipendente italiana che monitora i social media hanno scoperto che la decisione di TikTok, annunciata il 6 marzo per evitare ai suoi utenti problemi legali dopo l’entrata in vigore di una nuova legge in Russia che punisce le “fake news”, in realtà è stata poco chiara e più radicale. I profili di media internazionali, come quello dell’emittente britannica Bbc, e di politici, come l’account ufficiale del presidente francese Emmanuel Macron, appaiono bloccati in Russia. Lo stesso accade per celebrità di Hollywood, organizzazioni internazionali, e per il profilo stesso di TikTok.
“Si è creata una strana bolla di informazione visto che non abbiamo accesso ai video provenienti dall’estero”, ha raccontato al quotidiano statunitense Wall Street Journal il tiktoker russo Niki Proshin. La pagina “For You” di Proshin, il feed personalizzato che compare all’apertura dell'app, gli mostra solo video di account russi che sono stati pubblicati prima del 6 marzo. “Più si scorre, più diventano vecchi”, ha detto Proshin. Mentre Lisa Elkina, 25enne di Mosca, ha raccontato di aver trovato anche nuovi video, sia pro che contro la guerra, di utenti russi che hanno trovato il modo di aggirare il blocco di TikTok.
Canali non russi come la Bbc appaiono inaccessibili e gli account russi che risultano ancora visibili non possono pubblicare contenuti da più di una settimana. Ma altri profili come @zarussia2022, @v.kurse o @voiceofrussia continuano a pubblicare messaggi in sostengo della guerra condotta da Putin ogni giorno. Solo alcuni nomi degli account, che non sembrano aver problemi a pubblicare i brevi video, rintracciati da Tracking Exposed attraverso un’analisi degli hashtag, parole chiave che facilitano la ricerca dei contenuti, e dopo aver effettuato test di connessione da indirizzi IP russi.
Secondo un’inchiesta di ViceNews, pubblicata l’11 marzo, Mosca avrebbe pagato influencer russi per pubblicare video su TikTok che promuovono narrazioni pro-Cremlino. L’amministratore del canale avrebbe fornito una guida su come aggirare il divieto del social network, coordinando i tiktoker sugli hashtag giusti da utilizzare, il momento preciso in cui pubblicare il video e il testo con cui accompagnarlo.
“Non è chiaro come sia possibile aggirare il blocco e nonostante le richieste, TikTok non ha voluto commentare la vicenda. Ma è evidente che il Cremlino fornisce le informazioni necessarie per aggirare il sistema”, spiega Romano.
Alcuni di questi tiktoker hanno cancellato i contenuti dopo la pubblicazione dell’inchiesta di Vice, ma altri account non personali sono ancora attivi secondo l’indagine di Tracking Exposed. Secondo gli autori del report, TikTok sta limitando le informazioni sulla guerra in Ucraina in un modo mai visto prima, isolando ancora di più gli utenti russi dal resto del mondo. “E questo è ancora più significativo se teniamo conto del fatto che TikTok è l’unico social network non russo ancora attivo nel Paese”, spiega Romano.
La mossa è probabilmente motivata anche da vincoli di business, si legge nel report. Per rimanere attivo in Russia, il quarto mercato più grande della piattaforma, TikTok ha dovuto vietare i contenuti non russi in un modo molto grossolano ma efficace per conformarsi alla nuova legge contro le “fake news”.
La campagna di informazione sulla guerra tra Russia e Ucraina coinvolge sempre più il social network cinese. La settimana scorsa, la Casa Bianca ha organizzato una riunione con 30 dei tiktoker più seguiti negli Stati Uniti per organizzare una campagna che racconti il conflitto in Ucraina.